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    Donetsk after shelling

    Donbass minacciato: la NATO adotta tattica della pressione sulla Russia

    © Sputnik . Irina Gerashchenko
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    Il corrispondente militare Semyon Pegov ha affermato che, parallelamente alla pressione sulla Russia sulla Siria, i "partner occidentali" hanno iniziato a esercitare pressioni sul Donbass, riporta Rambler.

    Negli ultimi due mesi sul fronte del Donbass è regnato il silenzio totale. Sì ci sono state alcune provocazioni militari naturalmente: sono stati esplosi colpi di mortaio, in altri luoghi i cecchini sono andati a "caccia", ma in generale i cittadini della stessa Donetsk hanno iniziato ad abituarsi alle notti senza le esplosioni dell'artiglieria.

    Tuttavia, questa mattina ha ricordato loro il non molto lontano 2014, quando all'alba la città vedeva vittime e distruzione. Secondo i dati ufficiali del Centro congiunto di sorveglianza e coordinazione del cessate il fuoco e per la stabilizzazione della situazione nel sud-est dell'Ucraina solo alle 06:00 del mattino il numero di proiettili esplosi dalla parte ucraina contro Donetsk ha superato le cinquecento unità. E stiamo parlando dell'uso di armi pesanti: mortai da 120 mm, obici, sistemi di artiglieria semoventi, riporta Rambler.

    I residenti, trovatisi sotto il fuoco hanno detto che i proiettili e le bombe hanno iniziato a cadere intorno alle 5:30 del mattino, quando tutti dormivano. Cioè, prima ancora che qualcuno riuscisse a raggiungere le cantine, equipaggiate come rifugi antiaerei.

    Gli analisti militari il giorno precedente avevano presunto che la NATO avrebbe cercato di usare non solo il teatro siriano delle operazioni militari per fare pressione sulla Russia, ma anche il Donbass. La questione del tipo di pressione è rimasta aperta.

    Nel caso più semplice, ci si potrebbe aspettare un'altra ondata di attacchi con veicoli corazzati e carri armati fino alla linea di contatto con le forze armate delle repubbliche autoproclamate. Ma pare che Kiev abbia scelto di propria iniziativa un'opzione diversa e abbia iniziato a bombardare Donetsk su tutti i fronti, oppure hanno ricevuto un comando corrispondente dai loro tutor della NATO.

    L'Ucraina in questo senso è un alleato molto conveniente alla NATO, perché ogni eccesso nell'uso delle armi è sempre facilmente attribuito alla follia dei cosiddetti volontari nazionalisti ucraini. In questo caso, il tutor può sempre fingere che i volontari siano andati fuori controllo, riporta Rambler.

    Allo stesso tempo, vale la pena notare che l'inasprimento del fronte ucraino con le armi occidentali è iniziato molto prima del peggioramento della situazione siriana nelle relazioni tra Occidente e Russia. Solo vicino Donetsk, secondo le sue fonti, le Forze Armate ucraine hanno ricevuto duecento fucili di grosso calibro americani Barrett e una quarantina lanciarazzi Javelin.

    Tuttavia, quando si tratta di Siria i "partner occidentali" per lo meno annunciano i raid solo su obiettivi militari, basi e aeroporti dell'esercito siriano; nel caso di Donbass vengono attaccati sempre ed esclusivamente civili. A seguito dell'attacco notturno, almeno sei persone sono rimaste ferite.

    Guardando ai video e alle foto dell'attacco si vede come i soldati dell'esercito ucraino abbiano attaccato i quartieri dormitorio senza colpire le strutture militare.

    È difficile credere che i sistemi di ricognizione e di localizzazione aerea, con i quali la NATO ha equipaggiato Kiev, siano così poco impiegati da non poter distinguere una struttura civile da una militare. Per questo motivo, c'è una sensazione chiara: l'esercito colpisce deliberatamente gli obiettivi più indifesi.

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    donbass, Donbass, Conflitto nel Donbass, Bombardamenti nel Donbass, Governo Ucraina, esercito ucraino, NATO, Donbass, Ucraina
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