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    A Barcellona inizia a muoversi il Rec, la valuta digitale cittadina

    © AP Photo / Manu Fernandez
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    La tecnologia del blockchain, o catena di blocchi, è diventata nota come la base su cui sono costruite tutte le criptovalute moderne. Sulla stessa base tecnologica vengono create le valute della comunità digitale.

    I mezzi di pagamento locali esistono tanto quanto il commercio stesso; come mezzo di scambio potevano essere usati il sale o le ostriche. Nel mondo moderno la loro applicazione si è estesa alla crisi di liquidità e all'economia sommersa. Gli esempi più moderni sono il patacón a Buenos Aires nel 2001-2002 ed il panal a Caracas in questi giorni.

    La tecnologia della catena di blocchi ha rivitalizzato questo concetto e molte città e comunità in tutto il mondo hanno iniziato a lavorare sulle proprie alternative.

    Barcellona è diventata una di queste città e a partire da questo maggio ha messo in circolazione lo strumento economico civile (Recurso Económico Ciudadano, Rec). La moneta funziona attraverso un'applicazione mobile o carte bancarie e mira ad "incoraggiare il commercio locale" nelle dieci aree urbane incluse nel programma di sostegno inclusivo municipale. In futuro chi lo desiderà potrà accedere al Rec. Il valore del Rec è uguale a quello dell'euro e, in un primo momento, solo i proprietari dei negozi potranno convertire la criptovaluta nel denaro comune.

    L'economista argentino Juan Valerdi, esperto di fisco e coinvolto nella piattaforma internazionale Waba Network, la prima iniziativa del suo genere dedicata alla creazione del blockchain, ha raccontato a Sputnik Mundo le possibilità di questa criptovaluta:

    "Si ottiene rapidamente liquidità finanziaria, una persona non ha bisogno di andare in banca, diventare un cliente o recarsi fisicamente in ufficio. E' possibile ottenere direttamente i servizi finanziari nel proprio cellulare a costi che sono significativamente inferiori rispetto alle banche classiche", spiega.

    Attraverso questo, più utenti possono utilizzare gli strumenti di scambio digitale e la cosa più importante è che i soldi non vanno via dalla comunità: sono spesi al suo interno e reinvestiti in esso.

    Valerdi ritiene che sebbene questi strumenti si siano sviluppati principalmente in Europa, i Paesi con alti tassi di povertà potrebbero trarne ancora più beneficio.

    "Questo accade, per esempio, in Africa, dove la transizione verso il blockchain avviene direttamente, bypassando il comune sistema finanziario. Lì le persone possono utilizzare la valuta dal proprio cellulare, il che è molto paradossale: il livello di povertà è elevato, tuttavia non mancano i telefoni cellulari".

    Tags:
    Società, Commercio, Economia, criptovaluta (criptovalute), Barcellona
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