02:55 14 Dicembre 2018
Le bandiere degli Usa e dell'Iran

USA hanno ceduto il posto alla Russia come "nazione indispensabile" in Medio Oriente

© AFP 2018 / Carlos Barria
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Washington dovrebbe capire che il suo principale rivale in Medio Oriente non è Teheran ma Mosca, scrive l'editorialista della CNBC, il consigliere senior del Consiglio Atlantico Sean Makfeit.

A suo avviso, il fallimento della politica estera di Washington ha reso la parte russa il principale mediatore della regione, superando gli americani. La decisione del presidente Trump di uscire dall'accordo nucleare con Teheran è la causa della tensione nel continente. Di conseguenza, Iran e Israele si stanno lentamente muovendo verso una guerra in piena regola, che può cambiare radicalmente il Medio Oriente, scrive nella sua rubrica per CNBC. Nel frattempo a Washington dibattiti su cosa fare ci sono dal 2012, quando gli USA erano un giocatore influente. Ma nel 2018,  Mosca ha preso il posto di Washington nella regione, un fatto che sfugge alla comprensione di esperti americani, sostiene l'autore dell'articolo.


"Prestando troppa attenzione all'accordo nucleare morto, non ci accorgiamo più di una questione importante: siamo in competizione non con l'Iran, ma con la Russia. Finché gli USA non cominceranno a trattare questa minaccia seriamente, cederemo gran parte del Medio Oriente a Mosca per un disastro della politica estera americana causato da noi stessi" scrive l'esperto. Secondo lui, che è recentemente tornato da Israele, molti credono nell'inevitabilità della guerra con l'Iran. I requisiti di entrambe le parti sono del tutto chiari. Tel Aviv ritiene che tutte le truppe iraniane e i moderni sistemi di armi devono lasciare la Siria. Teheran è pronta a diventare una forza dominante in Medio Oriente. Tale dinamica garantisce il conflitto, come testimonia il peggioramento senza precedenti delle relazioni tra i due paesi negli ultimi mesi.

"Gli USA non sono più nazione indispensabile nel Medio Oriente, lo è la Russia. Putin ha più controllo su questa polveriera, di quanto ammettano gli esperti", ha detto l'analista.
Chi ha chiesto a Israele di "temperare l'ardore" dopo che l'F-16 è stato abbattuto dall'esercito siriano? La Russia. Chi ha convinto l'Iran ad ammorbidire la sua retorica anti-israeliana? Di Nuovo la Russia. Chi ha consigliato a Tel Aviv di cessare i bombardamenti in Siria? Ancora una volta la Russia. Chi ha chiesto a Teheran di "calmarsi" dopo aver perso sei soldati a seguito di questo attacco? E di nuovo è stata la Russia, sottolinea.

Israele spesso si rivolge per un aiuto a Mosca, perché agisce in modo pragmatico e diventa "senza scrupoli", quando si tocca la questione della sua esistenza. Le autorità  sanno che Mosca è in grado di influenzare Teheran e Washington, dice l'autore dell'articolo. È molto più importante, e molti americani non lo capiscono, il legame di Israele con la Russia. Nei primi anni del 1990, il paese ha adottato un milione di ebrei russi, che ha portato ad un aumento della popolazione del 20%. Oggi il russo è la seconda lingua in Israele, e la compagnia aerea locale senza sosta fa partenze per Mosca due volte al giorno. Molti israeliani hanno il passaporto russo e il primo ministro Benjamin Netanyahu non si consulta solo con Trump, ma anche con Putin.

La Russia "sempre più si trasforma in un nemico, non un avversario facile" degli Stati Uniti. "L'affare iraniano è di secondaria importanza, importante è la Russia. Mosca mette Washington sul ciglio della strada" avverte l'esperto e incoraggia le autorità americane all'azione. In primo luogo, gli USA devono combattere l'influenza russa nella regione. Per cominciare, vale la pena privarla di partner commerciali, come la Turchia, che nel corso dei secoli ha avuto divergenze con Mosca. Quindi è necessario farlo con l'Egitto, che ancora non è sotto influenza russa, e farlo in Libano, dove recentemente è stato eletto un nuovo governo. Inoltre è necessario estendere il programma USA, non solo per la lotta al terrorismo, ma per la cooperazione, dice l'analista.

In secondo luogo, a suo avviso, è necessario ridurre il numero di favorevoli opportunità di cui può usufruire la Russia. Con l'invasione in Iraq gli USA hanno dimostrato di essere una forza destabilizzante, le autorità americane hanno permesso a Putin di diventare "iperautorizzato mediatore", Netanyahu appare a Mosca più spesso che a Washington. Pertanto, per l'amministrazione Trump è necessario lavorare con i partner locali, e non scontrarsi con loro, come è successo dopo il trasferimento dell'ambasciata americana a Gerusalemme. Gli USA non devono permettere che i problemi diventino crisi, e la crisi conflitti. "Privandolo Putin del ruolo di operatore di pace nella regione, mineremo la sua influenza", conclude l'esperto.

In terzo luogo, gli USA devono fare quello che riesce bene alla Russia, pressione in altri luoghi. La Russia può concentrarsi sul Medio Oriente, perché non è distratta con "gli stati satelliti". È il momento di Washington e dei suoi alleati per sostenere questi paesi. "Questo non significa condurre guerre ibride per procura. Al contrario, significa difendere i diritti umani e dare sostegno a iniziative anti-corruzione negli stati membri, burattini della Russia. Fate preoccupare Mosca dei suoi affari interni e avrà meno tempo per farlo in Medio Oriente", conclude.

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influenza, Potenziamento, USA
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