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    Jean-Claude Juncker

    “Terza guerra mondiale”, schiaffi politici e orientamento pro-russo: chi è Juncker?

    © flickr.com / European People's Party
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    Nella sua carriera si ricordano diversi momenti, affermazioni e aneddoti divertenti.

    Parliamo di Jean-Claude Juncker, una delle figure di spicco dell'Unione europea. Ha dovuto più volte assestare "schiaffi politici" ai capi di Stato, si è permesso di dare voce a osservazioni inequivocabili, ma spesso si è espresso in modo del tutto onesto sui veri obiettivi politici e con una chiara linea pro-russa. Questo è Juncker. Che tipo di persona è? Sputnik ha cercato di capirlo.

    Cittadino del secondo Stato più piccolo dell'UE, il Lussemburgo, Juncker per alcuni decenni è stata una delle figuri maggiori e più controverse a Bruxelles. Proveniente da una semplice famiglia operaia appare continuamente sulle prime pagine dei giornali, talvolta per motivi inusuali. Ad esempio Juncker una volta salutò il primo ministro ungherese Viktor Orban con un impertinente "Ciao, o mio dittatore!" oppure di Juncker si ricordano gli schiaffi politici nei confronti del premier greco o di alcuni rappresentanti di altri Paesi.

    Una volta confuse la cancelliera tedesca con la propria moglie e un'altra volta definì il Parlamento europeo "ridicolo". Inoltre Juncker è famoso per la sua inclinazione a bere un certo tipo di bevande. Che persona si nasconde dietro questo uomo politico?

    "Continuiamo finché non vi sarà più strada rimasta"

    "Decidiamo qualcosa, lo comunichiamo, poi aspettiamo un po' e vediamo cosa succede", ha detto una volta Juncker a proposito del modo in cui agisce la politica europea. La rivista Der Spiegel ha pubblicato queste parole nell'articolo "La repubblica di Bruxelles" a cavallo tra il 1999 e il 2000. "Se subito dopo non cominciano a volare ingiurie e non si sollevano rivolte (poiché i più non capiscono ciò che è stato deciso), continueremo passo dopo passo finché non ci sarà più strada da percorrere".

    Proprio così sono andate le cose con l'introduzione dell'euro quando era praticamente impossibile prevedere le conseguenze delle prime decisioni relative alla creazione di un'unione monetaria. Gli euroscettici fanno notare ogni volta che questo è anche il motto della Fabian Society, associazione di stampo politico creata con l'intento di "riformare" il tessuto sociale tramite l'applicazione a lungo termine di strategie precedentemente elaborate.

    "Il Parlamento europeo è ridicolo!"

    Al Parlamento europeo, che si riunisce a Strasburgo, siedono normalmente 751 deputati. Nell'estate del 2017 al Parlamento ha preso la parola il primo ministro della piccola repubblica di Malta e ad ascoltare vi erano solo 30 deputati. In quell'occasione Juncker non riuscì a velare il proprio disappunto per il comportamento dei colleghi e disse: "Il Parlamento europeo è ridicolo! Proprio ridicolo!" E aggiunse: "Non parteciperò più a sedute come questa!" Ed espresse la propria convinzione per cui, se dinnanzi al Parlamento europeo avesse preso la parola il presidente francese Emmanuel Macron, l'emiciclo sarebbe stato pieno.

    Angela Merkel telefonò a Junker e questi disse: "È mia moglie"

    Angela Merkel e Jean Claude Juncker al summit europeo informale di Malta
    © Sputnik .
    Angela Merkel e Jean Claude Juncker al summit europeo informale di Malta
    "Scusate, è mia moglie", disse il presidente della Commissione europea durante una conferenza-stampa nel luglio del 2017 ed estrasse il suo telefono dalla tasca. Ironicamente però vide che sul display era apparso il nome di Angela Merkel. "Ah no, è la signora Merkel", aggiunse, sorridendo. I giornalisti presenti in sala scoppiarono a ridere.

    Lo scandalo dei servizi segreti in Lussemburgo

    Il lussemburghese Juncker più volte nel corso della sua carriera politica si ritrovò implicato in alcuni scandali. Nel 2013 fu al centro dell'attenzione generale a causa di operazioni dei servizi segreti nel suo Paese d'origine. Allora il comitato parlamentare per le investigazioni era giunto alla conclusione che i servizi segreti nazionali (SREL) avessero portato a termine "operazioni sospette". La ragione di questo furono i risultati di una serie di attacchi terroristici degli anni '80 su cui non erano state ancora condotte indagini. Il comitato parlamentare constatò che la responsabilità politica delle azioni incontrollate dei servizi segreti fosse di Juncker. Dopo questo scandalo Juncker indisse elezioni anticipate, diede le dimissioni e il suo posto fu preso da Xavier Bettel. Questi sono i fatti riportati dalla rivista lussemburghese Tageblatt.

    Una rara voce pro-russa nel "coro" dell'UE

    Negli ultimi tempi Juncker si è espresso, come del resto era capitato spesso anche in passato, a favore di una politica di amicizia nei confronti della Russia. Nonostante le attuali controversie con Mosca, Juncker ha più volte esortato a "mantenere un clima di dialogo". Secondo lui, l'UE deve mantenere viva la cooperazione con i vicini senza, però, "rinunciare ai propri principi e valori", come ha riportato a metà marzo il quotidiano Augsburger Allgemeine Zeitung.

    Juncker è, dunque, uno dei pochi politici comunitari ad allontanarsi dalle posizioni del "coro" europeo, i membri del quale incolpano la Russia dei "peccati" più vari. Dopo la vittoria di Vladimir Putin alle ultime elezioni in Russia Juncker ha inviato una lettera di congratulazioni nella quale si è espresso "a favore di relazioni positive tra l'Unione europea e la Federazione russa". A causa della lettera Juncker fu investito da una raffica di critiche provenienti dai suoi alleati. "Non è questo il momento per le congratulazioni" ha dichiarato indignato il presidente del gruppo dei liberali al Parlamento europeo Guy Verhofstadt. Tuttavia, Juncker continua a ritenere l'avvicinamento con la Russia un fattore importante vista la preoccupante situazione demografica ed economica e considerata la relativamente piccola area geografica occupata dall'UE.

    A Putin divertono gli scherzi di Juncker

    Tra l'altro, a proposito di area geografica "relativamente piccola", nel 2015 Juncker durante un evento a Bonn ha avuto una conversazione con Vladimir Putin e ha scherzato proprio sulle misure. "Sa perché il Lussemburgo non ha ancora attaccato la Russia?" ha chiesto al presidente russo. Putin ha fatto cenno di no con la testa. "Non abbiamo abbastanza posto per i prigionieri" avrebbe risposto Juncker, secondo quanto riportò il quotidiano Die Welt.

    I mass media hanno taciuto il monito di Juncker sul rischio di una "Terza guerra mondiale"

    Tuttavia con la presenza di Juncker si sono venuti a creare non solo momenti divertenti, ma anche situazioni davvero serie. Ad esempio il 7 gennaio 2013 l'allora primo ministro del Lussemburgo cominciò a parlare del possibile scoppio di una Terza guerra mondiale. "Il premier ammonisce, quasi profeticamente, che il 2013 sarà l'anno che precederà la guerra", riportò la radio lussemburghese RTL. "Proprio come nel 1913 quando tutti credevano nella pace, ma dopo è scoppiata la guerra". Juncker fece questo parallelismo spiacevole per molti politici con la Prima guerra mondiale scoppiata nel 1914 nonostante tutte le allora esistenti coalizioni internazionali tentassero di mantenere la pace.

    "Forse Juncker, ormai un habitué tra i primi ministri dell'UE, dispone di determinate informazioni confidenziali riguardo a ciò che ci aspetta?", questa la domanda che si pone criticamente un animato autore del blog Chodak. "Dopotutto Juncker appartiene alle élite europee. Forse l'"euroboss" sa qualcosa che noi non sappiamo? Che questo sia forse legato alla lunga crisi economica o al fatto che problemi simili finora hanno sempre portato allo scoppio di guerre?" Altri blog hanno criticato i mass media. "A parte Radio RTL, nessuno ha parlato dell'argomento", ha scritto un altro blogger. "Per il resto nei mass media federali tedeschi ha regnato il silenzio".

    Dal piccolo Lussemburgo alla Banca mondiale: la biografia di Juncker

    Jean-Claude Juncker nacque nel 1954 a Redange. In qualità di rappresentante del partito nazionale dei social-cristiani divenne nel 1989 ministro delle finanze del Lussemburgo. Nello stesso anno divenne governatore della Banca mondiale. Premier del Lussemburgo per diversi anni, egli ritiene il suo Paese uno degli "artefici" del Trattato di Maastricht. Juncher, inoltre, ha occupato in periodi diversi alcune posizioni in ambito comunitario: in particolare, è stato presidente del Consiglio europeo e dell'Eurogruppo.

    Dal 2014 Juncker è a capo della Commissione europea. Gli Stati membri dell'Unione gli conferiscono regolarmente vari premi, fra cui il Grand'ordine "al merito della Repubblica Federale di Germania", che ricevette già nel 1988.  Ha anche ricevuto il premio Carlo Magno come "europeo meritevole", conferitogli nel 2006. Nel 2015 Juncker ha ricevuto il premio internazionale Brueckerpreis conferito dalle città di Görlitz e Zgorzelec.

    Jean-Claude Juncker vive con la moglie Christiane "in una grande villa ad angolo a Capellen, a soli 20 km dalla città di Lussemburgo", riporta nell'edizione di novembre 2016 la rivista patinata lussemburghese LuxPrivat. "La coppia non ha figli. Vivono una vita tranquilla". Ma per raggiungere la completa felicità alla famiglia Juncker i figli non bastano.

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    Tags:
    Commissione Europea, Parlamento Europeo, Angela Merkel, Vladimir Putin, Jean-Claude Juncker, Russia, UE
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