08:57 20 Luglio 2018
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Russofobia e religione: i paesi ortodossi sono infelici e predisposti al comunismo

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Lo studio finanziato dalla Banca Mondiale “Communism as the unhappy coming” sostiene che gli stati ortodossi sono meno felici, hanno meno possibilità sociali di cambiamento e preferiscono le vecchie idee a quelle nuove. Inoltre, lo studio indica che è stata l'ortodossia a rendere alcuni paesi terreno fertile per lo sviluppo del comunismo.

"La Banca Mondiale, a quanto pare, ha abbastanza denaro per pagare persone per firmare un documento che non può essere considerato affatto una ricerca scientifica", ha detto a Sputnik l'ex primo ministro della Repubblica federale di Jugoslavia Momir Bulatovic.

Secondo lui, lo studio non mostra una relazione causale tra i fenomeni considerati: "collegare il livello di efficienza economica e le credenze religiose è una sciocchezza. Questa è quasi-scienza, che dovrebbe rafforzare la tesi prestabilita che le nazioni ortodosse sono mediocri".

Egli ha affermato che il capitalismo è stato sconfitto con lo stesso mezzo usato per sottomettere gli altri sistemi, e gli esperti si sono ora improvvisamente ricordati di Dio, proprio come molte persone si rivolgono alla religione nei momenti difficili.

"Ora il mercato libero esiste solo sulla carta, e nella bocca di coloro che da lungo tempo hanno sequestrato e monopolizzato questo mercato. Mentre i centri di forza si spostano verso est, questa ricerca dovrebbe essere considerata come un grido di coloro che non capiscono cosa sia successo", ha concluso Bulatovich.

Il filosofo serbo Milo Lompar ritiene, invece, che questo studio dovrebbe essere considerato nel contesto dell'aumento della russofobia.

"La Russia è il più grande paese ortodosso. Quindi lo scopo di tali studi è instillare nella tradizione ortodossa il senso di colpa solo per voltarlo in seguito nella consapevolezza della superiorità della tradizione occidentale, e quindi giustificare l'uso spudorato delle risorse naturali e umane degli stati ortodossi", ha spiegato Lompar a Sputnik.

Egli crede che il rapporto contiene conclusioni propagandistiche e dilettantistiche, come una errata indicazione della connessione tra le idee politiche di sinistra e l'ortodossia.

"In questo studio due criteri, civili ed ideologici, sono volontariamente mischiati al fine di ottenere conclusioni negative sulla tradizione ortodossa", sostiene Lompar.

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comunismo, chiesa ortodossa, Russia
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