18:02 25 Giugno 2018
Bandiera dell'Unione Europea

Economista americano: se l'UE non reagisce, gli USA imporranno la loro volontà

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L'aggressiva politica di Trump è un vero banco di prova per l'Unione Europea e l'Europa deve reagire al presidente americano.

In caso contrario, gli USA smetteranno del tutto di prenderla sul serio e vorranno sempre di più imporre agli europei la loro volontà, avverte in un'intervista a Die Welt l'economista americano Jeffrey Sachs, che esorta l'Unione Europea ad ignorare le sanzioni di Trump contro l'Iran e a riflettere sull'abolizione delle sanzioni contro Mosca. Come scrive il giornale tedesco Die Welt, Jeffrey Sachs si è recato al vertice Global Solutions a Berlino, dove ha incontrato Angela Merkel. Non era la prima volta. Per la cancelliera aveva un chiaro messaggio: nelle questioni di tasse e sanzioni Trump capisce solo il linguaggio della forza.

In un'intervista a Die Welt Jeffrey Sachs ha sottolineato che, se gli USA applicano le contravvenzioni contro le aziende europee che fanno affari con l'Iran, l'UE deve reagire prontamente, altrimenti gli europei possono perdere il controllo in questa materia. Gli USA non possono multare le società straniere, non dovrebbe essere così, questo viola il diritto internazionale, le regole dell'OMC e la decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per l'Iran. Pertanto, l'UE deve lottare contro questo, ha detto l'economista americano.

Secondo lui, Trump viola il diritto internazionale ma è l'UE a pagare per questo. Dal punto di vista di Sachs, da parte dell'UE è una cosa ridicola. All'Europa non si addice rimanere in ginocchio per ottenere diritti esclusivi quando ci sono dazi doganali degli USA, insiste l'economista.

"La politica aggressiva di Trump è un vero banco di prova per l'Unione" e l'Europa deve reagire al presidente americano, ha detto Jeffrey Sachs. "Un tiranno, come Trump, capisce solo quando gli si parla in modo duro. O gli USA devono per sempre tiranneggiare l'UE?" ha chiesto l'economista ai giornalisti tedeschi. "Se l'Europa non saprà resistere, in futuro, in generale non sarà più presa sul serio nella politica internazionale. Se l'Europa ora cede, gli USA in futuro imporranno sempre di più la loro volontà".

Jeffrey Sachs consiglia all'Unione Europea di ignorare le sanzioni degli USA. Le imprese europee devono continuare a condurre i propri affari con l'Iran, se Washington tenta di impedirlo, l'UE deve rivolgersi all'OMC, ONU e il Consiglio di Sicurezza. Alla fine, si tratta di differenze globali. Il consiglio di Sicurezza supporterà l'Europa, la Russia sosterrà l'Europa e anche la Cina farà esattamente lo stesso, dice l'economista americano. A suo parere, se Trump mente, inganna e calpesta il diritto internazionale, l'Europa deve parlare con lui in una lingua che capisce: "e se l'UE risponde risolutamente, Trump accetterà". In caso contrario, gli USA sapranno sempre di più opprimere l'Europa sulla scena internazionale, avverte Sachs.

Per quanto riguarda le sanzioni contro Mosca, l'esperto consiglia all'Europa di rivederle. Queste contravvenzioni sono dolorose per la Russia, ma anche tutti gli altri pagano per il loro prezzo elevato, quindi sarebbe intelligente per Bruxelles e Mosca riunirsi e risolvere la questione.  L'idea della Russia come grande e cattivo nemico, con cui in generale non è possibile negoziare, non è vera, dice Sachs. Per crederlo, la NATO e gli USA hanno commesso molti errori, che hanno portato allo stato attuale delle cose e, in particolare, all'adesione della Crimea alla Russia. Offrire all'Ucraina e Georgia di entrare nella NATO nel 2008, è stato "un grande errore", ha spiegato l'economista.

"La Russia è un partner non facile, ma non abbiamo bisogno di comportarci come se la nostra reputazione fosse impeccabile" ha detto Sachs. È certo che le relazioni internazionali andrebbero bene, se l'Occidente facesse passi indietro cominciando a negoziare. "Non dico che bisogna immediatamente riprendere il commercio con la Russia, ma bisogna pensare a quali condizioni è possibile", ha spiegato l'economista americano.

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sanzioni, NATO, Donald Trump, Europa
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