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    Ex Ministro degli esteri inglese William Hague

    Ex Ministro esteri Regno Unito: NATO ha bisogno di nuova dottrina per contenere la Russia

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    La NATO ha bisogno di una nuova dottrina militare per opporsi agli attacchi occulti della Russia, scrive l'ex Ministro degli esteri inglese William Hague sul Daily Telegraph. "Una tale modernizzazione dell'Alleanza del Nord Atlantico avrebbe un effetto deterrente molto più forte contro "l'altezzoso Cremlino" che l'espulsione dei diplomatici.

    L'alleanza Atlantica dovrebbe opporsi agli attacchi occulti di Putin con una nuova dottrina della guerra, scrive nel suo articolo per il Daily Telegraph, l'ex Ministro degli esteri britannico William Hague.

    Secondo lui, il cyberspazio è la zona grigia ideale per Mosca, dove può effettuare "attacchi dall'ombra" e non dover riconoscere la propria responsabilità di essi.

    Un massiccio attacco informatico sull'Estonia nel 2007, ad esempio, ha paralizzato banche, ministeri, compagnie televisive e radiofoniche, il tutto senza dichiarare guerra. Le operazioni russe in Ucraina comprendevano il coordinamento del lavoro dei social network e dei gruppi armati come un nuovo modo di invadere il paese senza affermare nulla a riguardo, afferma l'articolo.

    Alcuni altri paesi, a quanto pare, non vogliono ancora ammettere apertamente che gli hacker russi facciano lo stesso con loro, scrive Hague.

    La NATO ha già riconosciuto che le condizioni odierne richiedono un nuovo modo di pensare. E l'alleanza è pronta a discutere i metodi per condurre una guerra ibrida durante il summit in programma a luglio. L'alleanza militare è già abbastanza indietro in questo tema. Bisogna prima di tutto riconoscere inizialmente le dimensioni del problema, in modo che le società democratiche possano capire in che modo devono agire.

    L'alleanza dovrebbe incaricare i suoi esperti di elaborare una nuova dottrina per condurre una guerra ibrida e "rafforzare" il Trattato Nord Atlantico del 1949, adeguandolo a questa dottrina. Pertanto, il famoso articolo 5 della Carta della NATO obbliga tutti i partecipanti al blocco ad aiutarsi reciprocamente a difendersi in caso di un attacco armato. Ma cosa succede se l'attacco è condotto attraverso violazioni dei sistemi di gestione dei servizi vitali come i blackout di comunicazione, milioni di messaggi nei social network per screditare le forze armate del paese, o persone senza uniforme che fanno irruzione attraverso i confini?

    Da tutto ciò è chiaro che la NATO ha bisogno di un concetto completamente nuovo di attacco e difesa, nonché di un nuovo protocollo o un nuovo articolo del trattato, ad esempio l'Articolo 5b, per sostenere questo concetto. La nuova dottrina chiarirebbe che l'uso di attacchi ibridi e non dichiarati provocherà una risposta collettiva da parte dell'alleanza.

    Pertanto, i 29 paesi membri del blocco farebbero chiaramente capire che si sosterranno a vicenda quando si tratterà della difesa nel cyberspazio, nei media e in altri ambiti. Inoltre, se necessario, tutti insieme potranno attuare misure di ritorsione, compresi gli attacchi informatici contro la Russia.

    "Lo scopo di tutto questo, come è il caso della dottrina della NATO durante la guerra fredda, non è quello di iniziare un conflitto, ma di contenerlo, mettendo in chiaro che il nuovo stile segreto di combattimento apparso grazie alla tecnologia moderna, non può essere utilizzato senza conseguenze" afferma l'ex Ministro degli esteri britannico.

    La modernizzazione della NATO, a suo parere, avrebbe un effetto molto più potente come deterrente contro "l'altezzoso" Cremlino rispetto all'espulsione di diplomatici, non importa quanto infallibili e pianificate siano queste misure.

    "E vorrebbe dire che l'alleanza occidentale, che è così abituata a scegliere tra bianco e nero, tra guerra e pace, finalmente potrà adattarsi al nuovo mondo, al quale il presidente Putin si riferisce con tale apprezzamento e che si poteva osservare durante la sua vittoria alle elezioni, un mondo permanente grigio, ha scritto "l'ex Ministro degli Esteri britannico William Hague nel suo articolo per il Daily Telegraph.

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    guerra, hacker, guerra ibrida, hacker, Guerra, Attacchi hacker, Hacker, Cremlino, NATO, William Hague, Gran Bretagna, Russia
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