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    L’APCE chiede moratoria su pena di morte in Bielorussia

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    L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE) ha condannato l’ennesima esecuzione in Bielorussia, di cui gli attivisti per i diritti umani sono venuti a conoscenza questa settimana.

    I difensori dei diritti umani in Bielorussia hanno fatto sapere che nel paese è stata giustiziata lo scorso ottobre Kirill Kazachka, condannato a morte nel 2016 per l'omicidio dei propri figli.

    "Ribadiamo la nostra ferma opposizione alla pena di morte in Bielorussia. L'esecuzione di Kirill Kazachka è particolarmente scioccante perché avvenuta in segreto nel mese di ottobre 2017, mentre i parenti del condannato sono stati informati solo di recente", si legge nella relazione congiunta del relatore APCE sull'abolizione della pena di morte Yves Kryushtan ell'ex relatore APCE sulla situazione in Bielorussia Andrea Rigoni.

    La relazione sottolinea che la pena di morte è una punizione crudele e disumana, e che è inaccettabile in Europa. L'APCE, ancora una volta, ha invitato le autorità della Bielorussia a introdurre una moratoria sulle esecuzioni e rinunciare a questo tipo di punizione de facto e de jure.

    La Bielorussia è l'unico paese in Europa in cui viene applicata la pena di morte. Nel 1996 si è tenuto in Bielorussia un referendum sull'abolizione della pena di morte. Quasi l'80,5% degli elettori ha votato per il mantenimento della pena capitale. Secondo la Corte Suprema della Bielorussia, nel 2017 sono state condannate a morte cinque persone.

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    Tags:
    moratoria, Pena di morte, APCE, Bielorussia
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