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    Il secondo gruppo dei civili hanno lasciato Duma in Siria attraverso il corridoio umanitario di Muhayam Al-Wafedin

    Russia porta testimoni siriani su attacco chimico a OPAC, Occidente furibondo

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    La cosa più interessante delle testimonianza delle famiglie di Duma alla Corte dell'Aia è stata la reazione dei politici e dei media del mondo avanzato.

    Ricordiamo brevemente: Russia e Siria hanno portato 17 residenti della città siriana di Duma nella sede dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC). Compreso il famoso ragazzo Hassan, la stella del film dei Caschi Bianchi sulla base del quale i Tomahawk sono volati in Siria e grazie al quale gli esperti del complesso militare-industriale russo stanno ora studiando modelli moderni delle armi missilistiche americane.

    I testimoni hanno raccontato come è stato girato il video della messa in scena dell'attacco con armi chimiche e la Russia ha fornito loro la possibilità di farlo. Era impossibile portare via i testimoni oculari e quindi i paesi evoluti del mondo libero erano semplicemente furibondi per l'evento e hanno bandito gli stati subordinati.

    Prima del briefing, il rappresentante permanente degli Stati Uniti all'OPAC ha prontamente fatto il giro dei rappresentanti degli "alleati" e ha vietato loro di venire, di conseguenza questi non erano nella sala.

    © Ruptly .
    Hassan Diab

    Con i media indipendenti del mondo libero è stato ancora più facile.

    Japan Times: "La Russia è stata accusata di una vergognosa mascherata per aver presentato dei residenti di Duma nel tentativo di dimostrare che il l'attacco con armi chimiche è stato una messa in scena".

    The Times: "Mascherata vergognosa quella della famiglia di Duma".

    Mirror: "La Russia presenta un ragazzo siriano di 11 anni come "testimone" per "provare la falsità dell'ipocrisia".

    Otago Daily Times: "La Russia sta cercando di screditare l'attacco contro Duma".

    Notizie di Yahoo: "La Russia demolita per il "trucco" della testimonianza dei residenti di Duma all'OPAC."

    ABC News: "La Russia è accusata di una vergognosa mascherata per aver presentato i presunti testimoni dell'attacco con armi chimiche in Siria".

    New York Daily News: "La Russia demolita per aver cercato di confutare l'attacco con armi chimiche in Siria".

    The Washington Post: "Gran Bretagna e Francia espongono le dichiarazioni russe come un "trucco".

    Ah inoltre ho dimenticato di dire che, anche in questa forma con il messaggio "i russi sono stati nuovamente beccati a dire menzogne spudorate" i rapporti sul briefing russo-siriano all'Aja non hanno nemmeno raggiunto le pagine principali e gli editoriali dei media liberi finendo in secondo piano.

    Alla fine cosa vediamo: la Russia porta nel cuore del mondo libero testimoni e partecipanti che affermano che il video è stato messo in scena. I principali paesi liberi, che hanno bombardato la Siria sulla base di questo video, coprono occhi e orecchie e non si presentano, perché "stanno mentendo tutti". I principali media liberi come su carta copiativa tutti insieme informano il loro pubblico del vergognoso trucco e della mascherata organizzata dalla Russia. Ciò che i testimoni oculari hanno detto all'Aia, nella migliore delle ipotesi è stato riportato come "chiacchiere" con l'asserzione "sai, stanno mentendo".

    A prima vista, non c'è nulla di nuovo qui. Avvenne già 19 anni fa con il "massacro di Rachak", quando la Serbia fu accusata di omicidi di massa di civili albanesi del Kosovo. Degli esperti bielorussi "illegittimi" condussero delle indagini concludendo che a Rachak furono portati e vestiti con abiti civili i corpi di militanti estremisti. Ma a tempo debito c'erano dei "legittimi" esperti finlandesi che, con la costante partecipazione di Kurt Volker (sì, era già protagonista dei conflitti), avevano dato la conclusione corretta: i civili sono stati uccisi, Belgrado deve essere bombardata. Il testo degli esperti finlandesi fino ad oggi è classificato, ma a chi importa oggi, tutto è successo molto tempo fa.

    15 anni fa ci fu la famosa provetta di Colin Powell. Persino i partecipanti alla guerra punitiva in Iraq hanno ammesso che la provetta era una bugia ma a chi importa, tutto è stato fatto molto tempo fa. L'Iraq è stato distrutto, ha generato lo Stato Islamico, dalle 150 000 a 600 000 persone sono state uccise, il paese è stato trasformato in un campo minato, tutto è in ordine insomma.

    L'anno scorso ci sono state le non meno famose provette di Rodchenkov. Le stesse si è appena scoperto, Rodchenkov non le ha mai viste con i propri occhi e non ha mai detto nulla del genere. Ma a chi importa, tutto è accaduto molto tempo fa. La Russia è stata privata della bandiera e della squadra ufficiale, i Giochi invernali sono passati, tutto è in ordine.

    Ci sono stati gli avvelenati e morenti padre e figlia Skripal nel Regno Unito il mese scorso. Gli stessi che si sono improvvisamente ripresi, ma che sono ancora nascosti da tutti, dai media e dai rappresentanti russi. Ma a chi importa ora: sono già stati espulsi 150 diplomatici russi e sono già state introdotte sanzioni "per l'uso di armi chimiche a Salisbury e altre azioni".

    …è tutto così. Ma c'è una grande differenza tra quello che è avvenuto in passato e quello che avviene oggi.

    Nel 1999, nessun esperto bielorusso riuscì a salvare la Serbia che fu distrutta e rasa al suolo

    Nel 2003, nulla ha salvato l'Iraq dall'essere distrutto e dilaniato da una guerra civile.

    Ma nel 2018, dopo la Natività di Cristo, qualcosa è andato storto.

    Sarebbe a dire, formalmente tutto è andato secondo i piani: sono arrivate le portaerei, sono decollati gli aerei, sono stati lanciati nuovi missili intelligenti. Il presidente del paese libero principale credeva che la Russia stesse mentendo e che tutti i missili fossero caduti effettivamente sugli obiettivi prefissati.

    Ma il fatto è che in realtà tutto questo è incappato nel fenomeno chiamato "la Russia di oggi". Questo fenomeno, come si è scoperto, cambia drasticamente tutto.

    Potete leggere tutto quello che volete sul fatto che "la Russia non abbia risposto all'attacco degli Stati Uniti", ma ci sono i fatti. Il fatto è che, effettivamente, sotto una pioggia di missili occidentali, la Siria continua a riconquistare i territori perduti. E non ci sono dubbi che la missione verrà portata a termine.

    In poche parole, la Russia ha bloccato un'opzione per l'Occidente. Vale a dire: allineare la realtà con le sue possenti vittorie al 100% nello spazio mediatico. E gli ha lasciato solo questo spazio informativo.

    E in esso, come vediamo, tutto va ancora bene per l'Occidente. La vittoria al 100% è stata ottenuta, i russi affondano nelle menzogne, il cattivo è stato punito, i buoni hanno trionfato. Facebook accetta qualsiasi condizione, la ruvida propaganda russa quasi non penetra nelle delicate teste degli abitanti del mondo libero. A proposito, l'economia della Russia stessa è stata fatta a brandelli sotto Obama quattro anni fa, se qualcuno l'avesse dimenticato.

    …Tuttavia, spingendo l'Occidente fuori dalla realtà, l'aggressione russa contro di lui non si è fermata. Ha anche di fatto stranamente strangolato uno dei suoi principali valori dichiarati: la libertà di parola.

    Perché in un ambiente in cui i media liberi possono ottenere un'indagine ufficiale sulla diffusione di notizie false e accusare le istituzioni civili di diffondere la propaganda russa, colpevoli di aver citato il punto di vista russo (siriano e così via) pochi media liberi corrono rischi.

    E il risultato è, come possiamo osservare con i nostri occhi, che quasi nessuno è a rischio. Tutti i principali media liberi trasmettono disciplinatamente la verità certificata formulata per loro. Le stesse parole, nella stessa formulazione.

    E non pensiate che questa vittoriosa processione di verità disciplinata finisca in Siria, avvelenata dallo spionaggio e da altri temi "tutti russi". Perché non si sa mai: che ci siano dei troll russi anche dietro le rivolte in America o le proteste di massa contro gli stupri in Germania?

    E più la realtà occidentale, interna ed esterna, si allontanerà dallo spazio mediatico con i suoi trionfi obbligatori al cento per cento del bene sul male, ancora di più verrà rafforzata la "protezione della verità". Cioè l'isolamento dello spazio mediatico delle democrazie avanzate dalle informazioni non necessarie per il pubblico.

    Dall'interno, può anche sembrare anche un trionfo sulla Russia. Dall'esterno, sembra una sconfitta.

    Dovrebbe essere aggiunto a quanto è stato detto che la Russia si è già abituata ai continui trionfi di pubbliche relazioni dell'Occidente su di essa. Sono circa dieci anni che la nostra società sopporta le continue ed imminenti minacce del Signore Bianco generalizzato.

    Ora queste minacce sono già state testate dalla realtà e quindi la Russia del 2018 reagisce alle ennesime vittorie mediatiche più con calma.

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    mass media, Relazioni Internazionali, campagna mediatica, relazioni diplomatiche, Media, Relazioni con la Russia, Guerra mediatica, Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche - OPAC, Siria, Russia
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