15:35 21 Settembre 2018
Ex sindaco di Londra Boris Johnson

Boris Johnson non esclude il rafforzamento sanzioni britanniche contro la Russia

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Il ministro degli Esteri Boris Johnson non ha escluso un inasprimento delle sanzioni contro la Russia, quando la Gran Bretagna uscirà dall'UE e sarà in grado di agire da sola, riferisce Bloomberg.

Lunedì il comitato internazionale del Parlamento britannico ha esortato il governo a introdurre sanzioni contro un numero maggiore di individui legati alle autorità russe, che violano i diritti umani.

"Penso che l'effetto di alcune sanzioni USA, in particolare nei confronti di alcune persone, è stato molto evidente, l'ho notato, ma noi abbiamo il nostro sistema e il nostro approccio", ha detto Johnson a Buenos Aires in una riunione dei ministri degli esteri del G20.

"C'è una più ampia questione riguardo la Gran Bretagna per far fronte a persone vicine alla presidenza di Vladimir Putin, che possono avere fondi illegali", ha aggiunto Johnson.

Il ministro degli Esteri ha detto che la Gran Bretagna non è in grado di sviluppare il proprio regime di sanzioni, perché è ancora nell'Unione Europea ed è necessario coordinare tutti i passaggi con gli altri membri dell'UE. Secondo Johnson, "quando il paese lascerà l'UE nel marzo del prossimo anno, avrà la possibilità di richiedere una linea più dura".

Johnson ha anche espresso l'opinione secondo cui il capo del ministero degli esteri russo, Sergey Lavrov, non è andato all'incontro perché "ovviamente, ha deciso che non vuole sentire" la sua posizione.

Il Caso Skripal

Le relazioni tra Russia e Gran bretagna si sono acuite dopo l'incidente a Salisbury, dove il 4 marzo, sono stati trovati privi di sensi, l'ex-dipendente della GRU Sergei Skripal e sua figlia Yulia. Nonostante la mancanza di prove, Londra accusa del loro avvelenamento Mosca. La Russia smentisce categoricamente. Dopo l'incidente, il primo ministro Theresa May, ha promesso di congelare i conti statali russi, se troverà le prove che possono minacciare la vita e la proprietà dei cittadini britannici.

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sanzioni, G20, Boris Johnson, Gran Bretagna
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