17:33 18 Settembre 2018
Russia, Usa, Siria

“Trump ama bluffare, Washington non è nelle condizioni di bombardare la Siria”

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Le “48 ore” per prendere una decisione sulla Siria annunciate lunedì dal presidente americano Donald Trump su un bombardamento o meno sono scadute. Gli Stati Uniti non hanno preso misure decisive.

Tuttavia Donald Trump ha pubblicato un tweet controverso, sottolineando di non aver mai detto quando gli Stati Uniti avrebbero colpito la Siria.

"Possiamo colpire presto, ma possiamo intervenire non subito. In ogni caso, sotto la mia guida, il Paese ha sconfitto con successo il gruppo terrorista dello "Stato Islamico" nella regione. Dov'è il nostro "grazie, America"?— si afferma nel tweet dell'inquilino della Casa Bianca.

Tuttavia il giorno prima Donald Trump aveva pubblicato un altro tweet, in cui invitava la Russia a prepararsi a distruggere i missili americani che sarebbero volati nel cielo siriano. Di conseguenza resta ancora aperta la questione dell'inizio di una guerra americana su larga scala in Siria.

Che tipo di misure militari possono prendere gli USA contro la Siria? Quali saranno le conseguenze per la regione? Può il presidente americano dichiarare guerra ad un altro Stato? Alle domande di Sputnik risponde il politologo americano di origine iraniana Alexander Azadegan, professore di geopolitica all'Università della California, direttore del sito Imperia News:

"Secondo la Costituzione americana, il Congresso può dichiarare guerra, non il presidente. Il problema è che ora abbiamo una "presidenza imperiale". Fin dai tempi di Richard Nixon e dai tempi della guerra in Vietnam, il ruolo del presidente è sempre più rilevante, in contrasto con le richieste dei padri fondatori degli Stati Uniti.

Per quanto riguarda il possibile attacco, dovrei notare che i lettori di Sputnik sono molto perspicaci e capiscono che a Trump piace bluffare. Nel suo tweet Trump ha minacciato seriamente la Russia. Ma in realtà le sue dichiarazioni non hanno alcun supporto pratico. Pertanto queste azioni sono solo minatorie, è una sorta di offensiva psicologica per seminare paura. Washington non è nelle condizioni di attaccare ora. Ricordate quando in precedenza gli Stati Uniti hanno sganciato 59 "Tomahawk" contro obiettivi in Siria? 28 missili sono stati abbattuti dalla contraerea siriana, le forze aeree nel suo insieme non hanno subito il colpo. Gli Stati Uniti non faranno azioni che faranno fare di nuovo brutta figura. Inoltre la contraerea siriana è diventata molto più forte grazie all'assistenza militare della Russia.

Washington, ovviamente è molto spaventata dalla presenza militare russa in Siria, che ha basi permanenti. La Russia non lascerà la Siria per gli stupidi errori commessi da Washington negli ultimi 10-15 anni. Gli Stati Uniti sentono che stanno perdendo il controllo. Gli Stati Uniti hanno già lasciato l'Iraq, che in seguito si è avvicinato all'Iran. Gli Stati Uniti stanno subendo perdite significative su molti fronti nella regione, quindi non credo che inizierà una nuova guerra in Siria.

È importante notare che per la prima volta nella storia vediamo come gli americani sono presenti illegalmente in Medio Oriente. In particolare in Siria, dopo aver stabilito creato almeno due basi, da dove forniscono assistenza ai combattenti dell'ISIS per salvarli quando è nell'interesse degli Stati Uniti. La Russia e l'Iran si trovano in Siria legalmente, in qualità di alleati. Ovviamente, in caso di attacco da parte degli americani, difenderanno la Siria. Se attaccheranno all'improvviso i militari iraniani, i siriani li difenderanno e contrattaccheranno.

In questa situazione, c'è un momento molto delicato: l'Iran, essendo presente in Siria, diventa "vicino" di Israele. Se il numero di militari iraniani e basi aumenta in Siria, allora aumenterà la minaccia contro Israele. Pertanto il recente attacco dell'aviazione israeliana sulla base aerea era diretto esclusivamente contro i soldati iraniani. La risposta dei militari iraniani alla situazione è abbastanza logica: se Israele può avvicinarsi all'Iran, essendo presente nel nord dell'Iraq, che confina con l'Iran, Teheran ha lo stesso diritto di diventare "vicino di casa" di Israele in Siria e di dislocare le loro basi".

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Tags:
Guerra, Politica Internazionale, Geopolitica, crisi in Siria, Esercito della Siria, Donald Trump, Medio Oriente, Iran, Russia, USA, Siria
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