08:32 20 Novembre 2018
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Kosachev: senza contributo russo il Consiglio d'Europa ha "margine di sicurezza"

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Il mancato pagamento da parte di Mosca al bilancio del Consiglio d'Europa, finora non ha influenzato il lavoro dell'organizzazione, ha detto il capo del comitato internazionale del Consiglio della Federazione russa Konstantin Kosachev.

La convenzione europea dei diritti dell'uomo è entrata in vigore per la controparte russa, il 5 maggio 1998. Ora il rapporto tra Russia e Consiglio d'Europa sta vivendo tempi non semplici. Il conflitto tra Mosca e Strasburgo si è aggravato nel 2014-2015, quando i parlamentari russi sono stati privati di alcuni diritti a causa della posizione sulla Crimea. 

Mosca ha ripetutamente offerto un percorso di uscita dalla crisi, ha proposto anche l'idea di fissare il divieto di sanzioni contro delegazioni nazionali, ma il Consiglio non ha risposto a questa offerta. Alla fine di giugno dello scorso anno il conflitto si è acutizzato. Mosca ha congelato una parte dei pagamenti nel bilancio del Consiglio d'Europa, finché i poteri della delegazione non verranno restaurati completamente. Nonostante la sospensione dei pagamenti, la parte russa ha continuato il lavoro per la ratifica dei documenti delle convenzioni.

Il segretario generale uscente del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, ha avvertito che se la Russia non pagherà la quota di iscrizione, in base al rapporto con il comitato dei ministri, può adottare misure nel 2019. Commentando in un'intervista a Sputnik la situazione attuale, il capo del comitato internazionale del Consiglio della Federazione russa Konstantin Kosachev, rispondendo alla domanda su come ha influito la mancanza del pagamento russo sul lavoro delle organizzazioni del Consiglio, ha sottolineato che "finora non ha influenzato".

"Secondo i rapporti, il margine di sicurezza del Consiglio d'Europa c'è. Un cuscino finanziario dura almeno per un anno", ha aggiunto.

"Se non si fa nulla, i problemi legati alla mancanza della partecipazione in bilancio, davvero inizieranno il prossimo anno" ha detto. "Ma c'è tempo sufficiente per fare appello e correggere le disposizioni non democratiche del regolamento di procedura del Consiglio, per quanto riguarda una vera e propria crisi", ha concluso.

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delegazione, Diritto di veto, Consiglio d'Europa, Strasburgo
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