14:33 23 Settembre 2018
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Senza gambe, senza bandiera, ma in cima: alpinista cinese conquista l'Everest

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Un pensionato cinese senza gambe è arrivato in cima all'Everest dopo aver fallito 43 anni fa.

Xia Bojui Xia Boyu, ex membro della squadra nazionale cinese di alpinismo, ha per cinque volte cercato di scalare il monte Everest. Il suo sogno si è avverato al quinto tentativo dopo 43 anni. Quest'anno, il 14 maggio, ci è riuscito. Privo di entrambe le gambe, a 69 anni, l'atleta è diventato la prima persona al mondo con entrambe le gambe amputate, a raggiungere la cima della montagna più alta del mondo dal lato nepalese.


Finora l'unico alpinista senza gambe, a conquistare l'Everest dal lato tibetano è stato il neozelandese Mark Inglis nel 2006.
"L'Everest è la passione della mia vita", ha detto in un'intervista a Sputnik. Per realizzarla, ha dovuto affrontare una serie di fallimenti e sconfitte. Nonostante la mancanza di gambe, che ha perso dopo la prima salita sulla montagna più alta al mondo, per decenni ha continuato ad allenarsi molto nella speranza di realizzare il suo sogno.
Quest'anno ha compiuto 69 anni. Nel 1974 entrò nella nazionale di alpinismo e per la prima volta nel 1975, ha tentato la sfida di scalare l'Everest. Quando lui e i suoi compagni di squadra hanno raggiunto un'altezza di 8 600 metri, il tempo improvvisamente è cambiato, gli alpinisti erano a corto di ossigeno, i membri della squadra hanno deciso di scendere.
Sulla strada di ritorno uno degli atleti ha perso il sacco a pelo e Xia gli ha dato il suo, ha dormito una notte con gli abiti addosso. Il giorno seguente, quando ha tentato di togliersi le scarpe, ha scoperto che le sue gambe erano rimaste attaccate alle scarpe. Aveva subito un forte congelamento.


"Non avevo passione per l'alpinismo. Io in genere per tutta la giovinezza sognato di diventare un calciatore. E in campeggio sono andato per la preparazione fisica. Ma quando ho perso le gambe, ho capito che il mio sogno non si sarebbe avverato" ha detto. A credere nelle proprie forze e trovare un nuovo sogno lo ha aiutato un medico giapponese. Lui mi ha consigliato di fare una protesi che mi avrebbe permesso di tornare all'allenamento fisico.


Così Xia ha iniziato di nuovo ad allenarsi. Molti non credevano che potesse conquistare l'Everest: aveva bisogno di fare tre volte più fatica e sforzo fisico di una persona sana.
"Ho creduto a questo specialista. Nemmeno per un secondo ho dubitato di tornare a salire sul monte. Da quel momento l'Everest è diventato il mio sogno. Mi alzavo ogni mattina alle 4 del mattino e cominciavo ad allenarmi con sacchi di sabbia da 10 kg. Facevo dieci sessioni di addominali, 600 flessioni al giorno e 400 esercizi" ha detto.


Dopo 39 anni e altri tre tentativi per conquistare l'Everest nel 2014, 2015 e 2016 senza successo, l'alpinista è stato costretto a interrompere il percorso a metà strada a causa di valanghe e terremoti. "Tutti me lo avevano sconsigliato, anche la mia famiglia che c'è sempre stata per me. Ma ho deciso di fare un ultimo tentativo" ha detto.
Alle 10 del mattino il 14 maggio l'alpinista con successo è arrivato in cima.


"Sono stato immediatamente circondato da altri alpinisti, una decina di persone, un gruppo di cinesi e americani, che erano così felici di vedermi che mi hanno subito fotografato. Quindi non ho nemmeno avuto il tempo di tirare fuori dalla borsa la bandiera cinese. Nel giro di dieci minuti si è alzato un forte vento, e siamo stati costretti a scendere verso il basso: 43 anni di allenamenti quotidiani per 10 minuti. Ma sai, anche questi minuti sono stati sufficienti per sentire il sapore della vittoria, pensare  "il mio sogno si è avverato!". Ero felice in quel momento" ha detto Xia.

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sport, Sfida, Tibet
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