19:38 25 Giugno 2018
Il presidente statunitense Donald Trump (foto d'archivio)

Gli USA hanno sepolto il multilateralismo

© AP Photo / Manuel Balce Ceneta, File
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La decisione di Donald Trump riguardo l'introduzione delle tariffe per l'acciaio e l'alluminio per Unione Europea, Messico e Canada è "l'annuncio ufficiale della famosa guerra commerciale", ha detto in un'intervista a Sputnik Mundo l'economista argentino Miguel Ponce.

Ponce, l'ex ministro dell'industria e del commercio dell'Argentina, ritiene, pertanto, che gli USA abbiano seppellito il multilateralismo, fondamentale per le relazioni commerciali internazionali. Le conseguenze di queste misure saranno enormi e riguarderanno non solo i paesi coinvolti, che hanno già annunciato una reazione, ma in linea di principio, "non piacciono a nessuno".

La reazione dell'Unione Europea, che colpisce come aziende americane, come Harley Davidson o Levis, o la decisione del Messico sull'acquisto di prodotti alimentari, da Argentina o Uruguay possono essere un beneficio per alcuni paesi. Ma alla fine queste misure "non saranno positive, ci porterebbero essere conflitti e diatribe commerciali" crede l'esperto.
Anche se il Brasile e l'Argentina sono stati risparmiati dall'aumento delle tariffe, annunciate dagli USA, come Australia e Corea del Sud, Ponce ritiene che queste misure siano applicate in America Latina in generale. L'esperto spiega che l'UE, Messico e Canada tentano di esportare in altri mercati che in precedenza erano prettamente degli USA.
Secondo Ponce, paesi come l'Argentina, che hanno una bassa competitività in molti settori, saranno costretti a competere con produttori altamente competitivi, vittime della guerra commerciale.

L'esperto è scettico in merito alle dichiarazioni secondo cui l'UE ricorre ai meccanismi dell'Organizzazione Mondiale del commercio (OMC). "Se diciamo che la versatilità è morta, le sue istituzioni sono in crisi. L'OMC sulla propria pelle sperimenta l'incapacità di sviluppo delle sue azioni, si credeva che la globalizzazione fosse un percorso in cui tutti si muovevano in modo ordinato, rispettando le regole", spiega l'economista argentino.

Si tratta di "impotenza e incapacità delle misure protezionistiche proposte dagli USA".

Ponce ritiene che per la decisione USA non c'è da stupirsi, perché Trump l'ha annunciata durante la campagna elettorale. Tuttavia, egli ritiene che è impossibile capire quali saranno le conseguenze in termini di flussi commerciali.


"Non sono stati creati forti antidoti per resistere a tali azioni" ha detto. L'analista ritiene che la situazione è cambiata rispetto a un anno fa, quando Trump è diventato presidente USA a gennaio del 2017. Allora si pensava che entrasse in guerra commerciale con la Cina. Tuttavia, nel mese di aprile dello stesso anno Trump ha incontrato il leader cinese Xi Jinping. Secondo Ponce, i paesi hanno concordato "insieme di guidare questa fase di post-globalizzazione, caratterizzata dalla rivoluzione industriale 4.0, basata su tre pilastri: l'introduzione nella catena di valore dell'intelligenza artificiale, internet delle cose e l'accelerazione del processo di robotizzazione". "La Cina e gli USA hanno deciso insieme di guidare questo processo di rivoluzione industriale 4.0, perché hanno una dipendenza tecnologica. E chi gestisce la tecnologia, indica la direzione della potenza mondiale", ha concluso.

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commercio, Trump, Russia
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