14:55 11 Dicembre 2018
Cina USA

La Cina opporrà fiera resistenza in caso di guerra commerciale con USA

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Una guerra commerciale tra USA e Cina potrebbe portare a conseguenza catastrofiche. Lo ha comunicato il Ministro del commercio cinese Zhong Shan. A detta sua la Cina non sarà aggressiva in questa guerra commerciale ma continuerà a cercare un dialogo con Washington. Se la guerra sarà inevitabile la Cina è pronta a opporre una fiera resistenza.

La dichiarazione del Ministro degli esteri cinese è seguita all'annuncio di Donald Trump di voler introdurre dazi del 25% sull'import di acciaio e del 10% sull'import di alluminio. Tali dazi saranno imposti a tutti i paesi a eccezione di Messico, Canada e ai paesi NAFTA. Trump aveva già annunciato durante la campagna elettorale di ritenere questo accordo non conveniente per gli Stati Uniti, e che avrebbe proceduto ad una sua revisione. Non è escluso che le misure limitative riguarderanno anche i vicini prossimi degli USA.

Trump difende la sua posizione sostenendo di voler difendere così i produttori americani e creare nuovi posti di lavoro. Tuttavia tali misure potrebbero avere un effetto esattamente opposto. I dazi sulle importazioni di alluminio e acciaio potrebbero costare all'economia USA circa 9 miliardi di dollari all'anno, risulta dai calcoli della Tax Foundation. Secondo le stime, il valore totale dell'import negli Stati Uniti nel 2017 è di $29 miliardi. Se al volume dovesse essere applicato un dazio del 25%, l'imposta totale su tali prodotti sarebbe pari a 7,3 miliardi di dollari. Per l'alluminio, la tassa totale sarebbe di $ 1,7 miliardi. Quindi, il carico fiscale di $9 miliardi finirebbe sul consumatore di questi prodotti, osserva la Tax Foundation.

Trump nel suo discorso sull'introduzione delle tariffe di importazione guarda alla Cina come un paese che usa pratiche disoneste nel commercio internazionale. Allo stesso tempo, la Cina potrebbe soffrire meno dell'introduzione delle tariffe. Dopotutto, gli Stati Uniti rappresentano meno del 10% delle esportazioni cinesi di acciaio. Tuttavia, questa situazione crea un precedente estremamente pericoloso, e tutti i paesi che partecipano al commercio internazionale potrebbero soffrirne, dice il professor Huang Weiping dell'Istituto di economia dell'Università popolare cinese.

"Il problema non sta tanto nel rischio di perdite finanziarie in quanto, se dovesse iniziare una guerra commerciale tra Cina e USA, sono entrambe economie enormi, e per quanto riguarda il commercio bilaterale il proficit sul bilancio dei pagamenti è sempre stabile sul lato cinese. Ma questa situazione crea un pericoloso precedente nel momento in cui il commercio tra i due paesi non sarà guidato dal principio del libero scambio, ma dal principio delle sanzioni reciproche. Quindi qualsiasi paese potrà inserire arbitrariamente eventuali sanzioni. E poi l'intero ordine del commercio mondiale sarà distrutto:  il peggio che possa accadere. Per quanto riguarda le relazioni della Cina con gli Stati Uniti, la Cina non vuole violare le regole del gioco, mentre gli Stati Uniti, al contrario, si stanno impegnando in questo.

Il ministro del commercio della Repubblica popolare cinese Zhong Shan non ha specificato quali misure di rappresaglia potrebbe prendere la Cina. Tuttavia, altri paesi hanno avuto una reazione più specifica. L'Unione Europea intende difendersi contro la decisione di Trump introducendo un dazio del 25% su motocicli, imbarcazioni, jeans, cosmetici, magliette, bourbon, succo d'arancia, mais, nonché fare una causa legale presso il WTO. Pare che il Giappone agirà nella stessa maniera ha dichiarato il Ministro dell'economia Hiroshige Seko.

Donald Trump non si da pace per l'enorme deficit della bilancia dei pagamenti con la Cina. A gennaio ha raggiunto il suo picco dal 2008: 56,6 miliardi di dollari. Il Ministro del commercio della Repubblica popolare cinese Zhong Shan ha proposto una soluzione a questo problema. A suo avviso, se gli Stati Uniti abolissero le restrizioni all'esportazione di prodotti high-tech in Cina, il deficit della bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti verrebbe ridotto del 35%.

Tuttavia, recentemente non solo negli Stati Uniti, ma anche in altri paesi, cresce la paura dell'ascesa tecnologica della Cina e, di conseguenza, cercano di non permettere il trasferimento di tecnologie avanzate in Cina. Le autorità statunitensi bloccano le grandi operazioni sulla fusione di società statunitensi con partner cinesi con il pretesto della sicurezza nazionale. Ad esempio, ad ottobre 2017, le autorità statunitensi hanno bloccato la vendita del produttore statunitense di microcircuiti US Lattice Semiconductor per $1,3 miliardi alla società cinese Canyon Bridge Capital Partners.

Per l'amministrazione Trump la soluzione più accettabile al problema del deficit della bilancia dei pagamenti sarebbe l'aumento delle esportazioni verso la Cina di prodotti finiti: automobili e aerei, così come di materie prima: gas naturale e prodotti agricoli. Tuttavia, in condizioni di guerra commerciale, le sanzioni di risposta della Cina potrebbero essere delle restrizioni alle importazioni. La retorica militare prima o poi si fermerà, e quindi le parti saranno in grado di riprendere i negoziati per risolvere le contraddizioni commerciali.

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Economia, Economia di mercato, relazioni economiche, dazi, Economia, guerra commerciale, Guerra economica, il ministero degli Esteri, NAFTA, Zhong Shan, Donald Trump, USA, Cina
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