09:52 19 Novembre 2018
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Comitato investigativo: prove per confutare le parole di Rodchenko su test antidoping

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Durante le indagini hanno raccolto le prove per confutare le parole dell'informatore dell'agenzia Mondiale antidoping (WADA), Gregory Rodchenko, sui test antidoping agli atleti al laboratorio a Sochi e sulla sostituzione del biomateriale.

Lo ha riferito la portavoce ufficiale di comitato investigativo russo, Svetlana Petrenko.

"La conseguenza delle prove oggettive raccolte confuta le false prove di Rodchenko, su test antidoping agli atleti al laboratorio di Sochi, sulla loro conservazione e scambio di biomateriale a seguito di apertura dei campioni "riva della Balena" di notte", ha detto.

Petrenko ha sottolineato che l'inchiesta è aperta con la cooperazione degli organi competenti, il comitato olimpico Internazionale (CIO) e la Federazione Internazionale di calcio, organizzazioni internazionali, tra cui l'agenzia Mondiale antidoping (WADA), e conta sul loro aiuto. Tuttavia, secondo lei, non ci sono progressi nelle indagini. Inoltre, non sono ancora soddisfatte le richieste per l'interrogatorio di Rodchenko, un autore del rapporto della commissione indipendente WADA Richard Mclaren e del giornalista tedesco del canale televisivo ARD Hajo Zeppelt, non ci sono progressi nemmeno sulle dichiarazioni WADA sulle prove di colpevolezza della Russia.

Petrenko ha rilevato dai documenti che i campioni doping fatti a Sochi al laboratorio durante il giorno, venivano registrati dopo 30 minuti o 2 ore per le ricerche.

"Così sono smentite le versioni di Rodchenko, che dice che dopo la raccolta venivano conservati ogni giorno, e di notte venivano esaminati per la presenza di sostanze proibite", ha detto. "Interrogato il personale del centro antidoping, che ha lavorato a Sochi nel laboratorio nel 2014, sono state fornite testimonianze, nessuna azione di scambio di campioni è stata fatta", ha detto.

Petrenko ha sottolineato che l'inchiesta è stata aperta per la cooperazione con i competenti organi, il CIO e la FIFA, le organizzazioni internazionali, tra cui la WADA, e che conta sul loro aiuto.

La commissione del comitato olimpico Internazionale (CIO), sotto la direzione di Denis Oswald ha precedentemente riconosciuto 43 atleti russi che hanno partecipato a Giochi di Sochi, colpevoli di violazione delle regole antidoping, e ha annullato i loro risultati alle Olimpiadi del 2014 e gli ha vietato a vita la partecipazione ai Giochi. Il tribunale arbitrale dello sport di Losanna (CAS) in seguito ha completamente accolto il ricorso di 28 atleti e parzialmente quello di 11 atleti, la soluzione del CIO è rimasta in vigore, ma la sospensione a vita dalle Olimpiadi è stata sostituita in sospensione per i Giochi-2018.

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