18:04 16 Agosto 2018
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A Google e Amazon la scelta se continuare a lavorare in Russia

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Dopo il blocco di Telegram, Google e Amazon decideranno se lavorare in Russia, ha riferito il direttore dell'authority per i mezzi di comunicazione di massa “Roskomnadzor” Alexander Zharov.

"Per Amazon e Google di sicuro è certamente una sfida seria", ha dichiarato Zharov in un'intervista al quotidiano Izvestia.

Allo stesso tempo il direttore dell'authority ha espresso dubbi sul fatto che le compagnie americane lasceranno il Paese.

Sei milioni di indirizzi IP Amazon in Russia: secondo Zharov, è quasi la metà di tutto ciò che ha l'azienda. Inoltre l'attività principale di Amazon è quella di fornire hosting: è improbabile che decisa di rinunciare ad un mercato così grande.

"Ci aspettiamo che sia per Amazon che per Google il loro business sia l'obiettivo primario, non le motivazioni politiche", ha aggiunto.

Lunedì Roskomnadzor ha iniziato a bloccare Telegram in Russia in conformità con una sentenza della magistratura. Successivamente era emerso che il servizio di messaggistica istantanea aveva cercato di utilizzare gli indirizzi IP di Amazon e Google per eludere il divieto, dopo di che le autorità di vigilanza hanno iniziato a bloccarli.

Complessivamente per bypassare i blocchi sono state utilizzate una ventina di sottoreti, il numero totale di indirizzi IP è superiore a dieci milioni, ha specificato Roskomnadzor.

L'authority ha fatto sapere che avrebbe preso tutte le misure per limitare il funzionamento di Telegram, compreso il blocco delle risorse web ausiliarie.

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Russofobia, Business, Economia, Società, internet, Roskomnadzor, Google, Facebook, Telegram, Alexander Zharov, USA, Russia
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