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    Stephen Cohen: la russofobia è una realtà nei media USA

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    Il professore americano ed esperto sulla Russia, Stephen Cohen, durante lo show John Batchelor ha parlato delle citazioni più russofobe che ha trovato nei media americani.

    All'inizio Cohen sottolinea che in precedenza non riteneva la russofobia come un fenomeno della nuova guerra fredda e non credeva che essa potesse ricoprire un ruolo sullo sfondo dei fattori geopolitici. Per questo si è scusato davanti agli spettatori.

    "Adesso, con più attenzione posso dire che la russofobia è un fattore che ho trascurato. È un mio errore" ha osservato.

    Inizia descrivendo le reazioni dopo i risultati delle elezioni in Russia nelle testate come il New York Times e il Washington Post, o sulla TV via cavo, dove gli autori hanno usato il termine "elezioni fittizie". Dal punto di vista di Cohen gli autori di tali materiali dimostrano disprezzo per i cittadini russi, i quali non hanno votato con "una pistola puntata alla testa".

    Poi fa l'esempio di Rolling Stone nel quale il giornalista Tim Dickinson scrive: "gli esperti sulla Russia ritengono che tutto quello che viene fatto per la società civile è controllato da Putin.

    "Empiricamente, è sbagliato. Ma questo è quello che dice infatti: la società in Russia è un estensione di Putin. È la sua definizione di Russia, dato che Putin viene così demonizzato da noi" dice Cohen.

    Il Washington Post ha pubblicato un editoriale dal titolo "Adorare Dio è un crimine? In Russia, sì". Questo nonostante il fatto che in Russia professino diverse religioni, e tutte, secondo Cohen, "prosperano". Il leader John Batchelor era particolarmente indignato da questo titolo, lo ha definito una "stupidaggine".

    Cohen poi cita la frase piuttosto famosa detta dal senatore John McCain, che quattro anni fa in un'intervista con la CNN ha definito la Russia una "stazione di servizio, che finge di essere un paese".

    Nello stesso anno, il giornalista del Washington Post Anne Applebaum ha scritto un articolo per The Slate, in cui si afferma che "la Russia di Putin è una potenza anti-occidentale con una visione più malvagia della politica globale."

    L'esperto sulla Russia, Thomas Graham, in un articolo sul Financial Times, ha detto che l'Occidente ha problemi "non con Putin, ma con la Russia".

    L'editorialista di Bloomberg Eli Lake in un recente articolo relativo al caso di avvelenamento a Salisbury dell'ex colonnello dei servizi segreti sovietici Sergei Skripal e di sua figlia invita a trattare la Russia "come un terrorista". "Mentre nemmeno si prova a discutere se effettivamente al Russia abbia preso parte all'avvelenamento o meno" ha detto.

    L'esperto di relazioni internazionali Mark Galeotti ha definito Mosca in un articolo sul Guardian il "paradiso dei gangster".

    L'ex direttore dell'FBI, James Comie, durante una udienza al Senato Intelligence Committee ha dichiarato che "i russi arriveranno in America".

    Il giornalista Gregory Fayfer sulle pagine degli affari esteri si pone la domanda se "la Russia sarà mai normale".

    L'esperto di relazioni internazionali Graham Allison in un articolo per The National Interest ha scritto: "Per quanto possa essere demoniaca, per quanto possa essere distruttiva, per quanto possa essere furba, per quanto meriterebbe di essere annientata la Russia, rimane il fatto che non potremo mai uccidere questo mostro senza prima suicidarci".

    Dopo questi e altri esempi, Cohen fornisce alcune spiegazioni. In primo luogo, i russi, ha detto, non hanno pregiudizi storicamente o geneticamente condizionati contro gli americani. In secondo luogo, l'Occidente ora demonizza non solo Putin, ma anche la Russia nel suo insieme. In terzo luogo, la diffusione dei sentimenti russofobi tra l'élite politica e dei media americana è un altro fattore che rende l'attuale guerra fredda più pericolosa.

    Cohen, che discute delle relazioni tra Russia e Occidente con John Batchelor già da cinque anni, ha ripetutamente criticato gli Stati Uniti per la sua politica nei confronti di Mosca. A dicembre, ha osservato che Washington sta facendo di tutto per dichiarare illegali eventuali negoziati con la Russia.

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