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    Biologo svela perché il patrimonio genetico umano sta peggiorando

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    In una intervista con Sputnik Aleksandr Markov, dottore in scienze biologiche, direttore della cattedra di biologia evolutiva della facoltà di biologia della Moscow State University e specialista nella teoria dell’evoluzione.

    Sul peggioramento del pool genico umano:

    "Ci son due cause, due meccanismi principali che si stanno evolvendo, i quali lavorano contro di noi, ovvero che peggiorano effettivamente il nostro pool genico; è così almeno nei paesi sviluppati, lì dove c'è un livello di vita più o meno alto, ma in generale interessa tutte le nazioni".

    "La prima causa è l'indebolimento della selezione naturale contro le mutazioni dannose, sarebbe a dire quelle che sono sempre state pericolose, come quelle che riguardano la salute, il sistema immunitario, che creano problemi il funzionamento del nostro cervello e altre parti del corpo umano.

    In passato le persone malate con un debole sistema immunitario morivano, specialmente durante l'infanzia, la mortalità infantile fino a poche decine di anni fa era molto alta. Dunque in questa maniera avveniva una sorta di "test" delle mutazioni sfavorevoli. A iniziare dalla fine del XIX secolo e dalla prima metà del XX si è verificata una vera e propria rivoluzione nell'ambito dell'assistenza sociale, nello sviluppo della medicina, nella soluzione del problema della fame, sussidi d'invalidità, programmi di riabilitazione, antibiotici e così via. Di conseguenza la mortalità infantile è velocemente diminuita nei paesi sviluppati fino a livelli pari allo zero. Praticamente sopravvivono tutti e la selezione naturale quasi non agisce più. È chiaro che ancora fa il suo lavoro nello stadio embrionale, ma probabilmente non è abbastanza, questo perché molte mutazioni dannose si manifestano più tardi".

    "Il ritmo della mutagenesi nell'uomo negli ultimi anni è stato stabilito con un alta precisione: ora questo viene fatto confrontando i genomi completi di genitori e figli. E così si può calcolare con precisione il numero di nuove mutazioni nel bambino che non erano presenti nei genitori. Quindi, il tasso di mutagenesi per generazione, è di un genoma per generazione. Ora è noto che il neonato ha una media di circa 70 nuove mutazioni che i genitori non hanno avuto. È molto. Non sappiamo quante di esse siano dannose, ma secondo stime approssimative, dato che 9/10 del nostro genoma non è molto importante per la sopravvivenza del genoma stesso, 9/10 di questo vengono trasferiti nella generazione successiva. Ma comunque rimane una decima parte che insieme a queste mutazioni finisce nelle aree significative del genoma. Di queste una parte finiranno in una zona neutrale, ma un'altra parte porterà con sé mutazioni dannose.

    Sono dannose perché rovinano determinati apparati del corpo umano, ad esempio, come ad esempio l'apparato muscolare, scheletrico, oppure creano problemi in organi come nei reni e più probabilmente nel cervello, perché guardando al funzionamento del cervello si può giudicare la qualità del genoma stesso, dal momento che gran parte dei geni che sono nel nostro genoma sono coinvolti nello sviluppo del cervello. Centinaia, anche migliaia di geni dovrebbero essere ben coordinati, ben funzionanti, in modo da avere un cervello normalmente funzionante. È chiaro dunque che mutazioni del genere influiranno sulle abilità cognitive. Cioè, una mutagenesi colossale non compensata da una selezione naturale appropriata. E questo significa un accumulo irreversibile di mutazioni dannose di generazione in generazione. Il nostro pool genetico si degraderà molto rapidamente. In poche parole la selezione naturale è meno rigida".

    "L'indebolimento della selezione naturale è una delle cause come abbiano detto. Per quanto questo sia pericoloso la questione è discutibile. Forse questa forsennata crescita di popolazione non è in fondo così dannosa, perché se da un lato sopravvivono genotipi dannosi, dall'altro comunque ne sopravvivono di sani. Quindi in generale la popolazione continua a crescere indipendentemente dalla qualità dei geni, non ci perdiamo nulla. Il problema emerge quando la popolazione si stabilizzerà: se sopravviveranno genotipi a prescindere dalla loro qualità la degenerazione sarà molto più veloce rispetto alla veloce crescita della popolazione".

    "La seconda causa, e non è ipotetica, è che il patrimonio genetico umano è già danneggiato. Recentemente nel 2016-2017 sono stati pubblicati i risultati di grandi indagini condotto in America e Islanda. In America su un campione di 20 000 persone mentre in Islanda su 100 000. Queste ricerche hanno dimostrato che la situazione è grave: non solo le mutazioni genetiche dannose si stanno accumulando ma ancora peggio esse vengono supportate dalla selezione naturale. In altre parole nelle condizioni sociali del mondo moderno la selezione naturale permette alle persone di riprodurre e diffondere più facilmente questi caratteri genetici negativi, come ad esempio geni che riducono l'intelligenza. Si diffondono perché a quanto pare nella società moderna (parliamo già di 100 — 150 anni fà) si osserva tale tendenza: le persone stupide e ignoranti si riproducono meglio.

    In generale si ritiene che l'istruzione e l'intelletto non dipendano da caratteri ereditari ma da cause dipendenti dall'ambiente circostante, dalla cultura e lo stato sociale. Tuttavia i genetisti hanno dimostrato che tali segni come il livello di istruzione, tutte le prestazioni cognitive, cioè tutti gli eventuali indicatori di intelligenza usati per questo test indicano che i geni contribuiscono in modo significativo, hanno un'alta ereditarietà. Il livello di istruzione in una persona dipende dal 40-50% dei suoi geni e dal 50-60% dell'ambiente e dalla casualità. Forse più si organizza una società ideale, con meno disuguaglianza sociale, più i geni contribuiranno a questo. L'educazione e l'intelligenza hanno un'alta ereditarietà, e su di loro avviene una selezione negativa. È tutto provato, ci sono numeri e i grafici. Le persone geneticamente predisposte a crescere in modo intelligente e colto hanno meno figli: solo in un secondo momento iniziano a dare alla luce bambini. Non molto più tardi, di un anno o due in media. Ma questo è sufficiente per creare una significativa pressione sulla selezione naturale contro i geni dell'istruzione, dell'intelligenza…"

    "Quindi dal punto di vista genetico-evolutivo, l'umanità non è in ottime condizioni adesso."

    Sulle differenze di genetiche tra russi e francesi:

    "I russi sono caratterizzati da una grande miscuglio di geni. Sarebbe a dire i geni dei ciukci e, per esempio, quelli degli abitanti della Carelia si trovano ai poli opposti dell'umanità al di fuori dell'Africa. […] La popolazione russa dalla Russia centrale e la popolazione francese sono leggermente diverse. Cioè, ci sono alcune differenze nella frequenza di occorrenza di alcuni polimorfismi neutri. Se prendi i genomi di centinaia di russi e completi i genomi di centinaia di francesi e li elabori con programmi speciali, imbrogliando tutti i polimorfismi, possono essere comunque divisi in due gruppi. Cioè si potrà chiaramente distinguerli in due parti. Sebbene la stragrande maggioranza di queste differenze sia neutrale, non influendo in nessuna maniera su alcuni caratteri, è possibile determinare la parentela. Ma in generale è una popolazione europea. Cioè, le differenze tra russi e francesi sono decisamente minori rispetto, ad esempio, a quelle che ci sono tra i russi e gli africani o tra i russi dagli jakuti. Ma le differenze tra ucraini e bielorussi non si possono distinguere con nessun programma".

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    Ricerca, genetica, ricerca scientifica, ricerca, Ricerca scientifica, Mondo, Russia
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