01:10 17 Agosto 2018
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Ex consigliere Affari Esteri del Canada: no all'isolamento della Russia

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Il politico del Quebec Jocelyn Coulon, negli anni 2016-2017 consigliere del ministro degli Affari esteri del Canada per la sicurezza e la pace, è intervenuto per criticare la politica nordamericana nei confronti della Russia.

In un'intervista a Sputnik ha spiegato la posizione negativa di Ottawa "sullo sproporzionato ruolo dell'Ucraina nella politica estera del Canada". Inoltre, a suo avviso, USA e Canada hanno molto da imparare dall'Europa, dove i media "più oggettivamente" illuminano ciò che sta accadendo in Russia, e la diplomazia è più costruttiva per la vicinanza geografica. La diplomazia russa di Vladimir Putin è isolata e aggressiva? Contro tali cliché ha parlato recentemente a Montreal al giornale La Presse l'ex consigliere politico di Stéphane Dion, ministro degli esteri del Canada nel 2016-2017.

Secondo Coulon, esperto del Centro di studi internazionali università di Montreal, la Russia non è così isolata in termini diplomatici, come sostengono molti media nordamericani. Il dottorando dell'università di Harvard Shashank Joshi ha scritto il 27 marzo sul sito della CNN, che l'isolamento della Russia ha un carattere "eccezionale", anche se non "assoluto".

I giornalisti anglosassoni  anno subito raccolto questa tesi. L'opinione di Coulon è sostanzialmente diversa dal punto di vista della maggior parte dei suoi colleghi. Nel suo articolo scrive che per la Russia si espongono figure di spicco del "mondo libero", dimostra che le grandi potenze non la "evitano". Secondo gli esperti, paesi come la Grecia e l'Italia vorrebbero rimuovere le sanzioni imposte dalla UE contro la Russia.

Secondo Coulon, "la diplomazia dei paesi europei riguarda la loro posizione geografica, non ha senso mettersi contro un paese, che si trova a due ore di volo. Il Canada, ad esempio, non può permettersi di tagliare il legame con gli USA, in termini economici, sarebbe un disastro".

L'esperto ritiene che l'isolamento diplomatico e strategico della Russia è spesso frutto della fantasia di media canadesi e americani. Nonostante la conoscenza delle realtà internazionali, molti esperti hanno una visione negativa di questo paese dai tempi della guerra fredda. I media spesso dividono il paese in due campi: buoni e cattivi. Un esempio illuminante è nel conflitto in Siria, da confrontare con l'attacco americano in Iraq nel 2003.

"La Russia non è l'unico paese al mondo che supporta l'intervento militare in zone di conflitto. I media USA dovrebbero cercare di capire e analizzare, quelli europei più oggettivamente valutano la Russia".

Secondo gli esperti, negli ultimi anni, le relazioni diplomatiche tra la Russia e il Canada non si sono evolute. Il Canada costantemente introduce sanzioni economiche contro il più grande paese del mondo. In Canada nel mese di ottobre 2017 è stata approvata una legge simile alla legge Magnitsky americana, che introduce sanzioni economiche e restrizioni sui visti per alcuni funzionari russi. In un recente libro della casa editrice Québec Amérique, dal titolo Selfie con Justin Trudeau, l'esperto critica la politica estera del premier. Nonostante le dichiarazioni pre-elettorali, la sua linea di governo è quella del conservatore Stephen Harper (2006-2015).

L'autore spiega che la politica del Canada nei confronti della Russia dipende quasi esclusivamente dalle sue relazioni con l'Ucraina.

Secondo lui, "l'Ucraina ha assunto un posto sproporzionato nella politica estera del Canada".

Ritiene che i motivi principali sono due: in primo luogo, i cittadini di origine ucraina costituiscono una parte significativa dell'elettorato in Canada e, in secondo luogo, è collegato con l'adesione del Canada alla NATO, che vuole includere nell'ambito della sua attività l'ex paese comunista per "proteggerlo dall'influenza russa".

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Cooperazione con la Russia, Russia, Canada
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