06:51 22 Settembre 2018
Serb March in support of Serbia's territorial integrity

C'è somiglianza tra gli ultimi eventi in Italia e Kosovo?

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Parla il politologo serbo, ex segretario di stato del ministero per gli affari del Kosovo e Metohija, Dusan Prokopovic.

Nonostante, a prima vista, non vi sia alcuna somiglianza tra la situazione in Serbia e Kosovo, la risposta è semplice: hanno in comune la reazione all'euroburocrazia e all'europolitca che non funziona. La metodologia è diversa, ma l'essenza è la stessa. Per l'Italia i funzionari dell'UE, eminenti politici europei e capi di stato, tra cui, Emmanuel Macron, hanno supportato la decisione del presidente della repubblica italiana Sergio Mattarella che voleva evitare la formazione di "un governo di euroscettici", nonostante l'apparente maggioranza parlamentare. In Serbia ci troviamo di fronte a vergognosi frequenti attacchi contro i serbi in Kosovo e Metohija.

Il problema che l'UE ha affrontato in Italia, consisteva nel fatto che il nuovo governo ha membri euroscettici, i portafogli ministeriali li ricevono esperti, che progettavano di far uscire l'Italia dall'Unione Europea. Il problema dell'UE in Kosovo è che Bruxelles non ha la forza di compiere ciò che è stato previsto nel mese di dicembre 2007: l'UE non può fornire a Pristina un posto alle Nazioni Unite. L'ostacolo principale del percorso è una forte opposizione di Belgrado, quindi, questo problema l'Unione Europea sta cercando di risolverlo con la pressione su un solo lato del conflitto, quello serbo.

Quello che proteggono i funzionari dell'UE, già da tempo ha perso significato. Gli italiani sono insoddisfatti dei propositi dall'Unione Europea, dei modi di gestire l'immigrazione, la crisi e la destabilizzazione del Medio Oriente, le enormi perdite subite a causa del deterioramento delle relazioni con la Russia (il South stream avrebbe dovuto trasformare l'Italia in colosso energetico). Per questo si votano i politici che promettono cambiamenti. In questo modo, la vera causa degli eventi italiani si deve cercare non a Roma, ma a Bruxelles.

La vera ragione del malcontento dell'UE per la politica di posizionamento in Serbia è aumentare l'influenza della Russia, della Cina e Turchia nei Balcani, non a Belgrado ma a Bruxelles. La decisione per la questione del Kosovo, proposta da Bruxelles, è assolutamente inaccettabile, per i negoziati inefficaci, per le promesse indirizzate a Belgrado nel corso degli ultimi dieci anni, che sono percepite come un insulto. Nessuna delle proposte rivolte alla Serbia  cerca una soluzione di compromesso, se la Serbia sta cercando di mantenere i propri interessi, entrando in stretta collaborazione con le forze mondiali e regionali, bisogna rispettare o almeno ascoltare il ragionamento di Belgrado, e questo diventa un problema per l'UE.

Gli "europolitici" non hanno nessun piano B per le attuali crisi. Bruxelles non è pronta a riconoscere i propri errori del passato e lavorarci sopra, non è pronta ad ascoltare le critiche e soprattutto prenderle in considerazione. L'UE continua a percorrere il sentiero già battuto, ignora tutti i presupposti della fondamentale riforma della politica europea. Ecco perché in Italia è scoppiata una grave crisi politica, invece in Kosovo gli albanesi sono sempre più aggressivi con la popolazione serba. In ogni caso, alla fine, la parte soccombente può essere la stessa UE. L'euroburocrazia è stata sconfitta in Italia. Se da Bruxelles non arriverà alcuna risposta agli eventi in Kosovo, per tutti potrebbe finire male. In caso di aggravamento della crisi del Kosovo, la posizione dell'UE nella regione sarà notevolmente e irrimediabilmente indebolita.

In un simile scenario le forze significative per la sicurezza nella regione sono quelle di USA e Russia. Lo capiscono a Bruxelles? Alcuni capiscono, ma questo non influenza il processo decisionale. Purtroppo, è così. La stragrande maggioranza non lo vede. E quando la situazione diventerà evidente, sarà troppo tardi per prendere eventuali misure importanti. Senza un "piano B" per quanto riguarda il crescente malcontento all'interno dei paesi-membri dell'UE e la sicurezza regionale in zone "difficili", l'UE può semplicemente cessare di esistere. Perché con la politica che l'Unione Europea svolge oggi, sopravvivere non sarà facile.

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Tags:
Equilibri militari in Europa, Eurogruppo, Serbia
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