13:21 16 Novembre 2018
Un veterano a Tula assiste alla parata del Giorno della Vittoria

Perché l’Occidente non capisce il Giorno della Vittoria

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La Russia e molti Paesi dello spazio post-sovietico festeggiano il Giorno della Vittoria il 9 maggio, mentre l’Europa l’8 maggio. Tuttavia, la differenza è molto più grande di un solo giorno sul calendario.

Il Giorno della Vittoria in Russia è una celebrazione prima di tutto del popolo e solo poi di Stato. È così che, secondo i dati del sondaggio, la pensa la maggioranza dei russi. Senza esagerare possiamo dire che questa è la festa più importante per noi russi. In Occidente fanno finta di non capire questa grande attenzione per il 9 maggio. Ad esempio, i parlamentari britannici fissano senza tante cerimonie un incontro con l'ambasciatore russo il 9 maggio forse perché non sanno che in Russia il Giorno della Vittoria non si festeggia nello stesso giorno della Gran Bretagna oppure perché semplicemente non lo ritengono così importante.

Le differenze di data sono puramente tecniche. L'atto di resa incondizionata della Germania nazista entrò in vigore alle 00:01 del 9 maggio 1945, ora di Mosca, quando in Europa era ancora l'8 maggio.

Mentre la differenza legata al significato di questa celebrazione è abissale per gli abitanti delle ex repubbliche sovietiche e, ad esempio, per gli inglesi e gli americani. Nessuna delle parti implicate in quella terribile guerra ha subito perdite così grandi come quelle dell'Unione Sovietica. Non esiste alcuna famiglia in Russia che la guerra abbia risparmiato.

Nella mia famiglia hanno combattuto tutti i bisnonni: hanno preso Vienna, salvato i feriti, sconfitto i giapponesi. Gli europei e gli americani non sanno che il mio bisnonno Ivan Melnik, calmo insegnante di un villaggio ucraino, divenne fante e combatté fino alla Vittoria. Non sanno che l'altro mio bisnonno Vladimir Aksenov, medico militare dalla Bielorussia, ha salvato senza sosta feriti e respinto gli attacchi tedeschi. Quanti vecchi, donne e bambini sono stati uccisi dai conquistatori del territorio sovietico!

"Venne condotta una barbara distruzione dei civili in ottemperanza al piano OST di Hitler in tutte le repubbliche dell'URSS che subirono l'occupazione straniera. In tutto furono deliberatamente uccisi più di 7,4 milioni di civili nei territori occupati", viene riportato nella ricerca statistica curata dal colonnello generale Krivosheev.

Senza contare i più di 6 milioni di morti durante i bombardamenti, le fucilazioni, di fame, freddo e malattia. Ma forse gli europei e gli americani non sono a conoscenza nemmeno di queste perdite. Per questo motivo per l'Occidente il 9 maggio è solo il giorno in cui si è conclusa l'ennesima guerra. Mentre per noi russi è davvero una festa che ci commuove.

 Il nostro dovere è non lasciare che vengano dimenticate le grandi imprese dei nostri padri, nonni e bisnonni. Per questo il 9 maggio in Piazza Rossa ha luogo la Parata della Vittoria e milioni di persone escono in strada con i ritratti dei propri cari sfilando nel "Reggimento immortale". Per mantenere la memoria. Sia in Russia, sia in Occidente. Noi dobbiamo la nostra vita a ciascuno dei milioni di eroici soldati sovietici, a ciascuno di coloro che ha combattuto per la vittoria. E con noi intendo russi, tatari, uzbeki, inglesi, cechi, cinesi e anche quei tedeschi e italiani che festeggiano l'8 maggio il Giorno della Vittoria sul nazi-fascismo. 

Una corrispondenza di Maria Balyabina, Radio Sputnik.

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Tags:
Grande Guerra patriottica, Giorno della Vittoria, Seconda Guerra Mondiale, Sergej Aksenov, Occidente, Gran Bretagna, Russia
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