11:56 23 Giugno 2018
Visto di Schengen per la UE

"La Polonia induce la UE a modificare le disposizioni di Schengen"

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Il 30 dicembre scorso il giornalista e politologo russo Alexey Martynov non è riuscito ad entrare nella UE (Venezia), nonostante fosse in possesso di un visto valido di Schengen rilasciato dalla Francia. Il motivo è stata la presenza del suo nome sulla "blacklist" del Sistema d'informazione di Schengen (SIS), dove è stato inserito da Varsavia.

— La Polonia non ha ancora risposto alla mia richiesta, sebbene sia trascorso più di un mese. Tutto ciò che sappiamo sulle circostanze di questo caso è stato segnalato alle autorità competenti della Repubblica italiana e del Consiglio regionale del Veneto.

Il 17 novembre la Polonia ha introdotto un'intera lista di noti giornalisti ed analisti russi nel sistema di Schengen con la notazione di "minaccia alla sicurezza nazionale". Dal momento che sono stato respinto all'arrivo a Venezia, ho fatto appello al Consiglio regionale del Veneto per chiedere valutazioni sull'accaduto.

- La sua storia è unica a modo suo. Si è recato in Italia con un visto triennale rilasciato dal Consolato francese a Mosca e la Polonia le ha vietato di entrare in tutti gli Stati dell'accordo di Schengen. Da un punto di vista formale il suo visto è stato revocato dalle autorità polacche?

— No, affatto! E' un incidente della burocrazia europea. Una scappatoia nelle disposizioni di Schengen, se volete. Con l'aiuto di questa scappatoia si può praticamente limitare la circolazione nello spazio Schengen di un cittadino extracomunitario senza spiegarne i motivi.

Il visto era stato rilasciato dal Consolato francese a Mosca ed è valido fino all'estate del 2019. Mi è stato confermato da loro personalmente. Non si tratta di un divieto, ma"dell'entrata nel sistema di informazione", che automaticamente ti rende una persona non gradita nell'area di Schengen. Di questa norma abusano al momento la Polonia e a ruota i Paesi Baltici, con l'obiettivo di mettere sotto pressione la comunità giornalistica e gli analisti per ragioni politiche.

Il secondo obiettivo, come si è visto qui, è mettere una barriera tra i loro giornalisti ed esperti e noi. Hanno terribilmente paura della verità. Quando le cose sono chiamate con il loro nome. Anti-semitismo delle caverne. Russofobia commerciale. Presenza di prigionieri politici. E così via.

- In Italia il Consiglio regionale del Veneto si è schierato in sua difesa. Cosa succederà dopo?

— Infatti il Consiglio regionale del Veneto ha considerato l'accaduto con la respinta alla frontiera del famoso politologo russo a Venezia, ha analizzato le circostanze del caso e gli aspetti legali. I consiglieri veneti hanno concluso che si tratta di una pressione inaccettabile dietro motivazioni politiche.

Hanno legato questo comportamento della Polonia per il fatto che abbiamo difeso pubblicamente Mateusz Piskorski, famoso politologo polacco e professore, ex deputato e leader di un partito d'opposizione, che come prigioniero politico con accuse inventate si trova da due anni in carcere nel suo Paese.

La cosa importante nella risoluzione del Consiglio regionale è l'appello al governo centrale italiano con la raccomandazione di avviare urgentemente modifiche al codice di Schengen, al fine di impedire l'utilizzo di questo sistema da Paesi terzi con fini politici. Sembra che tali cambiamenti siano possibili.

- Le è stato violato il diritto fondamentale, che è garantito a tutti i residenti in Europa: il diritto alla libertà di movimento. Farai ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo?

— Una causa in merito è già in preparazione.

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Schengen, Russofobia, Società, Visto, Unione Europea, Polonia, UE, Russia
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