21:46 18 Novembre 2018
La bandiera dell'Israele

Lo Stato di Israele compie 70 anni

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Questa settimana Israele festeggia i suoi 70 anni.

In un'intervista a Sputnik Raphael Ofek, ex esperto dei servizi segreti militari israeliani e dell'ufficio del primo ministro, ha descritto il settuagenario viaggio di Israele verso lo status di superpotenza economica a livello regionale, nonché di leader in diversi settori a livello internazionale.

 Sono già passati 70 anni dalla fondazione dello Stato di Israele. Come descriverebbe il ruolo di questo Paese sulla scena internazionale?

 Sebbene il Vicino Oriente sia considerato una regione pericolosa per la presenza di cattivi vicini, Israele continua a rimanere il Paese più stabile della regione. Nel mondo Israele è ritenuto un Paese forte dal punto di vista bellico, economico e scientifico. Israele, infatti, intrattiene oggi buoni rapporti con molti Stati del mondo: con le maggiori potenze come gli USA, la Russia, la Cina, l'India, l'Australia, l'Europa, l'Africa, l'America Latina; con Paesi arabi come l'Egitto e la Giordania. Intrattiene anche rapporti non ufficiali con l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Oggi l'economia israeliana è una delle più forti al mondo. Infine, nonostante Israele sia un piccolo Stato, questo è riconosciuto come superpotenza nel settore delle tecnologie dell'informazione.

— Quali sono, secondo Lei, le difficoltà a cui Israele deve far fronte?

— Dal punto di vista della sicurezza le difficoltà per Israele consistono nel contrapporsi al movimento Hamas, all'amministrazione palestinese, all'Iran e al partito Hezbollah. In economia e politica Israele deve fare i conti con il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni), campagna a livello globale, e con i suoi rappresentanti antisemiti in Europa e talvolta con l'atteggiamento negativo adottato dall'UE nei confronti di Israele.

— Una delle minacce spesso menzionate per Israele è l'Iran. Secondo lei quanto è seria la minaccia di Teheran?

 Questa minaccia si manifesta in duplice forma: in particolare, Teheran può uscire dall'accordo nucleare del 2015 per poi rinnovare il proprio programma nucleare. Teheran sta cercando di creare un secondo fronte contro Israele costruendo basi militari in Siria. Teheran inoltre vuole creare un corridoio terrestre in Siria e in direzione del suo alleato in Libano, il partito Hezbollah.

— Secondo Lei vi è la possibilità che i rapporti tra Israele e l'Iran migliorino? Quali sono le misure da adottare affinché un tale cambiamento si verifichi?

— A differenza degli ottimi rapporti che intercorrevano fra i due Paesi al tempo degli scià, cioè prima della Rivoluzione islamica del 1979, oggi l'assetto spirituale vigente nel Paese si rivela assai ostile a Israele. Infatti, Israele rappresenterebbe quel Satana che gli iraniani tentano di distruggere nel Vicino Oriente. Un cambiamento può verificarsi solamente nel caso in cui cambino le autorità iraniane. Il popolo iraniano si è stancato delle autorità in carica.

— Secondo Lei come può Israele mantenere con successo rapporti stabili sia con gli USA sia la Russia nonostante questi Paesi abbiano posizioni molto diverse sul conflitto in Siria?

Sebbene gli interessi della Russia in Siria si discostino dalle posizioni di Israele, la Russia è interessata a far cessare gli scontri armati in Siria per evitare ulteriori danni alle proprie basi militari nel Paese, la Base navale russa di Tartus e la Base aerea di Hmeymim. A tal proposito la Russia preferisce adottare metodologie di lavoro temporanee con Israele. Alla Russia preoccupa l'avanzamento iraniano in Siria. Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso sostegno e rispetto nei confronti di Israele. Dall'inizio del XX secolo molti israeliani sono emigrati dalla Russia.

— Di recente il presidente USA Donald Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele. Quanto è significativo questo atto per Israele?

— Dal punto di vista storico Gerusalemme è sempre stata un punto di riferimento importante per il popolo ebreo. Fu la capitale di Israele per 3000 anni e nel suo territorio fu costruito il Tempio, il luogo più sacro in assoluto per gli ebrei.

— Come sarà il futuro di Israele secondo Lei?

— Io sono ottimista sul futuro di Israele in molti settori. Tuttavia la pace con i palestinesi si potrà raggiungere solamente se smetteranno di terrorizzare la popolazione israeliana e riconosceranno i diritti di Israele in quanto Stato ebraico. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Gerusalemme, Iran, Israele
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