04:22 19 Luglio 2018
Logo Interpol

I miliziani del Kosovo scompaiono dalla lista dell'Interpol

© AFP 2018 / ROSLAN RAHMAN
Mondo
URL abbreviato
10021

L'Interpol ha escluso dalla lista dei ricercati un certo numero di ex membri dell'Esercito di Liberazione del Kosovo, accusati dalla Serbia di crimini di guerra.

Lo ha detto martedì il ministro degli Interni dell'auto-proclamata repubblica del Kosovo Flamur Sefaj. Il Ministro dell'Interno della Serbia ha detto a Sputnik mercoledì che Belgrado si è già rivolta al comitato esecutivo di questa organizzazione internazionale e ha iniziato la procedura di ricorso contro questa decisione. I materiali inviati dai serbi, sono la prova che chi ha deciso di escludere queste persone dalla lista ha erroneamente capito i fatti e ha preso una decisione illegale, questo rappresenta un precedente nel lavoro dell'Interpol. 

I nomi di chi è stato escluso dalla lista, non sono ancora noti. Tuttavia, è chiaro che si tratta di coloro che durante il conflitto del 1998-1999 in Kosovo hanno occupato posizioni importanti nell'Esercito di liberazione del Kosovo. Inizialmente in questo elenco c'erano 157 persone, ma alla fine l'elenco si è ridotto a 21 persone. Ad esempio, tra le domande che la Serbia pone ce ne sono alcune sull'ex comandante in capo, il capo di stato maggiore dell'UCK Azem Sulja, zio dell'attuale presidente del Kosovo Hashim Thaci.

A Belgrado si aspettano che il comitato esecutivo dell'Interpol nei prossimi giorni, in occasione della prossima riunione, cambi la decisione "sugli individui per il processo giuridico di questa organizzazione". Commentando questo precedente, il membro dell'associazione internazionale dei dirigenti di polizia Marko Nicovic ha detto a Sputnik che tale decisione non può essere presa senza il consenso e l'approvazione dei servizi competenti della Serbia.

"Senza Serbia l'Interpol non può togliere queste persone dalla lista, il Kosovo non è membro di questa organizzazione. Devono chiedere il consenso a Belgrado, questo prevede lo statuto dell'Interpol. E se questo è accaduto senza che la Serbia lo sapesse, allora si tratta di manipolazione" ha detto, commentando le parole del ministro degli interni autoproclamato Flamur Sefaj, a cui il segretario generale dell'Interpol Jurgen Shtok ha presumibilmente assicurato che il Kosovo non deve di nuovo presentare la domanda per l'appartenenza a questa organizzazione, è abbastanza per i membri dell'Interpol esaminare la richiesta in riunione. L'esperto ritiene che non sia possibile.

"All'ultimo congresso dell'Interpol a Pechino alla fine non è stata nemmeno presentata la domanda, sapevano che la maggior parte era contro questa acquisizione. Quindi Pristina non voleva che si votasse. Nella prossima assemblea dell'Interpol la procedura è la stessa, perché il regolamento dell'organizzazione implica la presentazione della domanda e l'approvazione da parte dei paesi membri", ha detto.

Nel mese di settembre 2017 il premier del Kosovo Haradinaj alla fine ha ritirato la candidatura, secondo lui, "fiducia nel Kosovo ce l'hanno molti stati, ma questo non è sufficiente, affinché il Kosovo entri in questa organizzazione". Nicovic ritiene che Sefaj ha frainteso il segretario generale dell'Interpol, che, a quanto pare, in una conversazione informale ha dimostrato solo "buona volontà" a riesaminare la domanda di adesione del Kosovo.  

Correlati:

Il Kosovo è il paradiso della mafia
L'esercito serbo ritorna in Kosovo?
Madrid contro l'integrazione europea del Kosovo
Tags:
processo, Interpol, Serbia, Kosovo
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik