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    Il segreto dell'uomo di ghiaccio: scoperte nuove possibilità del cervello e del corpo

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    L'olandese Wim Hof è conosciuto come l'uomo di ghiaccio grazie alla sua capacità di resistere a temperature estremamente basse.

    Per esempio Hof ha trascorso due ore in un contenitore trasparente pieno di acqua fredda con ghiaccio, ha scalato il Monte Bianco indossando i pantaloncini ed ha nuotato per circa un minuto sotto il ghiaccio di un lago ghiacciato.

    Lo stesso olandese sostiene che questi risultati siano frutto di una preparazione atletica di giorni su giorni, oltre che di tecniche di meditazione e respirazione particolari. Tuttavia un equipe di ricercatori dell'Università dello Wayne (Stati Uniti) ha deciso di scoprire con certezza il segreto di questo incredibile "potere".

    Lo sportivo olandese ha accettato di sottoporsi ad una serie di test condotti sotto la guida del dottor Otto Muzik. E' la prima analisi del cervello dell'uomo di ghiaccio (IceMan), sostengono i ricercatori nel corrispondente comunicato stampa.

    Durante le osservazioni, i ricercatori hanno osservato un aumento dell'innervazione simpatica (comunicazione dei tessuti e di tutti gli organi del corpo con il sistema nervoso centrale). Inoltre la tomografia a emissione di positroni (PET) ha rivelato un altro effetto: un aumento del consumo di glucosio nel muscolo intercostale.

    Così Wim Hof è riuscito essenzialmente a costringere il suo corpo a produrre più calore, che si è prima sparso sul tessuto polmonare ed ha poi riscaldato il sangue circolante nei capillari polmonari, spiegano gli autori dello studio.

    Per quanto riguarda il cervello, il team si aspettava di vedere l'attivazione delle zone che rispondono alla termoregolazione. Tuttavia gli esperti hanno notato cambiamenti nella materia grigia nella parte superiore del cervello. Si tratta dell'accumulo di materia grigia sotto il drenaggio cerebrale, che è uno dei principali centri di regolazione della sensibilità al dolore.

    L'articolo con una descrizione più dettagliata dello studio su "IceMan" è pubblicato sulla rivista Neuroimage.

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    Salute, Uomo, Scienza e Tecnica, freddo
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