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    Kirill Vyshinsky

    #TRUTHNOTTREASON, la rete si mobilita per il giornalista russo arrestato a Kiev

    © Foto: Facebook/ Cyril Vyshinsky
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    L'agenzia MIA ROSSIYA SEGODNYA lancia sui social network una campagna in sostegno a Kirill Vyshinsky, il giornalista di RIA Novosti Ucraina, arrestato a Kiev con l'accusa di alto tradimento.

    Viene lanciato oggi sui social network l'hashtag #TruthNotTreason ("Verità non tradimento") in sostegno a Kirill Vyshinsky, il diretto del portale RIA Novosti Ucraina fermato dalla polizia di Kiev e sospettato di alto tradimento.

    Il giornalista è stato arrestato ieri mattina per strada, nei pressi di casa. Successivamente, per molte ore non si hanno avute più notizie di lui, ma in contemporanea le forze dell'ordine ucraine hanno perquisito gli uffici di RIA Novosti Ucraina a Kiev e gli appartamenti del caporedattore della sede di Kiev di MIA ROSSIYA SEGODNYA, Andrey Borodin, e della giornalista Lyudmila Lysenko.

    L'avvocato di Kirill Vyshinskiy ha reso noto che il suo assistito è stato trasferito da Kiev a Kherson, dov'è situato l'ufficio della procura ucraina competenete per la "Repubblica autonoma della Crimea"

    La moglie di Kirill Vyshinskiy, Irina, alla tv russa Perviy Kanal ha dichiarato di essere preoccupata per le sorti del marito:

    Io non so nulla. Anzi, mi preoccupa molto il fatto che mio marito ha dei problemi di salute piuttosto seri e deve assumere regolarmente delle medicine di cui non può fare a meno.

    I servizi segreti ucraini, SBU, sospettano il giornalista di alto tradimento, reato per cui è prevista una pena massima di 15 anni. Le accuse a suo carico sono di "attività eversiva in Crimea" e di sostegno alle repubbliche autoproclamate di Lugansk e Donetsk.

    Il direttore generale di MIA ROSSIYA SEGODNYA, Dmitry Kiselev ha chiesto la liberazione di Vyshinsky:

    Le autorità ucraine devono immediatamente liberare il direttore del portale RIA Novosti Ucraina Kirill Vyshinsky e smetterla di perseguitare i media. Non è il primo caso in cui il regime di Kiev viola i diritti fondamentali e perseguita dei giornalisti. Ricordiamo ad esempio l'uccisione del nostro collega Oles Buzina. Ci rivolgeremo alle organizzazioni giornalistiche internazionali e all' OSCE, affinchè si ponga fine alle intimidazioni contro i giornalisti in Ucraina. — ha detto Kiselev a Sputnik.

    Il direttore generale di MIA ROSSIYA SEGODNYA, Margherita Simonyan, ritiene che l'accaduto sia una vendetta nei confronti della Russia, proprio in concomitanza con l'apertura del ponte sullo stretto di Kerch.

    Il Ministero degli Esteri russo ha definito l'operato delle autorità ucraine un sopruso, mentre il segretario della presidenza russa, Dmitry Peskov, ha dichiarato che il Cremlino si attende una dura reazione da parte delle organizzazioni internazionali all'accaduto.

    Il 15 maggio gli uomini del Servizio di sicurezza ucraino (SBU) hanno condotto una perquisizione di otto ore dell'ufficio di RIA Novosti Ucraina (partner di MIA ROSSIYA SEGODNYA, ma non legato giuridicamente ad essa) di Kiev isolandone all'interno i dipendenti. Il 23 aprile i servizi segreti ucraini avevano arrestato Elena Odnovol, direttrice del comitato "Volontari della Vittoria" della Crimea, con la medesima accusa di alto tradimento.

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