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    L'Arabia Saudita vuole acquistare aerei militari brasiliani

    © AFP 2018 / MIGUEL SCHINCARIOL
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    La morte"made in Brasil": conflitti in Medio Oriente stimolano l'export di armi brasiliane.

    La delegazione dell'Arabia Saudita, interessata all'acquisto di aerei da trasporto KC-390, di produzione di Embraer, è arrivata in Brasile. Questa visita si svolge con il nuovo gruppo parlamentare tra i due paesi, creato per la convergenza in materia di difesa.

    Il KC-390 sostituirà l'Hercules C-130, ora in servizio nell'aviazione brasiliana. Il KC-390 è il più grande aereo prodotto in America Latina, per la prima volta è stato presentato alla fiera aerea tecnica LAAD nel 2007 a Rio de Janeiro. Nella produzione dei velivoli, capaci di trasportare fino a 23 tonnellate di merci, sono utilizzati componenti provenienti da Argentina, Portogallo e Repubblica Ceca. In questo momento l'aereo vale 85 milioni di dollari, è nell'ultima fase di test e all'acquisto sono interessati molti paesi.

    Tuttavia, l'acquisto di un aereo da carico, è solo uno dei dettagli tra l'export di armi brasiliano, che funziona non solo in Arabia Saudita, ma anche in altri paesi del Medio Oriente e Nord Africa. Alcune forniture sono contraddittorie: ad esempio, la vendita di bombe a grappolo, vietate dalle convenzioni internazionali, avviene in paesi come lo Yemen, il cui conflitto con l'Arabia Saudita, secondo le Nazioni Unite, ha provocato la morte di più di 5000 persone e migliaia di feriti. Tra le armi, prodotte in Brasile e esportate nei paesi arabi ci sono forse anche armi leggere, fucili, cannoni, missili terra-terra e terra-aria.

    Il problema sta nel fatto che le cifre riguardanti le esportazioni di armi in Braile sono confidenziali e non possono essere disponibili per la legge sull'accesso alle informazioni, l'aviazione del Brasile attribuisce questo al fatto che si tratta di questioni di sicurezza nazionale. Sia come sia, secondo i dati del Ministero brasiliano dell'industria, commercio e servizi (MDIC), solo con l'Arabia Saudita la consegna brasiliana di armi è aumentata del 817% nel periodo dal 2013 al 2015. Da gennaio a ottobre 2015, ad esempio, il paese ha importato armi dal Brasile per 191 milioni di dollari, superando gli USA, che nello stesso periodo hanno comprato in Brasile armi per 114 milioni. Oggi il Brasile è al terzo posto tra gli esportatori di armi nel mondo, secondo solo agli USA e Italia.

    A Sputnik Brasile ha parlato Jefferson Nascimento, un avvocato dell'organizzazione non governativa per i diritti umani Conectas, è d'accordo con il fatto che il Brasile è uno dei paesi meno trasparenti in materia di esportazione di armi ed è preoccupato per l'aumento del commercio con i paesi arabi. 

    "Stiamo assistendo con preoccupazione alla situazione, dato che il Brasile è incluso nella lista dei paesi meno trasparenti per quanto riguarda il commercio internazionale di armi. Questa crescita nelle forniture in alcuni dei paesi arabi compensa parzialmente le difficoltà che questi paesi stanno vivendo per l'acquisto di armi in altri mercati, considerano la mancanza brasiliana di trasparenza come una sorta di vantaggio competitivo, questo vale anche per le armi proibite dai trattati internazionali", ha spiegato.

    Come esempio, cita le munizioni a grappolo, il cui uso e vendita, volano il diritto internazionale umanitario. Secondo l'avvocato, purtroppo, il Brasile non è un paese firmatario dell'accordo sul divieto di utilizzo e la fornitura di questo tipo di armi. In Brasile ci sono aziende capaci di produrre tali munizioni come quelle che, secondo diverse ONG, sono state utilizzate in Yemen. L'avvocato ha sottolineato che è possibile ottenere alcuni dati per le forniture, ma non per per il tipo di armi. In alcuni di questi dati, pubblicati dal Ministero dell'industria, commercio e servizi, si dice che lo scorso anno il Brasile ha esportato armi per quasi a 476 milioni di dollari in 70 paesi, il 19% in più rispetto al 2016.

    "Più preoccupante è che non abbiamo informazioni sui criteri, fino a quando il governo non deciderà di non vendere queste armi a paesi terzi. I governi analizzano in maniera preliminare l'autorizzazione per l'esportazione di armi, considerando una serie di criteri, tra cui l'uso di queste armi nel paese. Vediamo che altri esportatori di armi, ad esempio Gran Bretagna, Francia e Germania hanno rapporti più dettagliati sulla vendita di armi e sui paesi a cui vengono venduti", ha detto l'avvocato.

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