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    Polizia sta di fronte alla casa dell'ex 007 russo Sergei Skripal

    Caso Skripal, creatore del veleno spiega estraneità di Mosca nella questione

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    Avvelenamento Skripal (118)
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    Leonid Rink, creatore del nervino A-234, la sostanza usata per avvelenare l’ex spia russa Sergei Skripal, ha commentato il caso per Sputnik.

    Rink ha osservato, in particolare, che il fatto che Skripal sia vivo dimostra che la Russia non è coinvolta nel suo avvelenamento, perché anche un sabotatore russo semianalfabeta non utilizzerebbe un veleno russo con un nome russo.

    Secondariamente, per Rink, Mosca non avrebbe avuto motivo per avvelenare il sue ex agente segreto.

    "In primo luogo, Skripal ha lavorato per entrambe le parti, cioè ha dato i suoi contatti britannici ai russi e quelli sovietici agli inglesi. Quindi Mosca non avrebbe avuto nessun interesse. E poi per la Russia il momento non era assolutamente redditizio, essendo successo il fatto alla vigilia delle elezioni e poco prima dei Mondiali di calcio", ha spiegato Rink.

    Egli si è detto inoltre convinto che dietro l'avvelenamento della ex spia russa ci sono i servizi segreti britannici.

    "Solo loro potevano gestire le cose di Skripal o di sua figlia. O alcune cose nel cimitero. Naturalmente, avrebbero dovuto sapere che in quei giorni Skripal sarebbe andato al cimitero. Lo avrebbero potuto fare facilmente gli stessi inglesi", ha concluso Rink.

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    avvelenamento, spia, commento, Sergei Skripal, Regno Unito, Russia
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