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    Il presidente del Perù Pedro Pablo Kuczynski

    Incertezza al Summit delle Americhe dopo le dimissioni del Presidente del Perù

    © REUTERS / Mariana Bazo
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    Le inaspettate dimissioni del presidente Pedro Pablo Kuczynski hanno scioccato la scena politica latinoamericana.

    Secondo l'analista internazionale Pedro Brieger, in una intervista con Sputnik, le dimissioni di Kuczynski sono state una sorpresa poiché già a dicembre era riuscito ad evitare il sollevamento dall'incarico dopo le accuse sul suo presunto legame con la multinazionale brasiliana Odebrecht da cui avrebbe ricevuto denaro.

    Il tentativo di allontanarlo dall'incarico è stato ostacolato da una scissione in Fuerza Popular, il blocco dell'opposizione dei fratelli Keiko e Kenji Fujimori, ha ricordato l'esperto. Da quel momento in poi, il presidente del Perù è "entrato in un periodo di forti contraddizioni che hanno minato la sua credibilità di fronte all'opinione pubblica".

    Ciò è stato aggravato dall'apparizione di alcuni video in cui "presumibilmente viene mostrato che il governo avrebbe comprato dei voti in cambio di opere pubbliche in alcune regioni", anche se "non ci sono ancora prove" per affermare la veridicità di questi documenti, ha detto il analista.

    "Domani il 22 marzo il Congresso avrebbe dovuto di nuovo valutare una nuova richiesta per la sua sospensione. Si può supporre che i video fossero così scioccanti che il presidente stesso abbia deciso di presentare le proprie dimissioni da solo prima di sottoporsi all'umiliazione pubblica al Congresso" ha analizzato Brieger.

    L'esperto ha sottolineato che questa bufera politica si è verificata una settimana prima del prossimo Summit delle Americhe, vertice ad alto livello, in programma a Lima il 13 e 14 aprile. Uno dei temi discussi sarebbe stato l'esclusione del Venezuela dopo che Kuczynski ha ritirato l'invito al presidente Nicolás Maduro. Ora, l'"incertezza" che circonda l'esecutivo peruviano si estende anche all'evento.

    Riguardo a chi potrebbe succedere al presidente, Brieger ha ritenuto che "è ancora troppo affrettato" affermare se sarà il primo vicepresidente, Martín Vizcarra, o se verranno indette delle nuove elezioni.

    "E 'stata messa in discussione profondamente la credibilità di un presidente molto stimato nelle organizzazioni internazionali, presentati, ed è stato una figura chiave per l'attuazione di politiche neo.liberiste in America Latina. Quello che stiamo vedendo è che alcuni presidenti alleati alle politiche neoliberiste stanno avendo problemi politici e giudiziari" ha detto Brieger.

    Queste dimissioni "indeboliscono indubbiamente la corrente neo-liberista conservatrice della regione, che si pensava fosse pienamente consolidata".

    L'esperto ha ricordato i presunti scandali di corruzione che hanno coinvolto il presidente del Brasile Michel Temer, nonché membri del governo di Mauricio Macrì in Argentina.

    "Nel caso dell'Argentina, la copertura mediatica che ha promosso la nomina di Mauricio Macri è molto importante, ma non consente di valutare le dichiarazioni contro i ministri e le persone influenti nel governo coinvolto nel finanziamento dall'estero" ha detto Brieger.

    Secondo lui, questo "mina la fiducia nel presidente Macrì", ma non è ancora possibile stabilire quali saranno le conseguenze.

    Questa è la definizione che Sergio Rodríguez Gelfenstein ha dato al presidente Kuchinski in una intervista con Sputnik Mundo. L'esperto ha ricordato che, al fine di rimanere al potere, il presidente ha dovuto negoziare con i sostenitori di Fujimori graziando l'ex dittatore Alberto Fujimori.

    "Il suo intero governo era estremamente debole. Va tenuto presente che aveva una minoranza al Congresso ", ha detto.

    Per quanto riguarda il legame di Kuchinski con Odebrecht, Sergio Rodriguez Gelfenstein ha osservato che "era già noto prima di che diventasse un candidato".

    Gelfenstein ha sottolineato che gli ultimi cinque presidenti del Perù (Alberto Fujimori, Alejandro Toledo e Alan Garcia e Ollanta Humala Pedro Pablo Kuczynski) sono stati "o imprigionati, perseguitati, o sono finiti in tribunale."

    "Stiamo parlando di un vuoto di potere quasi assoluto. Anche Keiko Fujimori non può vantarsi di aver licenziato fatto dimettere il presidente, perché lei stessa è coinvolta nello stesso caso di Odebrecht" ha detto.

    Le condizioni hanno creato un "vuoto di potere". Il Fronte Largo di sinistra "potrebbe essere in grado di approfittarne" dal momento che il suo candidato, Veronica Mendoza, "stava per andare al secondo turno nelle ultime elezioni e non è coinvolta in nessuno scandalo di corruzione".

    Kuczynski si è dimesso nel pomeriggio del 21 marzo e si è rivolto al pubblico attraverso un discorso registrato. Nel giro di poche ore ha dovuto affrontare una seconda richiesta di dimissioni nel suo mandato, e i video che lo collegano agli atti di corruzione sono stati pubblicati.

    "Sono registrazioni modificate e tendenziose danno l'impressione che il governo offra lavoro in cambio di voti al Congresso".

    Secondo Kuczynski, queste registrazioni "tendenziose" hanno dato l'idea che il governo abbia offerto lavoro in cambio di voti, tutto questo ha portato ad una grave distorsione del processo politico nel paese.

    Tuttavia, Kuczynski ha detto che le sue dimissioni saranno un bene per il paese, e ha aggiunto che non vuole essere un ostacolo per l'armonia e l'unità della nazione, cosa del quale il paese ha disperatamente bisogno.

    Ha promesso che, dopo le sue dimissioni, il processo di trasferimento del potere sarà di natura costituzionale e ha dichiarato che respingerà categoricamente le accuse mosse contro di lui.

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