07:18 20 Novembre 2018
Il congresso degli USA

USA: senatori chiedono alle banche di declassificare dati di uomini d'affari russi

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I senatori Sheldon Whitehouse e Jeannine Shaheen hanno chiesto alle più grandi banche di rivelare informazioni sui "russi benestanti", associati al presidente Vladimir Putin.

Lo riferisce la Reuters citando la lettera dei senatori. Secondo l'agenzia, i senatori del partito democratico hanno scritto una lettera, nella speranza di aumentare la pressione non solo sugli imputati della cosiddetta "lista del Cremlino", ma anche sulle istituzioni finanziarie. Se le banche non saranno liete di fornire le informazioni, i senatori intendono richiedere indagini governative.

"Data la loro ricchezza e l'atteggiamento verso lo stato russo, molti oligarchi in Russia o hanno una notevole influenza politica, o sono interessati ad essa", si legge nella lettera.

Inoltre, sostengono i senatori, gli imprenditori usano la loro ricchezza, per difendere lo stato dalle sanzioni. Whitehouse e Sahin hanno inviato una lettera a tre banche americane, Bank of America Corp, JPMorgan Chase e Citibank, e anche alle europee Barclays, Deutsche Bank, UBS, HSBC e Credit Suisse. Ad ogni banca viene chiesto di rispondere sull'eventuale presenza di conti che controlla qualcuno negli ultimi cinque anni "della lista del Cremlino". Se la verifica sarà effettuata, i senatori richiedono di fornire l'analisi e le conclusioni, le istituzioni finanziarie dovranno rispondere, su cosa hanno fatto per identificare le relazioni con i russi della lista stilata dal ministero delle Finanze USA.

Come riferisce l'agenzia, la JPMorgan Chase ha detto che ha ricevuto e studiato la lettera, le altre banche non commentano. 

Alla fine di gennaio il Ministero delle finanze USA ha pubblicato la "lista del Cremlino", in cui ci sono quasi tutti i grandi imprenditori, per un totale di 210 persone. L'elenco è redatto in conformità con la legge "Sulla lotta contro i nemici dell'America attraverso le sanzioni" (CAATSA). Non significa automaticamente l'introduzione di sanzioni, ma implica che possono essere introdotte in futuro.

Vladimir Putin ha chiamato "il rapporto del Cremlino" un atto ostile, che danneggia le relazioni della Russia e USA. Secondo lui, Mosca non è interessata a contrastare il rapporto con Washington, ma monitora la situazione. La Russia in questo contesto, deve fare in primo luogo domande interne, guidate dalla regola "il cane abbaia, ma la carovana va avanti", ha aggiunto il presidente.

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