00:52 17 Dicembre 2018
Una vista di Belgrado, Serbia

Nuove condizioni USA per la Serbia: o il Kosovo o investimenti dall’UE

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Gli USA intendono questa settimana proporre al presidente serbo, Aleksandr Vukic un nuovo piano per il Kosovo. Lo comunica la testata serba Vechernye Novosti.

Nella capitale della Serbia presto si recherà il nuovo aiutante del Segretario di stato USA per l'Europa e l'Eurasia, Wess Mitchell. Secondo le fonti di Vechernye Novosti il politico americano proporrà al presidente della Serbia quanto segue: la cosiddetta "associazione delle comunità serbe" in Kosovo (una sorta di autonomia dei comuni serbi) è quella di ricevere più ampi poteri e competenze esecutive in settori quali la salute, l'istruzione e la cultura. Allo stesso tempo, il vicepresidente del governo del Kosovo, tra i rappresentanti del popolo serbo, controllerà l'associazione. In cambio ci si aspetta da Belgrado che non impedirà a Pristina di entrare a far parte di organizzazioni internazionali.

Se la Serbia accetterà allora riceverà una reale prospettiva di entrare nell'UE, e di ottenere finanziamento economico e diplomatico dagli USA. Se rifiuterà allora il processo di euro-integrazione potrebbe fermarsi, inoltre il paese potrebbe restare senza il flusso di investimenti europei che porterebbe a danni enormi all'economia serba.

Facciamo notare che lo stesso Mitchell, che ha visitato Pristina lunedì, ha definito le notizie sul piano americano speculazioni e "giornalismo creativo".

In una intervista con Sputnik l'analista serbo Dragomir Andjelkovic ha detto che se il piano effettivamente avrà luogo, significa dunque che  stanno cercando di provocare la capitolazione serba.

"Se torniamo a quello che Martti Ahtisaari (diplomatico finlandese) ha proposto più di dieci anni fa, possiamo vedere come un'autonomia del Kosovo all'interno della Serbia viene sostituita da un accordo sull'indipendenza del Kosovo. Questo piano prevedeva un'autonomia ancora maggiore di quella attualmente proposta, ma ora nessuno insiste sul riconoscimento diretto dell'indipendenza del Kosovo, ma si tratta di lasciare entrare il Kosovo nell'ONU. Abbiamo a che fare con un piano Ahtisaari modificato, in base al quale riceviamo meno, ma diamo di meno. Comunque sia, questo è ciò che abbiamo rifiutato 12-13 anni fa" ha detto l'esperto.

Secondo Andjelkovic, sarebbe strano se la Serbia accettasse questo piano, dato che lo ha respinto quando il condizionamento dell'Occidente era molto più forte di adesso. "Stiamo parlando di una Serbia che rinuncia a tutto ciò che le è stato chiesto prima, per di più in cambio di un bonus fittizio sotto forma di adesione all'UE" dice Andjelkovic.

"Credo che Vucic avrebbe respinto tale piano, ha ripetutamente detto che per noi l'unico compromesso accettabile, ma non è un compromesso, ma una resa semplicemente più edulcorata. Sono convinto che la Russia ci sosterrà. Se questo progetto verrà davvero presentato, dobbiamo chiedere un sostegno più attivo di Pechino e Mosca, e allo stesso tempo portare all'attenzione degli stati europei che, se tutto questo è una condizione per il proseguimento dell'integrazione europea, non abbiamo alcun motivo di andare in questa direzione" ha detto Andjelkovic.

"Questo piano è molto simile a quello che ci fu offerto dal Consiglio Atlantico, che è strettamente correlato a Wess Mitchell. Si pone la questione se si tratti di un progetto di "stato profondo" e se la Casa Bianca supporti questo piano. Non credo che lo supporti, e non penso che la Casa Bianca sia pronta ad aprire un secondo fronte. L'approvazione di questo piano significherebbe la creazione di un altro fronte contro i russi, dal momento che sono convinto che la Russia ci sosterrà" conclude.

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Accordo, Indipendenza, accordi, Indipendenza, guerra in kosovo, accordo, UE, NATO, Alexander Vucic, Serbia
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