09:01 25 Settembre 2018
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Il Brasile non è pronto per missioni pacificatrici in Africa

© AFP 2018 / MIGUEL SCHINCARIOL
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Il Brasile questa settimana ha rifiutato la proposta delle Nazioni Unite di partecipare alla missione di pace nella Repubblica Centro Africana e Repubblica Democratica del Congo, riporta il comunicato stampa del ministero della Difesa.

Il motivo è la mancanza di fondi e rischi per la partecipazione della forza militare dell'intervento di Rio. È interessante notare che all'inizio dell'anno il Brasile ha inviato in ricognizione in questi paesi i servizi segreti, che hanno riferito al termine della missione del rischio di vittime tra i caschi blu. Secondo gli esperti, con i quale ha parlato Sputnik Brasile, il paese non è pronto per le sfide della missione.

La notizia del rifiuto del Brasile di partecipare alle missioni delle Nazioni Unite non ha sorpreso Ricardo Gennari, direttore di Troia Intelligence e uno dei principali esperti di Sicurezza in Brasile, che ha sottolineato che l'esperienza di partecipazione a missioni nella Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo sarebbe stata assolutamente diversa da quella dei militari ad Haiti (2004-2017).

"Non sarà una missione di pace, sarà proprio guerra, perché in tutta la regione ci sono raggruppamenti terroristici. Per farvi capire: questi gruppi detonano esplosivi dalla capacità di 500 kg. Questa situazione non l'abbiamo ancora incontrata" ha spiegato Ricardo Gennari.

Ricardo Gennari ha sottolineato, inoltre, che ai soldati della Missione di Pace ad Haiti hanno richiesto competenze diverse.

"In missione di pace svolgono il servizio di polizia, di esplorazione, con l'obiettivo di abbassare il tasso di criminalità, in Africa si tratta di un problema di guerriglia, guerra delle tribù, che come strumento di lotta usano il terrorismo. Le nostre truppe non sono pronte alla guerra. Non abbiamo l'esperienza per combattere Boko Haram, o  conflitti intertribali", ha spiegato Gennari.

Ha anche sottolineato che il territorio della savana, che differisce dalla pianura, è un fattore di complicazione. Il rifiuto del Brasile di inviare truppe in missione può far riflettere le Nazioni Unite sulla capacità del paese a partecipare a nuove missioni, tuttavia, l'esperto ritiene che le nuove convocazioni si devono fare.

"L'ONU invita i paesi che sono membri di eventuali missioni al mantenimento della pace o del conflitto. La flotta brasiliana è presente in Libano in missione, ma la missione è di osservazione. Li possiamo inviare ancora una volta, ma vediamo come si comporterà il prossimo capo, se accetterà oppure no". Sputnik Brasile ha cercato di contattare un rappresentante del Ministero della difesa del Brasile, ma si sono limitati al comunicato ufficiale: "il governo brasiliano ha rifiutato di partecipare alle consultazioni, organizzate dalla segreteria delle Nazioni Unite per l'invio di truppe in missione di pace nella Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo. La informiamo, inoltre, che il Brasile conferma il suo impegno internazionale per la cooperazione nel raggiungimento della pace, lasciando aperto il dialogo con le Nazioni Unite e mantenendo la possibilità in futuro di contribuire in altre missioni di pace".

Il ministero degli esteri del Brasile non ha risposto a Sputnik.

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