08:29 19 Ottobre 2018
Il lago di Urmia

Tempeste di sale minacciano la salute di 14 milioni di iraniani

CC BY 4.0 / خبرگزاری تسنیم / Urmia Lake
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Le regioni iraniane di Urmia e nella città di sono state colpite da tempeste di sale. La velocità del vento ha raggiunto gli 80 chilometri all'ora. A seguito del disastro, almeno una persona è rimasta uccisa, decine di persone sono rimaste ferite.

Il Dipartimento di Protezione Ambientale delle provincia dell'Azerbaigian occidentale ha comunicato che durante la tempesta da uno zoo nel nord dell'Iran, vicino alla città di Urmia, sono scappati degli animali: 2 pecore caucasiche, 4 lupi, un avvoltoio, e un gatto selvatico. I predatori pericolosi, leoni e orsi, sono rimasti nello zoo.

​Il fenomeno della tempesta di sale ha gettato gli iraniani nella paura. Alcuni iraniani hanno chiamato queste tempeste di sale la "vendetta lago di Urmia," dal quale nessuno si salverà. Gli ambientalisti iraniani sono sconcertati dalla situazione e sono allarmati per una possibile crisi ecologica. Secondo loro, c'è il pericolo che le tempeste di sale possano spostarsi dalla parte occidentale del paese a nord fino alla capitale. Un problema ambientale così acuto minaccia la salute e la vita di 14 milioni di iraniani.

La situazione è stata commentata in un'intervista con Sputnik da uno degli ambientalisti più importanti del paese, il direttore generale del Dipartimento delle organizzazioni pubbliche ambientali dell'Iran, il Dottor Mohammad Dervish:

"Questi uragani salati non sono una sorpresa. Avevamo previsto che tale fenomeno si sarebbe verificato. Negli ultimi 2 decenni gli ambientalisti lanciano l'allarme che se l'agricoltura continuerà ad utilizzare il sistema di irrigazione del lago di Urmia, allora ci troveremo di fronte a grandi crisi ambientali, tra cui tempeste di sale. Tutti questi avvertimenti e previsioni non sono stati presi sul serio. Di conseguenza, la tempesta di sale si è verificata. E la situazione ecologica si sta deteriorando ogni giorno.

Il problema del prosciugamento del Lago di Urmia è dovuto a politiche di irrigazione irrazionali e un aumento significativo delle aree agricole e di terreni per il bestiame. Negli ultimi due decenni le aree agricole sono aumentate di 5,6 volte: in passato c'erano 120mila ettari messi a coltura mentre oggi ce ne sono 680mila. Di questi 560mila ettari sono seminati e hanno drenato il bacino idrografico del lago di almeno 3,6 miliardi di metri cubi.

Inoltre sono stati scavati illegalmente molti pozzi. Sono state costruite 72 dighe sui fiumi le cui acque fluiscono nel bacino di Lago di Urmia. In realtà, abbiamo violato il modello idrologico di questa regione. Il calore specifico del bacino è diminuito significativamente. Ciò ha portato ad un aumento della differenza di temperatura di notte e di giorno.

Gli stessi errori sono stati commessi mezzo secolo fa nell'URSS. Con l'obiettivo di sviluppare la coltivazione del cotone, è stata seminata un'area di 40.000 ettari, che ha causato la crisi e il prosciugamento del Mar d'Aral. Successivamente, questa crisi si è trasformata in una grave catastrofe ambientale, che ancora oggi non si è in grado di gestire.

Con mio grande dispiacere, il nostro governo non ha imparato la lezione dall'errore commesso dall'URSS con il Mar d'Aral. E oggi abbiamo raggiunto una situazione di crisi.

In URSS, il prosciugamento del Mar d'Aral ha portato a gravi conseguenze ambientali: il fondale dell'ex Mar d'Aral è disseminato di pesticidi e altri prodotti chimici agricoli nonché di sale. E le tempeste di polvere trasportano questo sale e pesticidi nell'aria, distruggendo e rallentando la crescita della vegetazione e delle colture naturali.

​C'è il rischio che l'Iran si possa ritrovare nella stessa fase della crisi ecologica dell'Aral. Tuttavia, l'ecologista iraniano Mohammad Dervish è convinto che non tutto è perduto e che la situazione può essere migliorata. Ecco cosa ha detto riguardo alle opzioni per prevenire una pericolosa crisi ambientale:

È necessario capire che la crisi del lago di Urmia è stata provocata da anni e anni di politiche di irrigazione irresponsabili. Quindi è sciocco aspettarsi che ora questo problema possa essere risolto dagli abitanti. Le autorità dovrebbero fornire ai residenti della regione dei metodi alternativi di sostentamento (invece che l'allevamento di bestiame e l'agricoltura), e poi ridurre gradualmente il terreno agricolo della regione alla superficie di 26 anni fa. Finché tali misure non saranno prese, non possiamo sperare nella salvezza del Lago di Urmia.

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