20:27 18 Novembre 2018
Border crossing point on Russia-Ukraine border. File photo

Aksenov: come stabilire un dialogo tra l'Ucraina e la Crimea

© Sputnik . Alexandr Polegenko
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Il capo della Crimea Sergei Aksenov ha detto in un'intervista al programma "i Risultati della settimana" su NTV, che per instaurare un dialogo tra l'Ucraina e la Crimea russa serve il "passaparola".

"Il passaparola è il miglior strumento di comunicazione da sempre, i media si vede, sono perseguitati in Ucraina, nonostante dichiarino che il loro sia uno stato democratico. Come strumento c'è, ovviamente, internet e la possibilità di visitare la Crimea" ha detto Aksenov. 

Secondo lui, dall'Ucraina ogni anno arrivano fino a mezzo milione di turisti. "Tutti  cambiamenti positivi della repubblica, si tratta di risultati degli ultimi quattro anni" ha sottolineato, rispondendo dopo ad una domanda sulle sanzioni dell'Occidente contro di lui.

"Non mi interessa! Lasciate che ci mettano sanzioni di qualsiasi tipo, a me semplicemente non interessa. Queste misure assolutamente divertenti non ci spaventano, non so perché lo fanno. A mio parere,  queste sanzioni se ne andranno, sono senza speranza. E l'Ucraina… è anche più veloce dei politici ucraini, i funzionari pensano a stabilire un linguaggio comune con le autorità del paese, si sono resi conto che è necessario prendere in considerazione gli interessi del paese" ha detto il capo della Crimea.

Secondo Aksenov, gli americani "meglio di altri si rendono conto che l'Ucraina non può riprendere la Crimea militarmente", ma "conducono un lavoro distruttivo per destabilizzare la situazione".

"I tentativi li spingono gli americani, è chiaro. Ma dovete capire che il livello di patriottismo oggi degli abitanti dell'Ucraina, che spingono alla guerra con ex concittadini, è assolutamente vicino a zero… la maggior parte dei sondaggi, di diversi servizi in Ucraina, dicono che la stragrande maggioranza vuole far finire il conflitto a tutti i costi. Compreso in Donbass, in Crimea. Là, oltre il 60 per cento, si sono pronunciati, se ne sono andati, allora a questo mettiamo un punto", ha concluso Aksenov.

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Sanzioni, Crimea, Sergej Aksenov, Crimea
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