16:33 20 Ottobre 2018
Alla sede dell'agenzia RIA Novosti Ucraina a Kiev

Arresti, omicidi, espulsioni: perché essere giornalista in Ucraina è pericoloso

© Sputnik . Stringer
Mondo
URL abbreviato
6211

Come le indagini delle autorità ucraine ai danni dei giornalisti sono diventate la norma ve lo racconta Sputnik.

I servizi segreti ucraini hanno perquisito l'ufficio del portale online RIA Novosti Ucraina e gli appartamenti dei rappresentanti dell'agenzia. Il direttore del portale Kirill Vyshinsky è stato mandato da Kiev a Cherson per essere sottoposto a misure cautelari. È sospettato di alto tradimento e di sostegno alle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. Come le indagini delle autorità ucraine ai danni dei giornalisti sono diventate la norma ve lo racconta Sputnik.

Vasilij Muravitskij

Fermato nell'agosto 2017 a Zhitomir dalle forze speciali ucraine in casa propria sotto gli occhi della moglie che in quel momento dava da mangiare al figlio. Il giornalista è stato incriminato dei crimini di alto tradimento e attentato all'integrità territoriale ucraina. Le forze speciali ucraine hanno dichiarato che Muravitskij

"ha preparato e diffuso documenti contro l'Ucraina".

Dmitrij Vasilets e Evgenij Timonin

A settembre 2017 il tribunale della regione di Zhitomir li ha condannati a 9 anni di prigione. Timonin e Vasilets sono stati fermati con l'accusa di separatismo nel 2015. Come prova è stato addotto il fatto che entrambi si fossero occupati di promuovere un canale YouTube che poteva essere guardato anche nelle autoproclamate repubbliche del Donbass.

A febbraio 2018 dopo l'appello in giudizio il tribunale di Kiev ha revocato l'atto d'accusa e ha stabilito che Vasilets e Timonin venissero liberati. I giornalisti sono stati, dunque, sottoposti agli arresti domiciliari.

Igor Guzhva

Il direttore capo della rivista "Strana.ua" è stato costretto a febbraio 2018 a lasciare l'Ucraina e a chiedere asilo politico in Austria. Guzhva è stato criticato dal governo post-Maidan.

"Noi siamo sottoposti a una pressione senza precedenti da parte delle autorità. Contro di me sono stati istruiti già 5 procedimenti penali e questo è solo l'inizio" ha dichiarato in una lettera aperta in cui ha rivelato anche di essere stato minacciato di morte.

Aleskandr Medinskij

Alla fine del 2017 i nazionalisti ucraini hanno sequestrato e torturato Aleksandr Medinskij, pacifista e giornalista indipendente ucraino. I suoi dati privati sono stati pubblicati sul sito "Mirotvorets". Ha condotto una videoconferenza con l'attivista anti-Maidan Denis Lotov e con Akhra Advizba, uno dei comandanti della divisione dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk. Il giornalista ha dovuto chiedere asilo politico in UE.

Ruslan Kotsaba

Di professione ecologo, è stato direttore del museo della guerra di liberazione Stepan Bandera a Ivano-Frankivsk. Alle elezioni presidenziali del 2014 ha votato per Petr Poroshenko. Dopo che Kiev avviò le cosiddette operazioni antiterroristiche in Donbass, Kotsaba è stato inviato a fare da reporter sul campo di battaglia.

Nel 2015 ha pubblicato un video-appello "Io sono contro la chiamata alle armi" invitando dunque gli ucraini a non arruolarsi. La partecipazione alle operazioni antiterroristiche la definì un "omicidio consapevole dei propri connazionali che vivono a Est". Kotsaba fu condannato di alto tradimento e di ostacolare le legittime attività delle forze armate. La successiva seduta del tribunale sul caso si è tenuta a Ivano-Frankivsk a inizio 2018.

Vitalij Didenko e Elena Glishinskaya

Entrambi i giornalisti hanno affrontato un processo dinanzi al sedicente Parlamento popolare di Bessarabia. I servizi segreti ucraini hanno intravisto nelle loro azioni segnali di separatismo. Didenko e Glishinskaya avevano già passato in prigione circa un anno. Nel 2016 Kiev li ha liberati e spediti in Russia. In quel periodo sono tornati in Ucraina Gennadij Afanasyev e Yurij Soloshenko precedentemente giudicati da un tribunale russo. In isolamento Glishinskaya ha partorito un figlio che per le terribili condizioni della prigione si è gravemente ammalato. Il bambino è stato poi curato in Russia.

Oles Buzina

Il famoso scrittore e giornalista è stato ucciso nella primavera del 2015 a Kiev all'ingresso della casa in cui viveva. Le forze dell'ordine hanno espletato tutte le formalità del caso, ma le indagini dell'omicidio sembravano una messa in scena. È sufficiente dire che hanno accolto i sospettati all'uscita dall'isolamento con dei fiori. Renat Kuzmin, il legale di Buzina, ha così commentato l'operato dell'accusa:

"Non mi illudo dell'onestà dell'operato del pubblico ministero ucraino nell'imminente processo".

Pavel Sheremet

Il conduttore televisivo ucraino è stato fatto saltare in aria nella sua macchina a Kiev il 20 luglio 2016. Le indagini hanno poi stabilito che è stato utilizzato un ordigno artigianale posto sotto la macchina. Le forze dell'ordine non hanno ancora fornito informazioni concrete riguardanti i committenti del reato. Molti media hanno diffuso la versione della compartecipazione dei combattenti nei battaglioni nazionalisti all'omicidio. Non è escluso che a queste azioni si siano dedicati gli alti funzionari del Ministero degli Interni e il Ministero della Difesa.

La cittadinanza straniera non aiuta

Kiev non fa cerimonie nemmeno ai giornalisti stranieri. Nel 2014 in Donbass hanno perso la vita il fotografo italiano Andrea Rocchelli, il suo collaboratore Andrej Mironov, il giornalista russo Igro Kornelyuk e il tecnico video Anton Voloshin. Nella città di Snizhne nella regione di Donetsk è stato ucciso il corrispondente di RIA Novosti Andrej Stenin. I collaboratori dei media che lavoravano al di fuori delle azioni militari erano sottoposti a persecuzioni continue. A marzo 2018 hanno espulso la giornalista del canale televisivo "Rossiya 24" Nataliya Goncharova e a novembre 2017 il collaboratore dei media georgiani Tamaz Shavshishivili. Ad agosto 2017 i servizi segreti ucraini hanno cacciato la collaboratrice di Perviy kanal Anna Kurbatova. In quell'occasione hanno espulso dal Paese anche i giornalisti spagnoli Antonio Pampliegi e Manuela Angela Sastre. La lista può continuare. 

Correlati:

Angela Merkel discuterà con Poroshenko l'arresto del giornalista Kirill Vyshinsky a Kiev
Putin: arresto di Vyshinsky fatto senza precedenti
Caso Vyshinsky, parla la moglie: non capisco il nesso tra tradimento e giornalismo
Tags:
alto tradimento, Tribunale, giornalisti, giornalismo, Crisi in Ucraina, Kirill Vyshinsky, Kiev, Ucraina
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik