08:56 19 Dicembre 2018
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Adozioni illegali in Cile: "Molti non sanno che per i loro genitori sono morti"

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Molti cileni non sanno di essere parte di un grande inganno. Pensano che le loro madri gli abbiano abbandonati, ma in realtà, negli 70 e 80 a molte donne cilene venivano rubati i bambini. Gli veniva detto che erano morti, ma oggi, 40 anni dopo, bussano alle loro porte.

Il sistema giudiziario cileno ha rivelato l'esistenza di una rete che ha facilitato l'adozione all'estero di oltre 500 bambini cileni provenienti da famiglie a basso reddito dal 1950 al 2001.

Un assistente sociale, la sessantanovenne Telma Uribe, ha conservato un documento con i nomi di 579 bambini, di cui 525 adottati da famiglie straniere provenienti dagli Stati Uniti e dal Perù. Uribe era associata a una rete che aiutava le famiglie straniere ad adottare bambini.

Nel 2017, il dipartimento per i diritti umani del dipartimento di polizia cileno ha sequestrato 351 cartelle di Uribe, otto laptop, quattro schedari e cinque diari. Sulla base di queste prove, il giudice speciale Mario Carroza ha aperto un'indagine in cui Uribe risulta imputata, riferisce la pubblicazione La Tercer.

Marisol Rodriguez, coordinatrice dell'Organizzazione dei Figli e delle Madri del Silenzio in Cile, ritiene che le cifre in realtà siano molto più alte.

"Solo in Svezia sono stati adottati 2065 cileni su base irregolare" ha detto la Rodriguez in una intervista con Sputnik.

Nel 2017 in Cile è stato reso noto il caso di una ragazza 22enne, Marianne Skoglum, la quale con l'aiuto di un canale televisivo locale ha iniziato la ricerca della sua madre biologica.

La madre è risultata essere una timida donna di Puerto Montt, che vide sua figlia essergli strappata dalle mani il giorno della registrazione per essere data ad una coppia sposata. Tali casi di adozione dei minori cileni sono moltissimi.

Secondo Rodriguez, nelle città italiane della Sardegna sono stati registrati altri 500 cileni, ma in Italia questa cifra dovrebbe essere più alta. "Abbiamo anche rapporti dalla Francia e dagli Stati Uniti", ha aggiunto.

"Sfortunatamente, ci sono così tanti casi di violazioni. Ad esempio madri povere che portavano i loro figli in istituzioni speciali, e improvvisamente questi scomparivano, o madri alle quali è stato detto che dopo il parto i loro figli sono morti" ha detto Rodriguez, riferendosi alle storie che si ascoltano ogni giorno all'organizzazione.

Il fenomeno dell'adozione illegale in Cile si è diffuso dagli anni '60 agli anni 2000. "Di solito erano madri a basso reddito o famiglie dell'alta borghesia, dove le figlie adolescenti nascondevano una gravidanza" ha detto.

​Tweet: ti hanno presa dalle mie mani!

"Sto cercando mia figlia. Sei nata il 26 gennaio 1973 all'ospedale El Salvador de Providencia di Santiago del Cile".

I cosiddetti bambini del silenzio apparvero cinque anni fa, quando i cileni negli Stati Uniti iniziarono a cercare le loro radici e scoprirono che non avevano una storia.

"Non c'erano documenti per l'adozione. Il bambino adottato può iniziare a consultarli all'età di 18 anni, ma ci sono molti ostacoli, come le limitazioni all'accesso dei documenti negli ospedali. Così hanno iniziato a sospettare di violazioni " ha spiegato Rodriguez.

L'organizzatrice ha detto che le mamme dubitavano quando gli è stato detto che il loro figlio o figlia era morto e gli veniva rifiutato di mostrare il corpo.

"Gli è stato persino rifiutato il rilascio di un certificato. Ecco perché, ora, quando è trascorso così tanto tempo, siamo sicuri che molte persone non sanno di essere morte per i loro genitori".

Per questo è nata l'Organizzazione di volontariato dei Bambini e delle Madri del Silenzio, creata direttamente dalle vittime della rete che agiva con l'aiuto di Germania, Stati Uniti, Svezia e Italia.

​Tweet: Cerco coloro che mi hanno dato la vita. Sono nata a Santiago il 21 marzo 1974.

Fino al 1988 in Cile non ci sono state regole rigide sull'adozione da paesi stranieri. Tuttavia le ultime denuncie risalgono ai primi anni 2000.

Oggi ci sono molti bambini cileni adottati i quali presumibilmente sono stati dati su base regolare, persino con il documento del Servizio nazionale per i minori SENAME, ma pare che le loro madri biologiche abbiano documenti diversi, e che i dati non corrispondano.

"Hanno cambiato nome e date e abbiamo dovuto fare l'esame del DNA. Abbiamo scoperto che in molti casi il nome della madre non corrispondeva alla realtà. Abbiamo file standard con gli stessi dati per persone diverse" ha commentato Rodriguez.

Secondo la coordinatrice, le attuali indagini rispondono alle pressioni della Svezia, dove più di 2000 cileni hanno presentato una causa internazionale. "Ma non sappiamo se questo ci porterà a una buona fine e se ci aiuterà davvero", ha aggiunto.

​Tweet: cerco mia madre. Mi hanno portato all'orfanotrofio Ramon San Nonamo de Curicò il 2 gennaio 1972.

La maggior parte dei querelanti ha una doppia identità, perché molti di loro hanno un numero identificativo e un nome diversi in Cile e in Svezia.

L'organizzazione ha aiutato più di 60 persone a incontrarsi solo attraverso la diffusione di informazioni sui social network. Tuttavia, il loro lavoro è limitato a causa di un gran numero di violazioni nei documenti di adozione e per la mancanza di fondi.

"Spesso i costi dei test del DNA devono essere pagati dagli stessi interessati e molti non se lo possono permettere" ha detto Rodriguez.

La coordinatrice chiede allo stato cileno di assumersi questi costi e la responsabilità per aver permesso l'insorgere di una tale situazione che ha violato le regole di adozione e ha interrotto i rapporti degli adottati con le loro madri biologiche che consideravano morti i loro figli. "È terribile non essere in grado di aiutarli tutti" ha confessato.

​Tweet: Mamma, ti sto cercando. Ho solo un ciondolo d'oro a forma di pannocchia di granturco che mi hai lasciato quando sono nata il 26 luglio a Santiago del Cile.

Rodriguez si è anche offerta di sostenere le ricerche negli archivi ospedalieri, di fornire l'accesso alle banche del DNA e ha anche invitato il Servizio Nazionale per i Minori a lavorare con i cileni adottati alla ricerca dei loro genitori biologici.

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Tags:
Criminalità, criminale, Criminalità organizzata, Crimine, lotta alla criminilita, violazione, Cile
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