22:40 18 Novembre 2018
Dalai Lama

Il Dalai Lama non crede alla "pillola della compassione" e all'intelligenza artificiale

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Il Dalai Lama XIV ha detto di non credere nella "pillola della compassione" e ad una intelligenza artificiale che potrebbe essere messa a confronto con la coscienza dell'essere umano.

Ha detto questo durante le discussioni con scienziati russi nella sua residenza nella città indiana di Dharamsala.

Il direttore dell'Istituto Superiore di neurologia e neurofisiologia dell'Accademia Russa delle Scienze, il professor Pavel Balaban ha suggerito che grazie alla ricerca moderna in futuro potrà essere sviluppato un mezzo per stimolare il senso di compassione, sentimento al quale aspirano i buddisti."Una pillola per la compassione"ha detto.

"Non credo che sia possibile inventare una pillola talmente efficace per la compassione" ha detto il Dalai Lama. Ha spiegato che secondo gli insegnamenti del buddismo, le emozioni non sono manifestazioni solo esterne, fisiche, delle reti neuronali ma sono parte della nostra coscienza, e la coscienza nel buddhismo non è identica al cervello.

"Un antidoto per la rabbia e altre emozioni negative non deve essere fisico, deve trovarsi nella mente della persona. La compassione deve essere sviluppato con la formazione della mente, l'uso dell'intelligenza, dell'analisi e della consapevolezza. Quando abbiamo capito che la rabbia non ha alcun valore, che distrugge la pace e la salute della mente lo rifiutiamo" dice il Dalai Lama.

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© Sputnik . Vitaly Podvitsky
Commentando il dibattito, uno dei fondatori del Centro di Mosca per studi sulla coscienza presso la Facoltà di Filosofia dell'Università Statale di Mosca Dmitry Volkov ha osservato che su alcune questioni i buddisti hanno un punto di vista più conservatore. "Sono generalmente favorevoli alla scienza, ma credono che ci sono alcune tradizioni da seguire, ad esempio, anche se la scienza inventerà una pillola che permette di accedere ad uno stato di meditazione più velocemente e raggiungere degli effetti maggiore, lo considerano il modo sbagliato" ha detto Volkov a Sputnik.

Nel frattempo, ha detto, i studi sui sociopatici hanno dimostrato che la maggior parte delle persone che non provano compassione e si comportano in maniera crudele con gli altri, hanno un cervello diverso: alcune aree di esso sono sottosviluppate. "Può essere che i neuroni specchio non funzionino come dovrebbero. E in questo caso, penso che il problema sia più facile da risolvere chimicamente" con delle pillole della compassione. "Per lo meno ci sono molte possibilità di influenzare il cervello, ma non c'è semplicemente alcun rimedio universale. Ma prima o poi, tale rimedio verrà trovato" ha detto lo scienziato russo.

"Alcuni scienziati hanno detto che la moderna tecnologia è in grado di creare l'intelligenza artificiale, un nuovo essere vivente, una nuova coscienza. Ne dubito. Credo che la tecnologia non possa competere con la mente umana. Perché la mente umana, la coscienza umana è molto più sofisticata della tecnologia, e, infine, le tecnologie dipendono dalla coscienza, sono nelle mani dell'uomo" ha detto il Dalai Lama.

Allo stesso tempo, ha detto che sarebbe felice se tutto ad un tratto, con l'aiuto della moderna tecnologia si possa creare una "creatura senza rabbia". "Anche se non credo che sia possibile" ha poi detto il leader spirituale.

"E pensare che la tecnologia moderna possa risolvere tutti i problemi del mondo, o che tutti essi possano essere risolti con l'esercitazione della coscienza è un punto di vista estremo" ha riassunto il Dalai Lama.

Il rappresentante degli scienziati russi Dmitry Volkov ha ribadito la posizione tradizionale buddista. "Il Dalai Lama ha parlato molto circa l'intelligenza degli animali, si chiede se la coscienza esista nelle lumache, nelle zanzare. Ma per quanto riguarda le macchine in genere i buddisti sono abbastanza scettici. Adottano un punto di vista più tradizionale di vista e credono che la mente umana sia impossibile da replicare con qualsiasi cosa" ha detto l'interlocutore all'agenzia.

Tuttavia, negli ultimi 50 anni c'è stato un tale progresso che secondo lo scienziato testimonia il fatto che le capacità cognitive delle macchine hanno già superato la capacità delle persone in molti ambiti. "Le macchine sono più veloci e giocano a scacchi meglio dei campioni del mondo. Cioè in alcune ambiti è evidente che la macchina ha raggiunto un grande vantaggio. In sostanza, se questa tendenza continuerà, è possibile immaginare che in 20-30 anni le macchine possiederanno il cosiddetto fattore g, cioè la capacità di formulare giudizi logici" ha detto Volkov.

Tuttavia, ha sottolineato l'importanza della cooperazione con gli studiosi buddisti. "Il supporto per la scienza dal Dalai Lama, la cui autorità nel mondo è molto alta, ispira e stimola l'interesse degli scienziati in cose nuove. Inoltre, molte metafore buddiste possono essere strumenti mentali utili, che possono essere utilizzati nella creazione di teorie olistiche su larga scala. E il modo di comunicare dei buddisti, le storie, le descrizioni pittoresche possono dare agli scienziati un modo molto più espressivo e divertente per comunicare idee"ha detto il filosofo russo.

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Tecnologia, intelligenza artificiale, tecnologia, Università di Mosca - MGU, Dalai Lama, Russia
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