09:54 21 Luglio 2018
Ex generale americano James Mattis (foto d'archivio)

WSJ: Trump voleva attaccare obiettivi russi in Siria, lo hanno fatto ragionare

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Il presidente Donald Trump inizialmente aveva sostenuto un piano più potente per l'attacco in Siria, contro obiettivi russi e iraniani, scrive il Wall Street Journal citando le sue fonti.

Come osserva edizione, ad optare per un impatto limitato sugli obiettivi lo hanno convinto il capo del Pentagono James Mattis e il nuovo consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, noto per la sua tendenza a prendere decisioni forti.  Il presidente Donald Trump ha ascoltato le argomentazioni del ministro della Difesa James Mattis che ha invitato alla cautela, poi ha deciso di ordinare un attacco più discreto, scrive il Wall Street Journal citando le sue fonti a conoscenza della situazione.

A seguito di diversi incontri alla Casa Bianca, il presidente e i suoi consiglieri hanno concordato su una risposta moderata al presunto attacco chimico in Siria, rispetto a quello proposto dal Pentagono: un potente attacco a tre oggetti associati alle armi chimiche. Il presidente ha optato per questa variante, in gran parte per un significativo intervento del ministro della difesa Mattis. Data la volontà del presidente di dare una risposta forte al presunto attacco chimico, Mattis ha presentato tre opzioni per l'uso della forza militare.

L'opzione più limitata era il bombardamento di più obiettivi, che erano in relazione al potenziale attacco con armi chimiche. Poi un attacco con una vasta gamma di scopi, contro complessi chimici e centri di comando. La scelta difficile riguardava l'attacco alla difesa aerea, che doveva causare gravi danni al potenziale bellico del "regime" senza colpirlo politicamente.

Alla fine Trump ha dato la sua preferenza a una miscela del primo e secondo piano: un moderato attacco, che, secondo l'amministrazione del presidente, ha inferto un colpo decisivo al potenziale chimico di Assad. Anche se Trump insisteva sull'attacco a obiettivi russi e iraniani in Siria, Mattis ha discusso contro il piano. L'ambasciatrice USA alle Nazioni Unite Nikki Haley si è pronunciata per una risposta più dura all'attacco chimico, tuttavia, il capo del Pentagono ha avvertito che un simile attacco poteva causare la minaccia di una risposta da parte di Mosca e Teheran.

Secondo le fonti del giornale, il nuovo consigliere del presidente per la sicurezza nazionale John Bolton, che in precedenza aveva sostenuto l'azione militare contro l'Iran e la Corea del Nord, ha giocato un ruolo nel processo del piano.

Bolton, sapendo che lo considerano un uomo incline a soluzioni militari, ha parlato di "devastante" colpo al "regime di Assad", ma non del più aggressivo. Bolton sapeva che Trump nutriva rispetto per  Mattis, quindi, ha deciso che era saggio cedere la scelta al capo del Pentagono, considerando che ha solo di recente iniziato il suo lavoro. Il consigliere per la sicurezza nazionale ha detto anche che la cosa più dura è coinvolgere gli USA in un conflitto, ma gli sembrava che sostenere un simile piano nella prima settimana di lavoro "era troppo".

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Tags:
Bombardamenti in Siria, Donald Trump, USA
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