17:01 24 Giugno 2018
Un tunnel a Homs

Siria: i segreti della guerra sotterranea nei tunnel

© Sputnik . Михаил Воскресенский
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I terroristi in Siria sin dall’inizio della guerra hanno impiegato tunnel sotterranei.

Inizialmente l'esercito ha scoperto una rete di passaggi nascosti a marzo 2011 nella città di Dar'a. I combattenti scendevano sottoterra tramite la moschea al-Omari e riuscivano a raggiungere inosservati altre zone della città. In un secondo periodo i tunnel comparvero in tutti i quartieri controllati dai terroristi e divennero un'arma potentissima nelle mani dei combattenti che mise i bastoni fra le ruote all'esercito siriano.

I tunnel sono impiegati in Siria per la guerra già da 100 anni

I tunnel in Siria vennero impiegati per la prima volta a fini bellici nel 1920 durante la lotta contro gli occupanti francesi. Gli ultimi 7 anni sono stati l'apice dell'arte dei passaggi sotterranei.

Una città sotto la città

Con l'aiuto delle moderne tecniche edilizie e di migliaia di civili i combattenti hanno costruito vere e proprie città sotterranee. Nascondendosi in questi rifugi sotterranei, i terroristi potevano aspettare in tutta sicurezza che passassero i colpi aerei che andavano a colpire solo gli edifici e i civili rimasti in superficie. Tutte le attrezzature di valore si trovavano sottoterra, era possibile dispiegare i propri uomini agendo in segretezza e rapidità, il che rendeva la già difficile guerra civile ancora più complicata. Vista la situazione l'esercito siriano ci ha messo anni per liberare le città occupate dai combattenti. L'esercito si è sempre posto come priorità la salvaguardia delle vite dei civili e delle infrastrutture cittadine.

I tunnel sono pericolosi anche per i terroristi

La zona est di Ghouta è stata liberata dai terroristi un mese fa. Tuttavia ancora oggi alcune zone sono pericolose perché non tutti i tunnel presenti in grande quantità sono stati scoperti. Lì potrebbero essere ancora conservati depositi di armi, bombe e materiale esplosivo. È pericoloso tornare a casa perché potrebbe essere fatta saltare in aria da sottoterra in qualsiasi momento.

Mappa sotterranea

Una fonte nelle forze di sicurezza di alto livello siriane ha dichiarato a Sputnik che "gli esperti russi che hanno condotto con i combattenti le trattative sull'interruzione dell'assedio, hanno richiesto loro mappe dei tunnel e informazioni sul luogo in cui erano state collocate le bombe e le mine. Ma i combattenti hanno negato l'esistenza di mappe del genere perché dicono di ricordarselo e di non aver bisogno di fissarlo su carta".

Il governo siriano 5 anni fa ha costituito una commissione speciale incaricata di studiare e elaborare delle mappe di tutti i tunnel scoperti. Oggi sappiamo che ben 278 passaggi sotterranei collegavano la periferia della capitale a Damasco. Era in programma un massiccio attacco alla capitale per tenere sotto controllo le città conquistate e unirsi ai combattenti di Kalamun est. Così vi sarebbe stata una divisione del Paese in zona nord e zona sud.

Le fonti affermano che i collaboratori della commissione rischiano spesso la vita e la salute quando entrano in tunnel sconosciuti. Ci sono stati casi in cui dei combattenti situati nelle vicinanze hanno fatto esplodere deliberatamente il tunnel nel quale erano entrati collaboratori del governo. Queste persone si sono trovate praticamente sepolte vive.

Tunnel: da rete di trasporto a mercato

Una fonte che conosce bene la situazione della sicurezza a Gouta est ha rivelato a Sputnik che la rete di tunnel viene ancora oggi studiata perché vengono continuamente aperti nuovi passaggi. Senza esagerare possiamo dire che questi tunnel percorrono ogni zona della città e sono adibiti alle più varie funzioni. La più diffusa è quella di rifugi dai bombardamenti aerei. Dai tunnel i combattenti potevano inviare non solo persone ma anche macchine con munizioni.

"Nella zona periferica di Ein Tarma è stato scoperto un tunnel di alcuni kilometri ad una profondità di 15 metri. Il tunnel ha diverse ramificazioni che permettono di raggiungere i centri abitati vicini. Sopra questo tunnel vi è quello per le automobili attraverso il quale passano le comunicazioni, sono collocate le officine di manutenzione, i quartier generali dei combattenti e ovunque sono presenti telecamere per la videosorveglianza", ha rivelato una fonte.

Inoltre, "di recente a Douma è stato scoperto un tunnel enorme che veniva usato dai combattenti come grande mercato. Là i terroristi e i membri delle loro famiglie potevano comprare di tutto. E nel frattempo in superficie gli abitanti delle zone occupate soffrivano per la mancanza dei beni più elementari che i combattenti cercavano di vendere loro a prezzi astronomici".

Va detto che la stragrande maggioranza dei tunnel è stretta: ci può passare una sola persona alla volta. I tunnel più larghi per le automobili sono stati costruiti solo in quei quartieri che erano sotto il controllo dei combattenti. Questo perché per la costruzione di grandi tunnel veniva utilizzata una tecnica speciale il cui rumore era chiaramente percepibile in superficie.

Braccia di schiavi e tecniche occidentali

Alcune stime hanno rivelato che la costruzione di un metro di tunnel sotterraneo costa più di 50000 lire siriane. Se si moltiplica questa cifra minima per i kilometri di passaggi fino ad ora scoperti, si ottiene una cifra incredibile. A questa vanno poi aggiunti i materiali impiegati: cemento, ferro, cavi, telecamere, dispositivi di illuminazione. Gli abitanti locali e gli ingegneri riferiscono che per i tunnel sono stati impiegati i migliori materiali disponibili.

Le fonti dell'esercito siriano hanno dichiarato a Sputnik che per la trivellazione dei grandi tunnel venne impiegata una tecnica speciale di origine occidentale. Le macchine trivellatrici sono arrivate dalla Turchia e dall'Arabia Saudita in Siria da Nord, Sud e Ovest. Tutte queste macchine furono fatte esplodere dai combattenti prima che lasciassero Guta. È rimasta solo una trivellatrice che è ora nelle mani dell'esercito siriano.

Oltre alle macchine i combattenti possedevano apparecchiature speciali per orientarsi sottoterra perché le bussole normali là sotto non funzionavano. Si sono recati in Siria ingegneri stranieri che hanno insegnato ai combattenti a lavorare con queste macchine speciali e li hanno aiutati a organizzare il sistema di ventilazione dei tunnel sotterranei.

Il lavoro dei prigionieri siriani non costava praticamente nulla. Gli abitanti del luogo raccontavano che davano da mangiare pane e riso agli operai una sola volta al giorno.

La guerra dei tunnel a Homs

Il colonnello dell'esercito siriano Saleh ha partecipato alla costruzione dei tunnel nel centro storico di Homs. Ha raccontato a Sputnik:

"Abbiamo cominciato a scavare i tunnel dal punto di raccolta dei combattenti. Avevamo il compito di collegarci alla loro rete di tunnel. Facendo alcuni calcoli ci riuscimmo. Penetrammo nelle posizioni del nemico e facemmo esplodere diversi passaggi sotterranei. Questo fu d'aiuto nell'evacuare i terroristi dal centro di Homs".

L'ingegnere Yaser ha lavorato alla costruzione di quei tunnel per l'esercito siriano.

"I combattenti hanno scavato molti tunnel in quella zona. Hanno utilizzati una vecchia rete di approvvigionamento idrico, hanno creato delle uscite negli scantinati di vecchie case. Ai tunnel hanno lavorato gli abitanti del posto in cambio di cibo e soldi. Alcuni sono stati arruolati con la forza, altri non avevano scelta", ha raccontato l'ingegnere a Sputnik.

Il colonnello dell'esercito siriano Ahmed ha raccontato a Sputnik che "alcuni tunnel nella provincia di Homs uscivano sul confine col Libano perché dal Paese confinante ricevevano materiale di contrabbando. Inoltre proprio in questo modo i combattenti feriti riuscivano ad andare a curarsi, arrivavano in Siria terroristi freschi, foreign fighters ed esperti qualificati. In quella zona sono stati anche scoperti magazzini, locali per soggiorni prolungati, rifugi da colpi aerei e d'arma da fuoco", ha raccontato il colonnello siriano.

Il futuro dei tunnel

Una fonte proveniente dal ministero siriano che gestisce i comuni ha raccontato a Sputnik che per mantenere l'ordine è stato deciso di chiudere temporaneamente tutti i tunnel dei combattenti.

"Ora si sta valutando la possibilità di utilizzare i tunnel creati in periodo di pace. Dopo aver rinforzato i muri e i soffitti e aver rispettato tutte le norme di sicurezza, i tunnel più grandi potranno essere usati come garage e piattaforme commerciali, si potrà creare un museo dedicato ai crimini dei combattenti, aprire una strada sotterranea nei quartieri più densamente popolati. Per quanto riguarda, invece, i tunnel più piccoli, questi saranno impiegati per ripristinare le necessarie linee di comunicazione andate distrutte. I tunnel non necessari saranno chiusi", ha aggiunto la nostra fonte. 

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Tags:
tunnel, lotta contro il terrorismo, Crisi in Siria, Damasco, Homs, Siria
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