22:29 20 Luglio 2018
Combattente del Daesh a Mosul, Iraq

Come curare il “morbo dei jihadisti”? La risposta di un medico iraniano

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L’epidemia del misterioso “morbo dei jihadisti” scoppiata in Iraq e Siria dopo la comparsa dell’ISIS è stata riportata dall’Iran al territorio dell’ex-Stato islamico, sostengono i medici in un articolo pubblicato sulla rivista PLoS Neglected Tropical Diseases.

(potete leggere l'articolo qui)

Già nell'aprile 2015 i mass media cominciarono a parlare del misterioso "morbo dei jihadisti" che si stava diffondendo tra gli abitanti di quelle zone della Siria occupate dall'ISIS. Questa malattia secondo i testimoni fa letteralmente marcire viva la persona colpita a partire dal viso.

Con non poca difficoltà i medici riuscirono a raccogliere più di 30 esemplari di tessuti di persone colpite dal "morbo dei jihadisti", estrarre da questi i parassiti e comparare il loro DNA con i genomi di Leishmania di altre regioni. L'analisi dimostrò che l'epidemia di leishmaniosi era stata scatenata da Leishmania della specie Leishmania major, la cui fonte inaspettatamente si rivelò essere l'Iran, vicino orientale dell'Iraq e uno dei principali avversari dell'ISIS nella regione.

Nell'intervista rilasciata a Sputnik il medico chirurgo iraniano Nasser Dehghani che ha operato nell'epicentro dei focolai del morbo nel Paese ci ha spiegato nei dettagli come si manifesta questo misterioso morbo dei jihadisti.

Incontro del gruppo congiunto sul controllo cessate il fuoco in Siria che contiene rappresentanti della Russia, Iran e Turchia
© Sputnik . Ilyas Omarov
La leishmaniosi appartiene alle cosiddette malattie dimenticate (gruppo di patologie tropicali infettive e parassitarie che colpiscono prevalentemente gli strati più poveri e marginalizzati della popolazione nelle regioni più arretrate di Asia, Africa e America Latina — NdR Sputnik) e non a qualche nuovo tipo di malattia con cui l'umanità si confronta solo ora. La regione di diffusione di questa malattia è molto vasta: Cina, Siria, Arabia Saudita, Iraq, Iran, Palestina, India, Pakistan, Afghanistan, Caucaso, Russia meridionale, Europa meridionale, Paesi del Mediterraneo meridionale, Africa orientale (Sudan) e America del Sud. Questa malattia colpisce gli strati più poveri della popolazione del nostro pianeta ed è legata all'insufficienza alimentare, agli spostamenti della popolazione, a condizioni abitative inadeguate, a un sistema immunitario debole, nonché a fattori ambientali. I cambiamenti ambientali, il degradamento dei terreni, la deforestazione, l'urbanizzazione, l'assenza di raccolta differenziata dei rifiuti sono tutti fattori che contribuiscono a creare l'ambiente favorevole per la proliferazione di pappataci, vettori di Leishmania. Durante la guerra vi è una compresenza di tutti questi fattori che possono provocare un focolaio dell'epidemia: in particolare, la distruzione degli edifici, il grande flusso di profughi (migrazione), la mancanza di accesso all'acqua corrente, la mancanza di medicinali, ospedali e ambulatori distrutti.

La leishmaniosi può essere di tre tipi. La forma più grave e pericolosa è la leishmaniosi viscerale o, come è stata anche chiamata, "Kala-azar" (ovvero, febbre nera). Nel 95% dei casi se non curata porta alla morte. È una forma diffusa soprattutto nell'Africa orientale e in Brasile. L'OMS ha registrato dai 50000 ai 90000 casi di questo ceppo. Inoltre nel rapporto dell'OMS del 2015 si legge che il 90% dei casi di infezione è avvenuto in 6 Paesi: Brasile, India, Kenya, Somalia, Sudan ed Etiopia.

La seconda forma è la leishmaniosi cutanea (la più diffusa). Colpisce sia le città sia le campagne. Le principali regioni in cui si osservano focolai di questo ceppo sono l'America meridionale, l'America centrale, i Paesi orientali del Mediterraneo, l'Asia centrale. L'OMS ha registrato che i 2/3 dei casi di leishmaniosi cutanea si sono verificati in Afghanistan, Iran, Algeria, Brasile e Siria.

Il terzo tipo è la leishmaniosi mucocutanea. Colpisce la pelle e le mucose del naso e della gola. Il 90% dei casi di questa malattia è stato osservato in Etiopia, Brasile e Bolivia.

Quali sono i sintomi di questa malattia?

— I sintomi della leishmaniosi cutanea sono ulcere della pelle, difficoltà respiratorie, congestione nasale, forte raffreddore (che può persino portare a emorragie), disfagia (disturbo della deglutizione — NdR Sputnik), ulcere alle pareti della bocca, alle gengive, sulla lingua, sulle labbra.

I sintomi della leishmaniosi viscerale nei bambini si manifestano sotto forma di tosse, diarrea, febbre, vomito e negli adolescenti la febbre può durare dalle due settimane ai due mesi. Altri sintomi sono mal di pancia, febbre prolungata, brividi di freddo durante la notte, desquamazione e annerimento della pelle, fragilità dei capelli e perdita d peso.

Vettori della leishmaniosi sono i parassiti Leishmania che si diffondono tramite punture di pappataci infetti. Questi insetti si trovano perlopiù in Asia, Africa ed Europa e sono vettori della leishmaniosi cutanea. Mentre i pappataci, o flebotomi, della specie Lutzomyia vivono in America e Australia e sono vettori della leishmaniosi viscerale. Al mondo vi sono circa 90 specie di flebotomi. La leishmaniosi può colpire non solo le persone ma anche i cani e roditori in Iran.

Esiste un legame fra le azioni dei jihadisti e la diffusione dell'infezione?

— Chiaramente, no. Questa malattia non ha alcun legame diretto con la comparsa dell'ISIS. È legata piuttosto alla comparsa della guerra. La guerra distrugge l'ecosistema naturale, esaurisce le riserve alimentari, rovina l'economia, distrugge le case. È del tutto normale che in tali condizioni questa malattia epidemica si diffonda.

Inoltre, la leishmaniosi è una malattia epidemica proprio in Paesi come l'Iraq e la Siria. È stata infatti osservata in questi luoghi sin da tempi antichi, in particolare la leishmaniosi cutanea. Questa forma di malattia non è mortale e se ne va da sola. Il malato torna in salute dopo un periodo che va dai 6 ai 12 mesi. Come ho già accennato, la leishmaniosi cutanea può essere di due tipi: urbana o rurale. Nel primo sottotipo vi sono più ulcere della pelle, solitamente umide. Il processo di guarigione dura di più (fino a un anno). Il sottotipo urbano di leishmaniosi cutanea è più semplice. Spesso ad essere colpite sono le zone scoperte del corpo, ovvero là dove i flebotomi possono colpire. Durante la guarigione l'organismo diventa immune. Sfortunatamente, però, sulla pelle rimangono le cicatrici delle ulcere. La leishmaniosi cutanea non è mortale a differenza di quella viscerale.

Esistono medicinali in grado di curare questa malattia?

— Per prevenire la malattia si raccomanda di osservare le norme igienico-sanitarie. E in quei luoghi in cui si accumulano i flebotomi, si raccomanda l'uso di reti, filtri e altri strumenti per combattere gli insetti (spray, pomate). Inoltre è necessario curare anche gli altri vettori della malattia: i cani e i roditori. Fra i metodi per combattere questa malattia vi sono la vaccinazione e il congelamento delle regioni cutanee dove sono comparse le ulcere. Si raccomanda infine l'uso di medicinali a base di antimonio (antimonio pentavalente), glucantime (antimoniato di meglumina) e pentostam (stibiogluconato di sodio), nonché di amfotericina B, chetoconazolo e paromomicina.

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Tags:
Guerra, terrorismo, jihadisti, Epidemia, malattia, leishmaniosi, ISIS, Daesh, Siria, Iraq, Iran
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