19:39 22 Settembre 2018
A self-deployable habitat can save crews valuable time in setting up quarters on faraway locales like Mars.

Aborti ed eutanasia: ci sarà sesso su Marte?

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Gli studiosi prevedono come sarà il sesso su Marte.

Gli scienziati hanno previsto in che modo si faranno i figli su Marte e chi uccideranno i nuovi abitanti del pianeta per difendere le colonie.

Nel 1972 Elton John ha scritto la canzone Rocket Man che viene spesso messa a confronto con Space Oddity di David Bowie. Entrambe le canzoni seguono il filone, allora in voga, della fantascienza e i loro protagonisti sono diventati astronauti. E alla fine della canzone di Elton John si dice:

"Marte non è fatto per i tuoi figli perché è freddo come l'inferno. E lì non c'è nessun altro per farli crescere".

E sebbene l'ipotesi del famoso cantante sia rimasta un espediente stilistico, le sue parole, non essendo pubblicate in una rivista scientifica, possono risultare profetiche perché descrivono in breve le difficoltà con cui devono fare i conti i primi coloni del pianeta.

L'idea di missioni con equipaggio su Marte e di una sua colonizzazione non sono più una fantasia ma stanno trovando applicazione nei progetti di agenzie spaziali private e statali.

Marte è indicato come uno dei prossimi obiettivi nei progetti di NASA, Roscosmos, Agenzia spaziale cinese, Agenzia spaziale europea e di compagnie private come MarsOne, Blue Origin e SpaceX. Della necessità di colonizzare Marte ha parlato anche lo scienziato universalmente noto Stephen Hawking. "Credo che il futuro a lungo termine dell'umanità sia legato allo spazio che rappresenta un'importante garanzia per la nostra futura sopravvivenza perché ci permetterà di evitare l'estinzione della nostra specie grazie alla colonizzazione di altri pianeti", ha scritto Hawking in un suo articolo nel 2015.

Come motivazione per la colonizzazione di Marte spesso si adducono la ricerca di nuove risorse naturali, l'espansione della civiltà umana, la ricerca di altre forme di vita.

Nella letteratura scientifica sono già comparse valutazioni quantitative sul numero minimo di colonie sufficienti per la sopravvivenza sul pianeta. Il ricercatore Chris Impey nel 2015 ha indicato il numero di 5000 persone tenendo in conto la possibilità di catastrofi imprevedibili, malattie e altre crisi che potrebbero incidere negativamente sull'assetto demografico.

A tal proposito un gruppo internazionale di studiosi ha deciso di studiare tutta una serie di aspetti fisiologici del possibile soggiorno dei primi abitanti terrestri su Marte e la possibilità teorica di riprodurre colonie umane sul pianeta.

"Riprodursi su Marte sarà necessario per la sopravvivenza della colonia e per il conseguente suo allargamento", ritengono gli autori dell'articolo pubblicato mercoledì sulla rivista scientifica Futures. "Purtroppo portare a termine questo compito può incontrare enormi difficoltà". Una serie di problemi, secondo gli esperti, saranno legati al fatto che l'atmosfera di Marte è 100 volte meno densa di quella terrestre. Proprio per questo colpiscono la superficie di Marte più radiazioni solari e cosmiche pericolose.

Precedenti studi della NASA hanno dimostrato che il loro influsso sugli astronauti aumenta l'incidenza di danneggiamento delle cellule cerebrali e la probabilità di sviluppare una patologia oncologica. Ma ciò che è maggiormente legato alle difficoltà di riprodurre colonie su Marte è il fatto che radiazioni di questo tipo influiscono sulla qualità e la quantità di spermatozoi prodotti nell'organismo maschile e sul corretto sviluppo embrionale.

Altri problemi sono legati alla forza di gravità che è più debole sulla superficie del pianeta, circa tre volte inferiore a quella della Terra. Da un lato questa condizione dovrebbe semplificare gli spostamenti sul pianeta e diminuire il peso corporeo degli astronauti, dall'altro l'organismo umano è abituato ad espletare le proprie funzioni e, in particolare a crescere un figlio, proprio a gravità terrestre. Per non parlare del fatto che ricerche condotte in precedenza hanno dimostrato che la vita a gravità ridotta porta al peggioramento della vista, alla disidratazione, al rapido indebolimento di muscoli e ossa, al rallentamento della frequenza cardiaca e all'abbassamento delle difese immunitarie.

Quest'ultimo fattore ha una grande importanza per riprodurre colonie umane su Marte poiché anche sulla Terra nelle donne incinte si osserva un abbassamento delle difese immunitarie.

"Condizioni simili possono aumentare i rischi di aborti legati a infezioni e contribuire alla diffusione di malattie fra le donne incinte e non solo", ritengono gli autori dell'articolo.

Fortunatamente alcuni di questi problemi potrebbero essere risolti in futuro grazie allo sviluppo della tecnologia, della farmacologia e delle cure mediche. La questione però potrebbe rivelarsi spinosa dal punto di vista sociale ed etico poiché imporrà all'umanità di riconsiderare alcune norme di interazione sociale per noi consolidate.

Sull'ostile Marte agli uomini non basteranno la compassione e le cure per i malati senza speranza.

"L'idea di proteggere la vita in ogni fase del suo sviluppo potrebbe non tornare utile sulle colonie marziane", pensano gli autori. "L'ambiente ostile e la penuria di punti di riferimento potrebbe portare a privilegiare il gruppo rispetto alla singola persona. Prevediamo che nelle missioni nello spazio sarà necessario consentire l'aborto, l'eutanasia per i malati terminali o il sacrificio di singole vite a beneficio del benessere dell'intera società".

Secondo gli esperti all'interno di una colonia marziana sarà necessario un rapporto nuovo e più "liberale" nei confronti degli aborti che si verificheranno se la gravidanza metterà a repentaglio la vita della madre e se il feto avrà gravi anomalie dello sviluppo manifestate già in partenza.

Inoltre per gli stessi motivi le coppie che decideranno di avere figli dovranno scegliersi l'un l'altra prestando estrema attenzione alla compatibilità genetica e, nel caso di mancata compatibilità, i componenti della coppia dovranno rinunciare alla gravidanza.

Gli studiosi ritengono che la necessità di sopravvivenza nelle specifiche condizioni di Marte in sostanza creerà una nuova specie d'uomo per il benessere del quale si manifesteranno nuove proprietà fisiologiche e condizioni sociali. "La società marziana stabilirà nuovi o più elevati criteri per i neonati e si evolverà per salvaguardare quelle caratteristiche personali e fisiologiche che si riveleranno più adatte per la vita su Marte", sostengono gli autori.

La nuova specie umana comparirà grazie all'applicazione di metodologie di ingegneria genetica come CRISPR. "L'ingegneria genetica e l'isolamento nello spazio potrebbero portare alla nascita di una nuova specie di Homo Sapiens", concludono gli esperti. 

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Tags:
esplorazione, spazio, Stazione Spaziale Internazionale, Agenzia Spaziale Europea, ESA, NASA, Roscosmos, Space X, Stephen Hawking, Terra, Marte
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