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    Il Consiglio d'Europa a rischio di crisi finanziaria: e la colpa è della Russia

    © Foto: PACE official website
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    Il Consiglio d'Europa sta vivendo un momento critico nei suoi quasi 70 anni di storia.

    Fino a mercoledì i 47 paesi membri dovevano trasferire il primo terzo della quota di iscrizione annuale per l'anno 2018. A quanto pare, la Russia, che paga molto, quest'anno non lo farà, a causa della sua lotta per il potere con il Consiglio d'Europa, scrive il corrispondente di Focus.

    Quest'anno la Russia avrebbe dovuto pagare quasi 33 milioni di euro, circa un decimo del bilancio generale del Consiglio d'Europa. Cosa si nasconde dietro questa disputa monetaria? La Russia si è adirata nell'aprile 2014 quando alla delegazione russa è stato tolto il diritto di voto in seno all'assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. Questo passo è stato la misura di risposta per l'annessione della penisola ucraina di Crimea, spiega l'autore.

    Oggi il Consiglio d'Europa risparmia su tutto, la Russia già nel 2017 ha congelato i pagamenti. Secondo fonti dell'amministrazione dell'organizzazione, per risparmiare, i documenti ai parlamentari non sono distribuiti in formato cartaceo, alle riunioni sono disponibili interpreti solo per le principali lingue. Anche la sporcizia del pavimento nei corridoi parla della carenza di fondi, dice il giornalista.

    Secondo i parlamentari, la Russia vuole assicurarsi che in futuro alla delegazione non venga più negato il diritto di voto. "Il Consiglio d'Europa non deve cedere alle pressioni", dice Frank Schwabe, il rappresentante tedesco del partito SPD. A suo parere, in caso di necessità il denaro dovrebbe arrivare da altri paesi. Il politico non ritiene giusto punire il paese attraverso la privazione del diritto di voto.

    Tuttavia altre possibilità di imporre sanzioni al Consiglio d'Europa mancano. Teoricamente è possibile escludere i paesi membri del Consiglio, ma senza Russia il Consiglio d'Europa perderebbe nel confronto con l'Unione Europea, si legge nell'articolo.

    In questo modo, Mosca alla fine può raggiungere il suo obiettivo, dice il giornalista. Il segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, ha già espresso la volontà di scendere a compromessi: "Spero che saremo in grado di trovare una via d'uscita da questa situazione".

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    Tags:
    Diritto di veto, Consiglio d'Europa, Europa
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