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    Un mosaico firmato Carlo dal Bianco

    Dalla Siberia il freddo, dall'Italia il design

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    Riccardo Pessarossi
    Relazioni italo russe (11)
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    Mentre il gelo siberiano ha paralizzato l'Italia (colpa per qualcuno degli hacker russi?), il design italiano porta luce e colore a Mosca, grazie al maestro del mosaico Carlo dal Bianco, protagonista della Giornata del Design Italiano nel mondo.

    Il 1° marzo, che in Russia a dispetto del tempo è festeggiato come il primo giorno di primavera, da due anni a questa parte è anche l' #ItalianDesignDay, organizzato dai ministeri degli Esteri e dei Beni Culturali nell'ambito del programma di promozione internazionale "Vivere All'Italiana". Per l'edizione 2018 è stato scelto il tema "Design e Sostenibilità", declinato in contemporanea in 100 città di tutto il mondo, con la partecipazione di 100 personalità tra architetti, designer, artisti, imprenditori italiani del settore.

    A Mosca due sono stati gli eventi in calendario: nella serata del 1° marzo la nuova sala dell'Ambasciata Italiana a Mosca ha ospitato la master class del designer Carlo dal Bianco sul tema "Decorazione e passione", mentre il 2 marzo negli spazi dell'ex manifattura Trehgornoye, ora convertiti a cluster creativo, presso la Galleria Palisander è stata inaugurata una mostra esclusiva che ospita alcune creazioni dei più importanti designer italiani del dopoguerra come Gio Ponti, Ico Parisi, Gae Aulenti, Ettore Sottsass, Michele de Lucchi, Andrea Branzi.

    L'ambasciatore italiano a Mosca Pasquale Terracciano
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    L'ambasciatore italiano a Mosca Pasquale Terracciano

    Il design italiano nel mondo e in Russia è quindi un simbolo del nostro paese, come sottolineato dall'ambasciatore Pasquale Terracciano:

    Il design italiano nel mondo realizza il connubio di tradizione artigianale, gusto estetico e innovazione tecnologica che caratterizza il Made in Italy. Il design ha accompagnato la crescita economica dell'Italia ed oggi, con 33 miliardi di euro, vale un terzo del giro d'affari prodotto dal design in tutto il mondo. Il design è una categoria dello spirito italiano, dell'esperienza italiana, ed esprime le culture dei territori che compongono l'Italia. Il design è parte del modo di vivere italiano che i russi adorano, sia per spirito d'amicizia nei confronti dell'Italia, sia perché dal punto di vista dei prodotti, rappresentano delle eccellenze che soddisfano le loro richieste di stile.

    Non c'è da stupirsi quindi se Carlo dal Bianco a Mosca sia stato accolto come una vera stella. Prima, durante e dopo i due appuntamenti che lo hanno visto protagonisti, i titolari delle gallerie private e pubbliche di Mosca hanno fatto la fila per poter scambiare una stretta di mano ed ottenere il preziosissimo biglietto da visita del designer veneto. Per tutti gli altri, in questa intervista esclusiva a Sputnik Italia, Carlo Dal Bianco spiega quali sono i caratteri che rendono il design italiano così apprezzato dagli stranieri.

    Prima del suo arrivo, la capo-redattrice di Architectural Digest, Evgenia Mikulina, ha detto che i designer italiani non sono solo coloro che fanno un oggetto, ma regalano la felicità. E' d'accordo?

    Non proprio tutti. Io non voglio ad ogni costo annoverarmi tra i designer che regalano la felicità. Ma dico che ce ne sono altri che regalano anche tristezza. In Italia, lasciamo perdere la parte politica, si vive bene perché in qualsiasi posto vai ci sono delle cose belle. Dalla cucina, al clima che soprattutto al centro-sud si presta per vivere all'esterno. E' bello sentir dire che il design e l'architettura italiana esprimono questa gioia. Al di là di mille difficoltà.

    Il segreto del bello quindi qual è secondo lei?

    Faccio un esempio. Mosca è una grande città ma gli spazi sono estremamente dilatati. Roma, che è un'altra Capitale invece ha ambiente molti intimi, molto chiusi, in cui  l'uomo si misura con una realtà a misura d'uomo. E' un gioco di parole ma è uno dei segreti. Un altro è che abbiamo la cultura del restauro più che del rifacimento. Mentre in altre parti del mondo a furia di rifare si perde la patina del tempo. Questa cultura fa si che il turista straniero trova quell'intimità che lo porta a contatto con la storia.  Non idealizziamo però: questo non c'è solo in Italia, ma altrove può essere pericoloso perché può creare un ristagno. Noi invece per esempio abbiamo i borghi della Toscana, tradizione-intimità-storia, ma abbiamo anche Milano che è un elemento d'innovazione, di progresso. Il segreto è l'armonia che c'è fra le cose.

    Restauro contro rifacimento. In vista dei Mondiali di quest'anno la Russia si sta proprio "rifacendo il volto". Da visitatore che impressione ha avuto?

    E' la quindicesima volta che sono in Russia. Qui anni fa avevo realizzato due show room, uno sulla vecchia via Arbat ed un altro sulla prospettiva Kutuzov quindi potrei dire che Mosca la conosco abbastanza bene. Invece no, perchè erano quasi dieci anni che non venivo qui a Mosca e devo dire che è cambiata molto.

    In meglio o in peggio: da che parte mette il suo pollice?

    Non ho questo spirito analitico per poter entrare dentro la città con uno sguardo, ma ho colto che è molto più raccolto. Ho visto il centro molto più in ordine, le vie più pulite, in una parola ho trovato Mosca più accogliente. L'impressione è migliore decisamente. Tempo fa, mi ricordo che quando venivo qua, come pedone era pesante oltre che più pericoloso camminare. Oggi invece ho trovato molti marciapiedi ampliati. Ma sono tanti i dettagli che ti fanno cogliere una città più vivibile.

    • Una vecchia foto del centro di Mosca con l'albergo Rossiya in primo piano
      Una vecchia foto del centro di Mosca con l'albergo "Rossiya" in primo piano
    • La nuova Mosca: il parco Zaryadye sorto al posto dell'hotel Rossiya
      La nuova Mosca: il parco Zaryadye sorto al posto dell'hotel Rossiya
      © Sputnik . Vladimir Sergeev
    • La piazza della stazione Belorusskaya a Mosca - 2017
      La piazza della stazione Belorusskaya a Mosca
    • Una ragazza in bicicletta nel nuovo anello dei Giardini a Mosca
      Una ragazza in bicicletta nel nuovo anello dei Giardini a Mosca
    • Il monumento a Yury Dolgorukiy nella centralissima via Tverskaya a Mosca
      Il monumento a Yury Dolgorukiy nella centralissima via Tverskaya a Mosca
      © Sputnik . Ekaterina Chesnokova
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    Una vecchia foto del centro di Mosca con l'albergo "Rossiya" in primo piano

    Girando qui a Mosca, ha visto qualcosa da cui poter prendere ispirazione?

    In particolare ho visto una palazzina verde menta. Rispetto all'architettura bianca apprezzo questo uso tipicamente vostro del colore. Trasmette coscienza del senso della decorazione. È un aspetto positivo. A parte i quadri del Pushkin, perché il Picasso che avete qui al Pushkin è il più bello, quello del periodo rosa.

    Da Picasso a un altro artista d'avanguardia del primo Novecento: Mayakovskiy. Nella stazione della metropolitana a lui dedicata ci sono dei mosaici, li ha visti?

    Una stazione stupenda. Con questi mosaici a soffitto. E' un unicum. In Italia le stazioni, a parte quelle di Napoli che sono meravigliose, sono stazioni unicamente funzionali. Mentre quella di Mosca è una metropolitana con spazi accoglienti, belli. Sono quasi come dei palazzi interrati, si nota una cura come fosse un ambiente residenziale. Il risultato è che sono bellissime.

    Un mosaico sulla volta della stazione Mayakovskaya.
    © Sputnik . Ruslan Krivobok
    Un mosaico sulla volta della stazione "Mayakovskaya".

    Se dovesse realizzare un mosaico sulla Russia, quale disegno sceglierebbe?

    Sicuramente penserei all'uso delle forme molto decorative ed all'uso del colore che è proprio nelle corde russe. Spesso mi dicono "tu sei perfetto per un mercato russo", ma vedo che a volte in Russia si esagera. Bisogna creare una decorazione, ma avvicinare un elemento di morbido, di scarico. Altrimenti diventa ridondante.

    L'abbiamo vista discutere e gesticolare con l'ambasciatore Terracciano e la sua consorte. Non è che inizierà proprio da qui?

    Uno scatto rubato della conversazione tra Carlo dal Bianco e l'ambasciatore Pasquale Terracciano
    © Sputnik .
    Uno scatto "rubato" della conversazione tra Carlo dal Bianco e l'ambasciatore Pasquale Terracciano

    Ci mancherebbe. Innanzitutto è un esperienza unica poter entrare in ambasciata per un evento come questo. Poi devo dire che gli interni sono stati riarredati con gusto.

    E' l'armonia?

    Eccola l'armonia. Abbiamo degli elementi classici come le colonne, ed il verde con cui sono dipinte le pareti. Da una parte dei quadri antichi, dall'altra delle opere moderne. Vede, il pavimento è in legno e trasmette calore, ed in molti avrebbero potuto cedere alla tentazione di un tavolo altrettanto imponente. Al contrario, siamo seduti dietro un tavolo in vetro, che alleggerisce l'ambiente ed avvicina lo spazio.

     

    Carlo dal Bianco, architetto e designer legato al marchio Bisazza, è stato due volte vincitore, nel 2004 e nel 2006, del premio Elle Decoration International Awards.

    Tema:
    Relazioni italo russe (11)
    Tags:
    design, ambasciata a Mosca, Ambasciata d'Italia a Mosca, Mosca
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