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10:53 20 Ottobre 2019
Crimea

“In Crimea vivono discendenti degli italiani”

© Sputnik . Sergey Malgavko
Mondo
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I collaboratori della Società Geografica Russa, in particolare i rappresentanti della commissione etnografica e antropologica, hanno parlato su radio Sputnik degli italiani di Crimea. Secondo gli esperti, in Crimea ci sono circa 300 discendenti degli italiani emigrati tra il 18° e 20° secolo.

Il nostro compito è scoprire il motivo per cui gli italiani volevano trasferirsi in Crimea, ha detto a Radio Sputnik il presidente della commissione etnografica e antropologica della Società Geografica Russa e ricercatore presso l'Istituto di Etnologia e Antropologia dell'Accademia Russa delle Scienze Stefania Zini:

"Siamo interessati alla storia dell'ultima migrazione degli italiani in Crimea. Il periodo è tra la fine del 18° secolo, nel 19° secolo e all'inizio del 20° secolo. Ci occupiamo della storia della migrazione degli italiani in Crimea.

Siamo venuti a Simferopoli per lavorare nelgli archivi. La comunità italiana, formatasi nel 19° secolo, si concentrava principalmente a Kerch e tuttora i rappresentanti della comunità vivono in questa zona. Nei viaggi precedenti abbiamo lavorato a Kerch, ora a Simferopoli, per integrare le nostra ricerche con informazioni storiche. I discendenti degli italiani vivono in Crimea, ci sono circa 300 persone a Kerch, diverse famiglie a Simferopoli.

La nostra ricerca è storica e antropologica. Si prendono le impronte digitali ed i calchi dentali, che dicono molto sull'appartenenza di uno o di un altro gruppo etnico. Questa comunità è un gruppo di italiani che nel corso di cent'anni si è trasferito in Crimea. In precedenza, si pensava che tutte le famiglie provenissero dall'Italia meridionale per la terra. I ricordi dei discendenti ed i materiali d'archivio hanno dimostrato che non tutto è così inequivocabile. Quando abbiamo iniziato a raccogliere gli archivi, abbiamo appreso che il 90% degli italiani erano navigatori, potevano essere originari dell'Italia settentrionale. L'origine settentrionale o meridionale aiuterà a chiarire il motivo del trasferimento in Crimea. Il grande interrogativo è perché un gruppo di italiani ha voluto trasferirsi in Crimea. Ci sono idee, le ipotesi si formano e cambiano ogni giorno".

Il mistero che intriga di più è capire perchè Giuseppe Garibaldi si sia recato in Crimea, ha detto a Radio Sputnik il segretario scientifico della commissione etnografica e antropologica della Società Geografica Russa e ricercatore dell'Istituto di Etnologia e Antropologia dell'Accademia Russa delle Scienze Nikita Khokhlov:

"Ci sono circa 300 italiani in Crimea. Abbiamo incontrato tutti, effettuato rilevazioni antropologiche: la distanza tra gli occhi, il naso, le orecchie, l'altezza ed il peso. Il nostro compito è fare un'analisi genetica di tutte le 300 persone, per capire da dove provengono. Troviamo molte informazioni su di loro negli archivi, ma è possibile capire da che parte dell'Italia arrivano e con chi si sono mescolati usando il Dna.

Le persone che vivono in Crimea possono essere di una sola famiglia, perché gli italiani in Crimea costruivano legami familiari perlopiù tra di loro. Troviamo legami tra i cognomi. Gli italiani che sono arrivati ad Odessa si sono comportati in modo un po' diverso.

L'intrigo principale è il motivo per cui Giuseppe Garibaldi, l'unificatore d'Italia, si sia recato in Crimea. È noto che i suoi parenti, almeno 4 persone, hanno preso la cittadinanza russa. Troviamo alcuni legami tra l'arrivo di Garibaldi in Russia con il movimento dei decabristi".

Tags:
Storia, Migranti, Società, Italia, Russia, Crimea
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