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    L'attività della Turchia nei Balcani

    © Sputnik . Anton Denisov
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    L'attività della Turchia nei Balcani è una resistenza ai tentativi dell'Occidente di creare instabilità nella regione?

    Ne parlano Rifat Sait, ex-deputato del parlamento turco del Partito di governo giustizia e sviluppo (AKP), capo del Centro di studi strategici dei Balcani e  Gozde Kilic Yasin, capo del Centro di ricerca dei Balcani e di Cipro presso l'istituto  "Turchia del XXI secolo".

    Ankara sconvolge i piani dell'Occidente per creare crisi e instabilità nei Balcani,  suscita critiche dei paesi occidentali l'attività della Turchia nella regione, ha detto il leader turco Tayyip Erdogan in una conferenza stampa congiunta con il presidente della Serbia Aleksandr Vucic, nel corso della sua recente visita in Turchia.

    "I paesi Occidentali con ostilità reagiscono alla nostra attività nei Balcani, le iniziative e gli sforzi fatti da noi in questa regione, vediamo che a qualcuno non piace la nostra stretta collaborazione con la Serbia, la Bosnia-Erzegovina. Essi cercano di distorcere l'essenza delle nostre azioni, perché la loro preoccupazione è che la nostra collaborazione porta i suoi frutti. Gli sforzi della Turchia violano i loro piani, che intendono realizzare attraverso la creazione di crisi e instabilità, ostacolano i progetti nella regione", ha detto Erdogan.

    Gli esperti turchi intervistati da Sputnik, hanno commentato la dichiarazione del presidente turco e, in generale, la politica della Turchia nei Balcani. L'ex-deputato del parlamento turco del Partito di governo giustizia e sviluppo (AKP), capo del Centro di studi strategici dei Balcani, Rifat Sait, rispondendo alla domanda su come possa essere considerata la dichiarazione di Erdogan, ha sottolineato:

    "Queste parole sono state pronunciate in un periodo di intenso sviluppo delle relazioni turco-serbe, quindi è estremamente importante la dichiarazione, e credo che per i Balcani possa essere considerato una sorta di punto di svolta, perché l'impatto della Serbia nella regione è molto grande. Si è osservata nell'ultimo periodo di tempo la convergenza tra la Turchia e la Russia che ha avuto un impatto positivo sui rapporti della Turchia con la Serbia, paese con cui la Russia ha una lunga amicizia. Attualmente il nostro fatturato con la Serbia è di 1 milione di dollari, ci siamo prefissati l'obiettivo di portarla a 5 milioni, i processi osservati nella regione, parlano di un significativo movimento in avanti sulla strada verso la realizzazione di questo obiettivo. 

    Nel frattempo, il rafforzamento della Turchia nei Balcani è una grave preoccupazione in alcuni paesi, che cercano di creare crisi e instabilità nei Balcani, come ha detto Erdogan. Alcuni paesi, in particolare Francia, USA e Germania, hanno apertamente espresso la loro preoccupazione per la politica turca nei Balcani. E cosa vuole la Turchia? La Turchia vuole la pace e la stabilità nella regione, lo sviluppo delle relazioni nel settore del turismo e del commercio.

    A man rides his bike on March 22, 2009 past the building of the former federal Interior Ministry in Belgrade, which was destroyed during the 1999 NATO air campaign against Serbia and Montenegro
    © AFP 2018 / ANDREJ ISAKOVIC
    La Serbia fin dall'inizio ha provveduto a dare alla Turchia un notevole supporto in materia di lotta ai seguaci di Feto, cosa che non si può dire per la Grecia. Come è noto, Atene ha concesso asilo a chi era in fuga dalla Turchia dopo il tentativo di colpo di stato tra i membri di Gulen. Inoltre, i governi di Grecia e Bulgaria ostacolano l'attività dell'Agenzia per la cooperazione e il coordinamento della Turchia (TIKA, la struttura che si occupa di sviluppo di progetti di cooperazione tra Turchia e i suoi alleati) sul territorio. In tal modo con un approccio negativo da parte della Grecia, il ruolo della Serbia sembra essere ancora più costruttivo, è importante che la Serbia non si trovi sotto influenza americana, stabilire e sviluppare relazioni con la Serbia è molto più facile che con la Grecia, la Bulgaria e Kosovo, dove è grande l'influenza USA" ha detto Sait.

    A sua volta, il capo del Centro di ricerca dei Balcani e di Cipro dell'istituto "Turchia del XXI secolo" Yasin ha sottolineato gli stretti legami storici della Turchia e dei Balcani e l'importanza di questo rapporto. Secondo lui, l'attività della Turchia nei Balcani non è dovuta al desiderio di sfruttare e risorse di questa regione, ma al desiderio di rafforzare ulteriormente l'interazione con attori regionali: "fino ad oggi, un certo numero di alti rappresentanti, ministri, dirigenti di enti pubblici nei Balcani, ha studiato in Turchia, in Turchia vivono i loro parenti. L'Europa non è in grado di comprendere e immaginare il grado di influenza che ha la TIKA, per gli abitanti della penisola balcanica. Perché la TIKA apre scuole nei villaggi più remoti, ospedali, allo stesso tempo, la Turchia non riceve dalla realizzazione di questi progetti notevole guadagno materiale, ma aiuta a vivere lì le persone e a superare le difficoltà, con lo sviluppo delle infrastrutture, la Turchia sta guadagnando la loro stima e sostegno.

    In Serbia grazie al supporto turco sono state costruite infrastrutture che forniscono alla popolazione locale posti di lavoro, corsi e programmi di formazione nel settore avicolo, per gli abitanti della regione si aprono nuove opportunità, senza emigrare. Nel frattempo, l'Occidente considera questa regione, da un lato, come una fonte di profitto per il contrabbando di armi, di droga e di persone, e dall'altro come un focolaio di radicalismo e terrorismo, ma non fa niente per dare lavoro alla popolazione. In questo caso, solo in Serbia le aziende turche hanno fornito lavoro a 10 mila persone. In Serbia vivono anche  bosniaci e albanesi. Tutto questo lega alla Turchia anche chi, storicamente, non ha legami con il paese" ha detto l'esperto.

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    Cooperazione, Turchia
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