15:00 24 Giugno 2018
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L’Europa non vuole più salvarsi

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Una notizia per cominciare. Il referendum in cui ha vinto il sì alla legalizzazione dell’aborto in Irlanda è stato accolto molto positivamente dai media dei Paesi più avanzati del mondo.

Il voto stesso ha avuto un valore simbolico: prima le cittadine che volevano interrompere la gravidanza senza prescrizioni mediche potevano farlo in un qualsiasi Paese confinante. Ora, invece, lo possono fare direttamente in Irlanda risparmiando.

Papa Francesco
© AP Photo / Filippo Monteforte, pool
La cosa più interessante, però, è un'altra. Secondo i giornalisti in Irlanda è stato fatto un nuovo passo in avanti da parte degli europei che vogliono distaccarsi dalla religione tradizionale. Perché il maggiore detrattore dell'aborto è sempre stata la Chiesa cattolica. E il fatto che abbia vinto il sì in un Paese a maggioranza cattolica significa che le posizioni della Chiesa sono ormai molto deboli.

Il New York Times ha inserito il referendum irlandese in una serie di segnali di secolarizzazione, ovvero del rifiuto della vita religiosa da parte dei Paesi avanzati:

 

  1. In Italia il Papa ha proposto di ampliare centinaia di parrocchie, cioè, in altre parole, di chiudere quelle meno frequentate.
  2. In Austria l'arcidiocesi di Vienna ha ridotto le proprie 660 parrocchie a 150 già qualche anno fa.
  3. In Lussemburgo lo scorso autunno il governo ha abolito le ore di religione a scuola.
  4. Gli ultimi dati mostrano che in Spagna solo il 20% dei cattolici va a messa, in Francia il 10%, in Olanda il 5%. In Germania cala il numero delle offerte in chiesa.

 

E adesso la cosa più interessante. Alla luca di questa situazione, osserva la rivista americana, Papa Francesco ignora deliberatamente ciò che sta succedendo in Europa e si concentra sul Sud del mondo, ovvero l'Africa, l'America Latina e il Sud-Est asiatico dove il tasso di religiosità è molto elevato. Il Papa ha invitato i preti a partecipare sempre più attivamente alla vita degli emarginati, ad aiutarli e a difenderli contro i soprusi. È come se riconoscesse che Dio nella versione data tradizionalmente dalla Chiesa occidentale serve solamente ai poveri, agli incolti e agli emarginati.

Dovrà darsi una mossa, i giornalisti fanno allusioni maligne perché persino in un baluardo del cattolicesimo mondiale come il Brasile si prevede che entro il 2030 i cattolici saranno una minoranza. Una parte dei fedeli diventerà atea, un'altra entrerà a far parte di sette evangeliche che hanno un approccio più liberale e semplice alla vita.

I motivi per il quali la Chiesa di Roma (come, del resto, anche i protestanti: i parrocchiani sono in calo in tutte le professioni) sta delocalizzando i suoi sforzi dall'Europa e dall'America settentrionale nei Paesi più poveri ci interessano, in linea di massima, poco. Quello che ci interessa di più, per chiari motivi, è capire con cosa i "ricchi, istruiti e agiati" sostituiscono la religione. Hanno per caso trovato una nuova somma entità ancora sconosciuta agli abitanti dei Paesi più poveri? Stanno forse diventando super-uomini che controllano la propria vita, agiscono in modo razionale e tendono allo sviluppo personale?

Le statistiche rivelano che non è così. Ad esempio nel Paese più ateo d'Europa, l'Olanda (40% non credenti, 30% atei), "negli ultimi vent'anni gli studenti hanno mostrato risultati sempre peggiori nella lettura, in matematica e nelle discipline scientifiche", mentre il numero dei bambini che riescono a stento a leggere è raddoppiato nell'ultimo periodo.

Le statistiche rivelano, inoltre, che in un altro Paese fortemente secolarizzato, la Gran Bretagna, si osserva un grande deficit di personale qualificato: "Entro il 2024 avremo bisogno di 4 milioni di persone altamente qualificate e di 6 milioni di personale poco qualificato. Già oggi abbiamo 9 milioni di persone che fanno fatica a leggere e a far di conto".

A tal proposito è bene notare che questa tendenza non si è manifestata ieri. Il fatto che i cittadini dei Paesi avanzati scelgano professioni che richiedono fatica intellettuale e grandi conoscenze è stato osservato già qualche anno fa. "94000 giovani hanno completato i corsi per stilista e truccatore anche se sul mercato sono aperte per loro solo 18000 posizioni. 83000 hanno ottenuto una formazione giornalistica o nelle risorse umane per occupare i 65000 posti disponibili. Mentre ai 275000 posti di lavori scoperti nel settore edilizio concorrono solo 123000 laureati e ai 72000 posti da ingegnere solo 40000 laureati", ha riportato The Guardian nel 2012. Come si può facilmente notare negli ultimi 6 anni la situazione non è che peggiorata.

Tra l'altro qui vi è anche dell'ironia. Nei Paesi avanzati il personale necessario per espletare i lavori più difficili che richiedono elevate competenze viene sempre di più importato dai Paesi più poveri e religiosi del mondo. Dagli ingegneri e i medici fino ai preti (si tratta, infatti, di una professione altrettanto delicata, se la si considera in buona fede).

In altre parole non è chiaro se il rifiuto della religione coincida nei Paesi più agiati con qualche divario intellettuale nella società.

Ad ogni modo vi sono altri divari da considerare. In particolare nei Paesi avanzati si osserva un'impennata nel consumo di cibo biologico che si presuppone abbia effetti benefici sull'organismo e renda più felici. Peccato, però, che le ricerche scientifiche non hanno riscontrato nel cibo biologico maggiori effetti benefici rispetto a quelli del cibo comune. Questo però non impedisce al cibo biologico di costare 1,5/2 volte più caro e agli istruiti europei di mangiare in massa queste carote e patate di lusso. Perché credono.

A proposito queste persone istruite e razionali si rivolgono sempre di più alla medicina alternativa che si basa non su studi clinici ma su azzardate teorie speculative e su antichi segreti dei Maya. Credono anche nella medicina alternativa.

Queste stesse persone istruite rifiutano l'energia atomica, la più ecologica e conveniente sul pianeta, e preferiscono la cara e (sorpresa!) anche tossica energia solare. Inoltre tra i vegani (persone che non mangiano alimenti di origine animale perché "non si può togliere il latte ai vitelli" e "i pulcini sono allevati in veri e propri campi di concentramento") nel mondo avanzato la maggior parte ha un titolo universitario.

Per non parlare poi di quei casi in cui le persone istruite votano per qualcosa di realmente utile non perché abbiano studiato la questione e si siano convinti della sua utilità ma perché va di moda e personalità autorevoli hanno consigliato di farlo. Credono a queste personalità autorevoli più di quanto facessero i loro bis-bisnonni professanti.

In altre parole l'allontanamento dalla religione non significa assolutamente una liberazione dal fiero e potente intelletto degli europei (o degli americani o dei russi progrediti). Significa piuttosto che questi cittadini non credono "alla salvezza dell'anima come si usava un tempo", concetto predicato dai nostri avi che non conoscevano le comodità e presentato in forme arcaiche e noiose. Loro accettano acriticamente quello che viene loro detto: l'utile, il prestigioso, l'ecologico. E chiaramente anche l'avanzato. E meglio se questi concetti alla moda sono stati presentati loro in modo accattivante, magari in 3D.

A tal proposito è interessante il fatto che in Russia la fetta di popolazione con i sentimenti più anti-religiosi sia composta da cittadini che frequentano conferenze di giornalisti scientifici e si prendono gioco delle mistificazioni di missili e centrali nucleari. Insomma, sono i figli dell'intellighenzia del tardo periodo sovietico. Quell'intellighenzia che al tempo si prendeva gioco dei rituali comunisti e che andava in chiesa. Perché allora essere religiosi era alla moda ed era simbolo di progresso tanto quando ascoltare i Deep Purple.

Tutto questo ci porta a presupporre che la religione nei Paesi più avanzati del mondo sia messa alle strette non dalle Forze della Ragione ma da concorrenti più forti e convincenti sul mercato delle speranze, delle paure e delle emozioni.

Cioè in realtà questi cittadini progrediti non credono più di avere un'anima e di doverla salvare da qualcosa.

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Tags:
religione, Chiesa Cattolica, Papa Francesco, Irlanda, UE, Italia
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