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    DWN: Daesh è un pretesto delle superpotenze per appropriarsi degli idrocarburi siriani

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    E' in corso una guerra per le risorse energetiche con il pretesto di combattere lo Stato Islamico, scrive Deutsche Wirtschafts Nachrichten. Gli interessi strategici di USA e ed Europa nel conflitto siriano sono dettati dal voler contrastare i piani di Russia e alleati per espandere la loro influenza nella politica energetica.

    "Le compagnie di idrocarburi americane, inglesi, francesi, israeliane e russe potrebbero essere i principali beneficiari delle operazioni militari in Iraq e in Siria, che sono ufficialmente in corso per combattere lo Stato Islamico, scrive il Deutsche Wirtschafts Nachrichten. Non sono interessate al fatto che Damasco agisca come governo sovrano, in quanto l'unico fine è poter sfruttare i giacimenti di petrolio e di gas o di dividerli tra diverse corporazioni, e di sottrarli al monopolio di una superpotenza. In termini militari, c'è una situazione favorevole per la Russia, e quindi per i suoi alleati: Iran, Turchia e Cina. La guerra in Siria non si concluderà nel prossimo futuro, poiché riguarda "interessi economici e geopolitici molto importanti", osserva il quotidiano.

    Secondo il ricercatore capo del consorzio energetico francese VGG Veritas, Stephen Bowman, c'è interesse in Medio Oriente per i giacimenti presenti nel Levante, Cipro e Latakia. Nel 2010, si era appreso che la società britannica Shell intendeva lavorare a stretto contatto con il governo siriano per estrarre gas naturale. Tuttavia, nel 2011 i piani di Shell e di altri consorzi petroliferi sono stati inaspettatamente bloccati. Nel 2014 l'US Institute for Strategic Studies ha pubblicato un rapporto secondo il quale gli strateghi statunitensi e britannici vedono nelle risorse del gas del Mar Mediterraneo la possibilità di "rafforzare l'indipendenza dell'Europa dal gas russo". Il rapporto dice anche che "le operazioni militari sono potenzialmente necessarie per proteggere i giacimenti di gas siriani". "Il supporto diplomatico e militare degli Stati Uniti gioca un ruolo chiave nel complesso paesaggio geopolitico del Mediterraneo orientale. La sua importanza strategica aumenterà solo se il valore delle risorse naturali crescerà" si aggiunge nel rapporto dell'American Institute. Secondo gli esperti americani, il conflitto siriano ha messo fine ai piani congiunti di Assad e della Russia di utilizzare la Siria come punto di transito per le forniture di gas verso l'Europa.

    Gli interessi strategici degli Stati Uniti e del Regno Unito in Siria sono dovuti alla minaccia che l'Iran insieme alla Russia possa ricoprire un ruolo importante nella politica energetica e che possa espandere la sua influenza, dice il Deutsche Wirtschafts Nachrichten. "La guerra e le sanzioni hanno avuto un impatto negativo sulle attività del settore energetico siriano. Quando è scoppiata la guerra, la prospettiva della Siria di diventare un importante paese di transito per le risorse energetiche in Iraq, nel Mediterraneo e in Europa è notevolmente diminuita" ha detto l'US Geological Survey. Tuttavia, dopo che Mosca è intervenuta nel conflitto siriano, la Russia e la Siria hanno preso il controllo degli endpoint dei gasdotti. Inoltre, la flotta russa ha protetto le risorse offshore al largo delle coste della Siria. Inoltre nel 2016 il Ministro della giustizia turco Bekir Bozdag ha detto: "Vediamo chiaramente che in Iraq e in Siria è in corso una guerra per le risorse energetiche e che lo Stato Islamico viene utilizzato come uno strumento di lotta per dividersi il bottino". 

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    Tags:
    Petrolio, Gas, risorse, Petrolio, gas, Guerra, Shell, Siria
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