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    Giappone: declassificati nomi dell'Unità 731 che conduceva esperimenti sugli umani

    © Sputnik . Natalia Seliverstova
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    Gli Archivi nazionali del Giappone hanno svelato i nomi di 3607 membri dell’Unità 731 dell'esercito imperiale giapponese, che conducevano esperimenti sugli umani durante la seconda guerra mondiale. Si ritiene che le vittime di questi "studi" siano più di 3.000 persone, per lo più prigionieri di guerra sovietici e cinesi, riporta il Japan Times.

    La richiesta alle autorità di declassificare le informazioni è giunta già nel 2015 da un gruppo di scienziati guidato dal Prof. Shiga Katsuo Nishiyama dell'Università di Scienze Mediche. Inizialmente, è stata data una lista nella quale la maggior parte delle informazioni erano nascoste.

    Gli scienziati hanno ricevuto un documento più dettagliato a gennaio di quest'anno. Tuttavia, questo è stato annunciato ufficialmente solo la scorsa settimana. Le foto dei documenti pubblicati sono state pubblicate dai media, tra cui l'edizione giapponese di Sohu e il cinese The South China Morning Post.

    La lista è datata 1 gennaio 1945. Comprende dati personali (nomi, posta, indirizzi) di 52 chirurghi, 49 ingegneri, 38 infermieri e 1177 medici militari. Erano tutti membri dell'Unità 731, che faceva parte del Dipartimento per la prevenzione delle epidemie e per la purificazione dell'acqua dell'esercito Kwantung.

    Il quartier generale dell'unità era situato nella periferia della città cinese di Harbin. La sua ricerca prevedeva il contagio di soggetti con varie malattie, tra cui antrace, vaiolo e botulismo. Inoltre, i membri dell'Unità hanno condotto la vivisezione sugli esseri umani e il monitoraggio del processo di necrosi dei tessuti viventi provocati da azioni intenzionali come ad esempio il congelamento.

    Un certo numero di esperimenti, secondo gli scienziati, fu camuffato da esperimenti sulle scimmie. A tali conclusioni gli scienziati ci sono arrivati dopo aver studiato la tesi di dottorato di uno dei membri dell'Unità 731. In esso, in particolare, era scritto che una delle scimmie "si lamentava di mal di testa, febbre e perdita di appetito".

    È interessante notare che è stata questa tesi è uno dei motivi della richiesta del gruppo del professor Nishiyama di fornire dati sull'Unità 731. Intendono utilizzare le informazioni ottenute per contestare la validità del titolo rilasciato dall'Università di Kyoto.

    L'Unità 731 fu creata sei mesi prima dello scoppio della seconda guerra mondiale e condusse i suoi lavori fino alla fine, fermandosi solo all'arrivo dell'Armata Rossa in Manciuria nell'agosto del 1945. Dopo la resa del Giappone, la maggior parte dell'unità finì sotto i sovietici, mentre alcuni finirono prigionieri degli americani, scrive il Kommersant. Il capo dell'Unità, il tenente generale Shiro Ishii e altri ufficiali hanno ricevuto l'immunità dalla persecuzione dopo aver accettato di trasferire tutti i risultati degli esperimenti alle forze di occupazione americane dopo la fine della seconda guerra mondiale.

    Gli ufficiali dell'unità 731 catturati dall'URSS furono condannati dal tribunale di Khabarovsk nel dicembre 1949 alla reclusione per un periodo da due a 25 anni. Molti di loro riuscirono a tornare in patria già a metà degli anni '50. Sulla base di questo, molti scienziati americani e giapponesi credono che i giapponesi abbiano condiviso i risultati del lavoro con gli specialisti sovietici: secondo gli standard dell'URSS stalinista, la punizione fu troppo mite.

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    Seconda guerra mondiale, seconda guerra mondiale, Crimini di guerra, Seconda Guerra Mondiale, Crimini di guerra, Giappone
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