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    Syria's President Bashar al-Assad (C) casts his vote next to his wife Asma (centre left) inside a polling station during parliamentary elections in Damascus, Syria

    A Israele fa comodo Assad al potere

    © REUTERS / SANA
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    Il 9 aprile i velivoli dell’aeronautica israeliana hanno colpito la base aerea siriana T-4 ma l’obiettivo erano i consiglieri iraniani. Gli esperti da tempo ritengono che Israele sfrutti la Siria per condurre una silenziosa guerra all’Iran.

    Sputnik Italia ha chiesto l'opinione di Sergej Seryogichev, esperto dell'Istituto del Medio Oriente e docente dell'Università statale russa di scienze umane.

    La bandiera dell'Israele
    © Sputnik . Vladimir Astapkovich
    La Siria si è trasformata in un campo di battagli tra l'Arabia Saudita e l'Iran, tra Israele e l'Iran. Israele tenta di difendere i propri interessi nazionali in Siria. In linea di massima la maggiore minaccia per Israele è costituita proprio dagli iraniani e da Hezbollah. E per questo Israele ha un duplice compito: deve fare in modo che nel corso della guerra e degli interventi esterni in Siria non prenda il potere un governo apertamente anti-israeliano con una forte maggioranza iraniana. Oltre a questo, però, Israele tenta di non minare il sistema di potere in Siria. Sì, formalmente, il potere in Siria è anti-israeliano ma la sua retorica è di carattere stereotipato. E poi sono ormai decine di anni che Israele convive con il governo di Damasco. Vi sono regole non scritte che la guerra civile ha infranto. Per questo Israele cerca di mantenere al potere Assad o un suo successore, ma cerca di farlo in modo tale da non rafforzare proprio le fazioni pro-Iran. Talvolta ricorre ad operazioni chirurgiche sotto forma di bombardamenti, cioè Israele dimostra apertamente all'Iran tramite le bombe una linea che non può essere superata. Un'altra faccenda riguarda la reale efficacia di questa tattica perché i colpi inferti a Hezbollah indeboliscono il potenziale di Hezbollah in contrapposizione a fazioni dell'opposizione radicale siriana, ai jihadisti, a residui dello Stato Islamico e così via. Tuttavia, in realtà, fonti dirette mi hanno rivelato il modo in cui combattono gli iraniani: combattono in modo non efficiente perché subiscono enormi perdite. In altre parole, il valore principale di Hezbollah, anzi non tanto di Hezbollah quanto piuttosto dei Guardiani della rivoluzione, risiede nel fatto che le sue divisioni difendono i siti nascosti dell'autorità siriana, lasciando liberi zone esclusive di territorio siriano per condurre operazioni aggressive. Chiaramente, non parliamo di tutti i siti perché ciò fa innervosire sia Israele sia alcuni siriani che sostengono Assad. Inoltre, gli iraniani nascondono reliquie sciite perché l'esercito siriano non è in grado di difenderle.

    Israele ritiene che saranno la Russia, Assad e l'Iran a occuparsi delle truppe. E che il suo compito sia quello di non permettere che la Siria diventi un avamposto iraniano nel conflitto. In Israele tutti ricordano perfettamente chi insegnò ad Hamas a scavare i tunnel. Sono stati i combattenti di Hezbollah. E per questo Israele non vuole permettere che Hezbollah rafforzi le proprie posizioni grazie alla sua presenza in Siria e che poi finanzi attivamente Hamas. Ma Israele preferisce agire cautamente per evitare il confronto diretto.

    Vi è una teoria secondo cui Israele utilizza la propria influenza ed esercita pressione nei circoli di potere americani per far rimanere gli USA in Siria. In pratica Israele fa risolvere i propri problemi ad altri. È davvero così?

    Non penso che Israele inciti gli americani a rimanere in Siria. Piuttosto, gli americani sarebbero pronti a smentire queste voci per dimostrare di essere pronti ad andarsene dalla Siria, ma i furbi israeliani impediscono loro di farlo sfruttando la storica simpatia americana nei confronti di Israele. Penso che gli americani perseguano i propri obiettivi in Siria e non se ne andranno da lì perché questo equivarrebbe a una cocente sconfitta. Per questo hanno creato una base nel Kurdistan siriano e hanno investito ingenti fondi per sostenere l'opposizione. Non possono andare da nessuna parte ora che Trump è continuamente accusato di essere un "agente russo". Gli americani resteranno in Siria anche se Israele si opporrà ma penso che Israele non lo farà ma per altre ragioni. Temono l'idea di un affare unilaterale americano-iraniano. Israele ha protestato contro l'affare nucleare americano con l'Iran perché in Israele si crede che questo possa aprire la strada alla proliferazione delle armi nucleari. In altre parole, l'Iran interrompe il proprio programma nucleare ma non lo smonta del tutto. Si ritiene che l'eliminazione delle sanzioni e la possibilità di vendere petrolio e gas possano portare al possibile ottenimento di armi nucleari da parte dell'Iran alla scadenza dell'accordo raggiunto. E se l'Iran otterrà armi nucleari, subito dopo le otterrà anche l'Arabia Saudita che comprerà le bombe dal Pakistan. Non escludo la possibilità per cui abbiano già comprato alcune bombe e le tengano nel caso in cui l'Iran dichiari ufficialmente di entrare nel club delle nazioni con testate nucleari.

    Probabilmente Israele teme che Mosca "restituisca" a Teheran il sud della Siria. Per questo l'11 aprile Benjamin Netanyahu durante un incontro con il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha sottolineato che Israele non permetterà intromissioni militari iraniane in Siria?

    In linea di massima gli interessi della Russia sono più vicini a quelli di Israele. Sia l'Iran sia Israele sono nostri alleati ma, in realtà, noi abbiamo più punti in comune con Gerusalemme che con Teheran sebbene tentiamo di fare il contrario. Ma questa è una strategia. Noi temiamo che il rafforzamento delle posizioni iraniane in Siria possa portare a una nuova fase della guerra civile, al peggioramento della questione siriana e alla fine a un totale crollo della Siria stessa. Ma al tempo stesso noi abbiamo bisogno del sostegno dell'Iran e abbiamo bisogno anche dei fanti che combattono in Siria. Inoltre, l'Iran fornisce un considerevole supporto materiale alla Siria senza il quale ce ne saremmo dovuti occupare noi da soli. Quindi ci tocca considerare anche gli interessi iraniani in Siria.

    Noi abbiamo sempre rispettato gli interessi di Israele. Ad esempio, nella fornitura di S-300 all'Iran. Su richiesta di Israele abbiamo inizialmente interrotto questa fornitura e, in seguito, l'abbiamo cancellata. È da notare che anche Israele capisce perfettamente tutto ciò. Ad esempio, Israele non ci accusa per le questioni della Crimea, dell'Ossezia meridionale e dell'Abcasia. Non ci ha né sostenuto né criticato. La neutralità di Israele su tali questioni chiave è altamente significativa e gli americani ne sono offesi. Quindi per noi è estremamente importante salvaguardare i nostri rapporti con Israele e la collaborazione tra i servizi segreti. Noi abbiamo determinati punti di vista conflittuali sulla Palestina, ad esempio. Israele è quel partner che si rivela difficile ma con il quale è possibile discutere.

    Può Israele con le proprie azioni in Siria infiammare la situazione in Medio Oriente?

    No. I colpi inferti da Israele, anche se puntuali, non gli servono perché Israele non vuole fomentare un conflitto del genere. Inoltre, non servono nemmeno all'Iran il quale capisce perfettamente che nel caso di un conflitto armato perderebbe contro Israele. E Hezbollah capisce che, se darà occasione a Israele di avviare nuovamente un'operazione contro di sé, questa volta Israele agirà diversamente fino ad occupare temporaneamente il Libano. Non è accertato se sarà la Lega araba a giudicare questa possibilità o se sarà un giudizio puramente stereotipato.

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    Daesh, Hezbollah, ISIS, Bashar al-Assad, Benjamin Netanyahu, Vladimir Putin, Medio Oriente, Arabia Saudita, Israele, Iran, Siria, Russia
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